by Fausto Colombo (something about me)

Eccomi qui. Un prof maturo (nell’età se non nella testa) che si è sempre occupato di innovazione tecnologica e di storia dei mezzi di comunicazione e che finalmente si accorge che i blog hanno una tradizione abbastanza lunga, sono insomma abbastanza vecchi, per poterne scrivere uno.

La cultura sottile – per i molti che non lo sanno (diciamo la quasi totalità delle persone) – è un mio libro del 1998 (Bompiani), in cui ho ricostruito la vicenda dell’industria culturale italiana da Pinocchio alle Tv commerciali. Oggi ho ripreso in mano quel testo, e lo sto riscrivendo. Ho pensato di farlo in pubblico, e questa è la principale ragione del blog.

Il motto su potere, sapere e sapore è del mio autore preferito, Roland Barthes, ed è contenuto nella trascrizione della sua prima lezione al Collège de France (Lezione, in Italia edito da Einaudi. Per la cronaca, è la definizione di sapientia). Ho sempre pensato che fosse inarrivabile, come inizio di un corso. Da quest’anno, quando andrò in aula per la prima volta, avrò ben chiaro che anche la migliore ultima lezione è già stata pronunciata: è quella di Randy Pausch, a disposizione anche su Youtube (per chi lo desidera, ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=ji5_MqicxSo). Quindi,  niente migliore prima lezione, niente migliore ultima. Spero sempre di riuscire a tenere – che so? – la più bella quarta lezione di tutti i tempi. Oppure la terzultima… Insomma, non smetto di provarci, perché sono ambizioso. Il blog quindi racconterà anche i miei tentativi. Portate pazienza.

Infine, l’immagine della testata è un ritratto di Corto Maltese: un omaggio al mio personaggio preferito, e al suo autore Hugo Pratt. Non so bene perché mi ha preso così tanto Una ballata del mare salato. Se è stato per i paesaggi esotici. Se per la bellissima ragazza protagonista insieme a Corto Maltese e a tanti altri indimenticabili personaggi. Non so. Ma sono fatto così. Non dimentico mai le cose indimenticabili. E voi?

Responses

  1. Mi chiedevo proprio come avessi chiamato il tuo blog. Non poteva essere altrimenti. Ho cominciato a seguirti anche io. lauragemini

  2. Ciao Fausto son d’accordo ma te la (gliela) cambio un po’: “Nessun potere, un po’ di sapore, e quanto più sapere possibile”. Perché il sapere, anche quando uno si sforzasse tanto, è e potrà essere solo quanto gli è consentito e perciò può essere anche solo “un poco”. Ma per poco che sia è tutto il sapore.

    Paolo G.

  3. Comunicato stampa:

    SABATO 20 DICEMBRE – ORE 17.30

    SALA CIVICA COMUNALE, P.ZZA MUNICIPIO – MEDA

    Antonio Oleari

    presenta il libro

    “Un viaggio lungo 40 anni – Senza orario senza bandiera”
    (Aereostella edizioni)

    Quando la poesia di De André incontrò la musica dei New Trolls…

    Quattro vite artistiche: Fabrizio De André, Gianpiero Reverberi, i New Trolls,
    Riccardo Mannerini. Una città: Genova. Un anno che parla da solo: 1968. Tutto in un
    disco: Senza orario senza bandiera, quello Irish, di Joe, di Padre O’Brien e di
    tanti altri personaggi. Un viaggio lungo quarant’anni fatto di musica, poesia,
    strette di mano e precoci addii, attraverso i sentieri di una generazione spinta
    alla conquista del mondo. A fare da cornice, e non solo, la Genova degli anni
    Sessanta, una città che da sempre riesce ad affascinare letterati e poeti, musicisti
    e pittori. Tutt’attorno un ’68 che grida…

    L’incontro prevede musica dal vivo con showcase acustico di Alberto Citterio
    (pianoforte), Paolo Colombo (chitarra) e Scream singer (voce). Il trio proporrà
    brani dei New Trolls e di Fabrizio De André. Interverrà anche Ugo Mannerini, figlio
    del poeta Riccardo Mannerini.

