Inserito da: faustocolombo | 23, Dicembre, 2009

Buon Natale, naviganti

E’ a Natale che si fanno i bilanci e i propositi? Non ricordo. Così li farò, alla faccia di chi ci vuol male.

Bilanci. Un bellissimo anno professionale, e un anno umano così così.  Sul piano professionale belle ricerche, un contratto con due editori importanti per un nuovo libro in Italia e uno all’estero (tutto a consegnare nel 2010: come farò?). Un grande convegno internazionale organizzato e infiniti viaggi e conferenze. Qualche pubblicazione. Qualche screzio. Routine. Sul piano umano ho perso qualcuno: una persona che amavo come un padre (mio padre invece ce l’ha fatta, per fortuna), qualche amico o amica per strade diverse. Cose che capitano. Soprattutto alla mia età. Ma ho avuto anche molto, moltissimo, e lunedì, al consueto aperitivo di chiusura del centro di ricerca che dirigo, ho guardato i volti dei colleghi con cui divido la vita, dei giovani cui cerco di insegnare qualcosa e che mi insegnano molto, e mi sono detto che sì, come al solito ne vale la pena.

Propositi. Uno a breve: vado in vacanza. Non ne faccio da molto molto tempo, e mi merito una settimana o due lontano da tutto, anche da questa nave che mi accompagna ogni giorno, quasi. 

Uno a medio termine: Lavorare bene, con cura. Pubblicare un lavoro sulla televisione a cui tengo molto, e che è così diverso da quanto si sente e si vede in giro che vale la pena, in tutti i sensi. E guardare agli altri con ottimismo, ma con franchezza. Dire quello che penso, con cortesia. Ma basta con gli eccessivi rispetti umani, con le prudenze un po’ false. Quando torno, sarò sincero, e sinceramente gradevole o sgradevole.

Uno a lungo termine. Spero in un’Italia migliore, un po’ diversa da quella di chi manda messaggi di amore e sputa sui suoi avversari. Di chi vede la pagliuzza negli occhi degli altri e si dimentica la trave nei propri. Di chi sta distruggendo un paese che amo molto (qualche volta penso sin troppo).

Buon Natale, naviganti. E’ bello stare in mare con voi. Quando tornerò sopra coperta al timone comincerà un’altra avventura. Non so come sarà. Spero che potremo dire alla fine: sì: ne è valsa la pena.

Buon vento.

Inserito da: faustocolombo | 20, Dicembre, 2009

Che la festa finisca… (recensione non richiesta di Niccolò Ammaniti)

Ho letto l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, Che la festa cominci (Einaudi), e ho avuto l’impressione che finalmente qualcuno riuscisse a esprimere nella fantasia narrativa un sentimento condiviso di repulsione per questo nostro Paese. L’impressione è del tutto personale, naturalmente, e l’autore dice nella nota finale: “Ovviamente questo romanzo è frutto della mia fantasia e di sogni turbolenti. Se ci vedete cose e fatti che somigliano alla realtà sono fatti vostri”. Quindi, tranquilli tutti. Sono proprio io e solo io che riconosce qualcuno di noto nello scrittore Fabrizio Ciba, autore di un primo folgorante romanzo e di una seconda opera meno fortunata, infine promesso scrittore di capolavori che con arrivano, plagiario e ospite fisso di occasioni giuste con lo snobismo che si confà a un ragazzo sempre ribelle. Sono solo io che riconosco la cantante Larita (ex tossica rockettara poi singer melodica amata anche dalle gerarchie vaticane), o l’attrice-velina Simona Somaini, sempre sulle scene con le sue forme procaci e una invidiabile stupidità congenita.

O i mille arrivisti arrivati, piovuti nella Roma di Villa Ada restaurata da un miliardario di umili origini con l’ansia della rivincita sociale. O il sottobosco dell’editoria. O…

Insomma, ci sono voluti il cinismo, l’umorismo e la scrittura limpida di Ammaniti per farmi capire cosa succederà a questo Paese. Scoppierà, come Villa Ada, di una specie di implosione in cui tutti ci rimetteranno, e tutto andrà storto, in cui una banda di satanisti della domenica si rivelerà in fondo quasi migliore di tutti gli altri. Si. scoppierà. Ma qualcuno si salverà miracolosamente. E saranno – naturalmente – i peggiori.

Buon vento.

Inserito da: faustocolombo | 18, Dicembre, 2009

Freedom of speech…

Si moltiplicano i deliri sulla rete, dove sulla rete è complemento di argomento, non di luogo.

Il presidente del Senato Schifani sproloquia su Facebook dando l’impressione di non aver mai letto niente sull’argomento. In generale si sentono brutti toni sulla piazza reale e su quella virtuale della rete.

Trovo in un articolo largamente condivisibile di Giorgio Ferrari, su Avvenire, un riferimento al lavoro Freedom of Speech, del pittore americano Norman Rockwell. Lo avevo rimosso, ma l’articolo me lo ha ricordato, e sono andato a cercarlo in rete di nuovo. Una bella immagine di questo valore profondo che la democrazia ha faticosamente guadagnato all’uomo, trasformandolo in cittadino. La posto per tutti noi, naviganti. Alziamoci come questo omino, con il suo giornale (la nostra rete) nella tasca. Senza astio, senza odio (ma anche senza amore obbligatorio per qualcuno che non ci piace). Con il coraggio del timore. E della necessità.

Un abbraccio naviganti.

Inserito da: faustocolombo | 17, Dicembre, 2009

IL dramma (comico) della diretta

Ogni tanto succedono delle cose strane e classiche, in televisione. Vale la pena di guardarsi con attenzione questo documento.

Intervista in diretta con Prosperini sul suo arresto

Quando si dice la diretta Tv. Quando si dice la personalizzazione della politica. Quando si dice che la giustizia e i media non corrono sempre ciascuna sul suo binario. Ogni tanto sembrano due rette parallele che, come diceva il grande Marcello Marchesi (credo) “si incontrano all’infinito, quando ormai non gliene frega più niente a nessuno”.

Buon vento


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