  4. gentile professore,

    sono capitata sul suo blog, e con molto piacere. Non solo conosco il suo libro “la cultura sottile” ma è anche nella bibliografia del mio : Mamma – donzelli editore. Ora lo sto però cercando disperatamente: quando ho scritto il saggio sulla nota canzone italiana (tracciando un racconto dello stereotipo della madre italiana ) il suo libro mi è stato prestato da un amico. L’ho trovato molto importante per i miei studi sui fenomeni di massa etc. grazie

  5. Cara Sabina,
    se Bompiani dice il vero, il mio libro è in ristampa… Speriamo bene. Invece – mea culpa – non conoscevo il suo, che mi procurerò al più presto
    buon vento

  6. Dalla pubblicazione di un link su facebook di un ex compagno di università, mi ritrovo nel suo blog, torno indietro di ormai parecchi anni, ma è come se fosse allora…la leggo con la stessa emozione di quando ascoltavo le sue affascinanti lezioni in Cattolica, che rimangono il mio più bello e vivo ricordo del percorso universitario. Mi fa oltremodo piacere percepire che la passione per il lavoro di professore è sempre vivissima in lei e che i suoi nuovi studenti la sentono e la contraccambiano con altrettanta vivacità intellettuale. E’ pregio di pochi professori, baroni o meno che siano, saper far sentire vivi i propri studenti…alla sue lezioni ci sentivamo intelligenti,arricchiti e rispettati..poter vivere e negli anni successivi ricordare così l’università credo sia un vero privilegio
    Buon vento, professore
    Martina

  7. Cara Martina, grazie di questo commento che mi ha un po’ commosso. Sarà l’età? Buon vento anche a te.

  8. Martina, condivido con te il privilegio e me lo gusto in questa strana serata di letture inaspettate

  9. Non so bene perchè le scrivo.
    Forse perchè tra i molti professori incontrati in Cattolica, lei è quello che più di tutti vorrei ringraziare.

    Non so come sarebbe stato poter assistere a una lezione di Barthes né ero (fisicamente) presente a quella di Pausch, ma so che è stato un piacere enorme poter ascoltare ogni sua singola lezione. E già che ci sono, confesso di essermi commossa e trattenuta a stento durante il suo saluto e augurio finale a conclusione del triennio di scienze della comunicazione (ormai ben 6 anni fa?).

    Per quanto può valere, la ringrazio di cuore per le sue lezioni. Sempre piene di visioni e citazioni. Mai sterili, ma colme di domande e di rimandi al nostro presente mediale e culturale. E soprattutto appassionate e appassionanti, che trasmettevano amore per il sapere e la necessità di guardare in modo critico ogni lato delle realtà che ci circondava.
    Da allora, lotto ogni giorno per mantenere quello sguardo, in un paese che (ahinoi) sembra invece aver scelto di non lottare più.

    Vorrei ringraziarla inoltre perchè mi ha permesso di incontrare e di scoprire Corto Maltese, che da allora mi accompagna con i suoi viaggi, le sue avventure e con i suoi densi silenzi.

    Se poi oggi sto iniziando un dottorato credo sia anche un pò per merito suo e per l’amore per la conoscenza che è riuscito a trasmettermi durante i suoi corsi.

    Buon vento professor Colombo.
    Grazie di tutto.

  10. Buongiorno S, o buonasera. Comunque benvenuta, e grazie. Non per i complimenti, anche se ammetto che fanno piacere. No, grazie per essere evidentemente una che tiene duro, che ha coraggio e voglia di sapere. Grazie di provare i primi passi di questa carriera, e di essere quindi una speranza per la nostra balzana ma preziosa comunità. Buon vento anche a te, S. La mia porta è sempre aperta.

  11. Gentilissimo prof Colombo,
    sono una studentessa iscritta al primo anno di Scienze della Comunicazione presso la Suor Orsola Benincasa,le scrivo questo commento per ringraziarla.Ho assistito (del tutto partecipe) ai suoi seminari, i quali mi hanno dato la sicurezza e la forza necessaria a me in questo momento, in quanto dubitavo del corso universitario da me intrapreso;invece, attraverso i suoi interventi, e la sua capacità di appassionare un pubblico così vasto e giovane e nel contempo la semplicità con la quale tratta argomenti impegnati come la comunicazione, ha riacceso in me l’interesse e la voglia,ma soprattutto la certezza che la comunicazione è ciò di cui voglio occuparmi.Ciò che mi ha spinto ad informarla di questo mio stato d’animo è che io la considero come il mio primo maestro.
    buon vento professorColombo
    grazie di cuore!

  12. Cara Elena, grazie di queste bellissime parole. Le lezioni al Suor Orsola sono state una bella occasione di confronto, anche per me. Non so se sono pronto (e se lo sarò mai) per fare il maestro, ma come sai mi piace fare il compagno di strada di chi ha gli stessi interessi. Se vuoi, pensami così, e usa questo blog come se fosse tuo e di tutti quelli che studiano la comunicazione pensando che sia un punto di osservazione privilegiato per capire chi siamo. Buon vento anche a te, Elena.

  13. Fausto, ho dato una prima scorsa.

    In effetti il blog, a una prima impressione, può essere un “interlocutore/topos” di alcuni “percorsi” di riflessioni nei prox anni. Rallegramenti.

    Magari un filone correlato allo sport su cui sto lavorando io con il tempo prende corpo.

    Corto Maltese, Blade Runner… our generation

    Ciao Paolo

  14. Quando ho visto questo link su Google, visibilmente emozionato, mi saltata in mente solo una frase: “Grande prof, questo era il blog che cercavo da troppo tempo!”
    Sono stato suo studente negli scorsi 2 anni di laurea triennale, ho frequentato quando potevo anche i suoi altri corsi che teneva per la specialistica (nascondendomi tra le ultime fila), a volte, lo ammetto, senza riuscire a capire i discorsi specifici affrontati (mi perdevo troppe lezioni e non lavoravo sui materiali del corso della specilistica), ma per il solo gusto di esserci…
    Non mi sono mai avvicinato a fine lezione per comunicarle quanto davvero erano belle le sue lezioni. Ora posso permettermi di dirle, forse nascosto dietro lo schermo di un pc ma proprio per questo con la serenità che questo non venga percepito come volontà di raggiungere la sua simpatia per secondi scopi, che per me è stata la persona che più si è avvicinato al mio ideale di professore. Una di quelle persone con “un po’ di sapere, e quanto più sapore possibile” come dice Barthes. Questa frase a mio modesto parere la rispecchia molto, anche se la correggerei in “un bel po’ di sapere”.
    Ho vividi ricordi della mostra “Annisettanta” che ci ha fatto visitare e per cui la ringrazio.
    Per motivi che non le spiego qui, ho abbandonato lo studio e l’Università per qualche mese, scelta sicuramente infelice. Ma la vita porta con se anche sfide e sofferenze di varie natura che fanno saltare i tanti piani fatti e allontanano le mete verso orizzonti più lontani.
    Conto di ritornare a studiare l’anno prossimo, a camminare per quei portici a cuor sereno, ad appassionarmi del sapere e a ritrovare quel sapore, ricercando sempre il gusto di quella conoscenza illuminata dalla fede che trovo solo in Cattolica… Sapendo che, come diceva De Andrè, “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” o come afferma Randy Pausch “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo”.
    Gli auguro di fare la terza o quart’ultima lezione migliore della storia e, sono pienamente sicuro, ci riuscirà. E quel giorno spero di esserci anche io…

    Un informale e caloroso abbraccio…
    Paolo

  15. Caro Fausto,
    scopro con troppo ritardo questo blog. Ti tiro le orecchie per non avermi avvisato. Ma sono felice – e un po’ commosso – che ci sia un luogo dove ritrovare il filo di un dialogo che forse non si è mai interrotto, ma di cui molto spesso (troppo spesso) sento la mancanza. E sono ancor più felice che riprenda nel nome di quel libro dentro cui c’è anche un pezzetto (piccolo ma importante) della mia vita.
    Inserisco tra i preferiti. E marcherò visita ogni giorno.
    Ben ritrovato
    Silvano

  16. Stimato Prof. Colombo,
    Le devo confessare che è stata una grande (spendida!) sorpresa scoprire di questo Blog.
    l’ho scoperto per caso, cercando i riferimenti esatti del suo magnifico testo per l’ennesima citazione in una scheda bibliografica per uno dei tanti lavori che mi accingo a concludere. E’ inutile dirle che quel suo testo è stato per me illuminante e pieno di suggestioni…è uno dei miei testi preferiti e costituisce una specie di bussola intellettuale alla quale faccio spesso ricorso quando sono nel mare aperto della produzione di un qualsiasi testo che tratti di comunicazione o di industria culturale (ma spesso anche di sociologia).
    Grazie di cuore per quello che ha scritto e invidio (in maniera benevola, sia chiaro) tutti i suoi fortunati studenti che hanno avuto modo di potersi giovare delle sue preziose lezioni.
    Con stima e (me lo conceda) affetto.
    Francesco

  17. Grazie, FR. Ogni tanto ricevo di queste mail, che mi commuovono un po’, non per i complimenti, ma perché mi rendo conto che attraverso le letture e la scrittura si costruiscono reti di affinità e passioni, che rendono la vita migliore. Quindi grazie ancora, di avermi ricordato questa bella verità.
    Buon vento per i suoi libri

  18. Egregio Professor Colombo,
    vorrei esprimerLe la mia gratitudine per “La cultura sottile”, testo di esame di storia del giornalismo a Trieste. Le Sue teorie sono infatti alla base della mia tesi di laurea, una complessa analisi del linguaggio del Corriere della Sera e la Repubblica in seguito alla strage di Nassiriya nel 2003. Sembra che la mia tesi, che dimostrava due forme principali di manipolazione, emotiva e “propagandistica”, sia ancora attuale.

    Grazie alla Sua classificazione delle strategie di comunicazione, sono giunta ad elaborare un’ulteriore figura retorica, successiva e frutto delle quattro da Lei teorizzate: il “pesce palla”. Ebbene il “pesce palla”, sulla scia delle metafore animali, ben rappresenta a mio parere l’assenza della densità informativa, ovvero il vuoto delle notizie, mascherato con l’esasperazione delle emozioni. Molte delle non-notizie che leggiamo o ascoltiamo sono infatti “gonfiate”, potenzialmente velenose perché paralizzano la capacità di critica e la lucidità del ricevente.
    Molto altro ci sarebbe da dire (400 pagine di tesi), tuttavia questo potrebbe essere, forse, un piccolo spunto di riflessione, per quanto “sottile”, per proseguire con l’analisi cultuale fino ad oggi.
    La ringrazio, con molti rimpianti per non essere stata una Sua studentessa, visti questi commenti!!
    Cordiali saluti,
    Oriana Fasoli

  19. Cara Oriana, la sua tesi mi pare molto, ma molto interessante. Ci sarà una copia della sua tesi che posso leggere, da qualche parte? Che so, una sintesi, o qualcosa del genere? L’idea del vuoto informativo riempito di emozioni perciò stesso un po’ inutili e che non conducono a nessuna azione in termini politici e di cambiamento trova continui riscontri, e forse spiega meglio l’idea di Boltanski sulla spettacolarizzazione del dolore. Mi pare che lo stesso Silverstone sfiori qualcosa del genere.
    Parliamone ancora. Buon vento.

  20. ………oggi stavo guardando eccebombo in tv….e chissà come mai ho ripensato a lei….alla mia tesi su Ray Bradbury….che ogni tanto ricompare nella mia vita “vintage” come a volermi ricordare da dove vengo e forse un pò meno chiaramente dove devo andare.
    una volta mi ha scritto buona vita….non è stata poi così buona fino ad ora la mia.. chissà come è stata la sua invece.
    A.cimetempestose

  21. Caro prof. Colombo,
    sono un suo ex studente delle triennale.
    Seppure abbia cambiato percorso (sto terminando la specialistica in Comunicazione d’Impresa) ricordo ancora con nostalgia le sue splendide lezioni, impreziosite dai tanti consigli e spunti.
    Poterla ancora seguire è un onore oltre che un vero piacere.
    A presto

  22. Sono una semplice studentessa iscritta al terzo anno di scienze della comunizione a Bologna.
    Volevo solamente lasciarle scritte due righe per dirle quanto apprezzi i professori che sono disposti a mettersi in gioco e ad aprire un confronto. Anche e soprattutto con un blog in cui trasferire un po’ di sè stessi avendo il coraggio di scendere dall’alto della cattedra.
    La saluto.
    A presto.
    Gloria

  23. @gloria, semplice studentessa. cioè una persona importante, nel mio lavoro. grazie, buon vento anche a te.

  24. Vivo l’oggi e penso al domani.
    Lasciarmi trasportare senza opporre resistenze, nell’ieri in tutto quello che non sono più e non saprei più essere e forse non vorrei neanche essere, darti la mano e lasciarmi condurre, dare colore a ricordi sfocati, vibrare alle note di ‘quella musica’ è stato dolce, delicato e intimo. quindi grazie per le emozioni che non ho saputo contenere, per aver aggiunto sapori ad una memoria che coltivo a tratti.
    ..da lacustre a lacustre ….GRAZIE
    b.b.b.62

  25. mi sono imbattuta nel suo blog………
    che piacere scoprire quanta passione per-siste ancora in lei , che non conoscevo , ma immagino non proprio …bambino.
    Azzeccatissima, per me
    Nessun potere, un po’ di sapere, e quanto più sapore possibile (R. Barthes)

    giusy de milato dalla Puglia

  26. Gentile Prof. Colombo è un piacere essere un suo attuale studente!!
    Grazie.

  27. Caro Prof,
    ero nella sua classe durante gli anni di gestazione della Cultura sottile. Anni di grandi stimoli intellettuali, di scoperte, di voraci letture. Bello ritrovarsi e ripensare.
    Resto sintonizzato
    tommaso

  28. Ciao Fausto.
    Cercavo informazioni sulla bravissima Sabina Ambrogi (è nostra intenzione invitarla a Valdagno) e di nuovo incontro il mitico Fausto Colombo.
    Potere dei blogs, dei social networks (tanto per restare nel tema del giorno).
    Buon vento grande Fausto e sono sempre in attesa del tuo nuovo libro.
    Maurizio

  29. prof Colombo, perchè non mette il suo indirizzo email?

  30. […] by Fausto Colombo (something about me) Pubblicato da: faustocolombo | 2, gennaio, 2011 […]

  31. @hamlet: buon anno, innanzitutto. Mi piace pensare che questo blog viva una vita sua, un po’ staccata da quella professionale, cui è dedicata la mia casella di posta. che comunque non è difficile da immaginare, visto che insegno all’università cattolica e compaio nell’elenco docenti con tanto di casella mail…

  32. Una tantum, oggi, una nota personale.
    Siamo stati molto fortunati.
    E anche un po’ bravi
    Sempre per sempre, col vento e con la bonaccia

  33. love, forever

  34. Gentile prof. Colombo, vorrei utilizzare il suo volume La cultura sottile con i miei studenti; io ho la mia copia acquistata diversi anni fa e poiché si tratta di una edizione 1998 mi chiedo se è ancora reperibile oppure se è uscito dal mercato in attesa di una nuova edizione, grazie!

  35. ma dove è finito prof?
    ci manca

  36. Il nostro Professore parlava di un periodo i pausa ma la pausa sta diventando lunga.
    E la cosa comincia a preoccuparci.
    Professore dove sei ?


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