Pubblicato da: faustocolombo | 8, giugno, 2011

L’uso politico dei media

Di tanto in tanto, fra una pagina e l’altra del libro che sto scrivendo, ripenso al rapporto fra media e politica in questo dopo-elezioni amministrative. Continuo a pensare che nell’acquario dei media la riflessione sui media stessi sia un po’ scontata e impotente. Alcuni luoghi comuni: la forza della tv (qualche critico televisivo con la gaffe della Moratti su Sky), il ruolo del talk show politico (Formigoni che si lamenta perché non lo invitano a Porta a Porta, Berlusconi che fa fuori Anno Zero, eccetera), il trionfo dei social media attraverso la diffusione e l’ironia.
Forse possiamo pensare un po’ diverso, come proponeva il Banco tanti anni fa, e rivalutare la politica tour court. Proviamo a immaginare che le cose vadano così: ci sono delle identità sociali e politiche, di diversa consistenza e consapevolezza. Possono essere classi, ceti sociali, ma anche generazioni (i giovani, o i loro genitori), o gruppi di genere (le donne), o gruppi caratterizzati da un medesimo livello culturale, o da interessi propriamente politici, o da interessi lobbistici. Questi gruppi tendono ad usare un set di media, di cui sono competenti, e la cui competenza li caratterizza. Questi gruppi possono essere politicamente più o meno attivi, che elettoralmente significa che per esempio vanno a votare o no, sono delusi o entusiasti, si spendono come agit-prop o no. Se sono entusiasti, attivi, propensi a spendersi, usano fra le altre cose – per informarsi o anche per informare amici e conoscenti – il set di media di cui sono competenti. Allora può succedere che andarsene in giro con una nave come fece Berlusconi nel 2000 in vista delle elezioni regionali sia molto efficace, se il suo elettorato è attivo, perché la modalità convention ha un suo fascino per quell’elettorato. E può darsi che alle ultime elezioni i socia l media fossero ovviamente strumenti per un diverso elettorato, attivatosi dopo un lungo silenzio e già visibile in molte occasioni (manifestazioni delle donne, degli studenti…) e particolarmente avvezzo a FB, Twitter e in generale alla rete.
Se la sinistra avesse usato una sua nave, non avrebbe contrastato Berlusconi, ma avrebbe fatto ridere. È l’effetto della Moratti che usa FB. E anche l’effetto del set di strumenti usati da Formigoni, che si spende su tutti i canali web e socia l, ma rimane uguale con l’esibizione del suo Ego, perché l’interattività è una cultura e non si improvvisa…
Insomma, come dico sempre ai miei studenti, la politica viene prima, e i media si muovono di conseguenza, perché sono mossi dalle persone, non viceversa.
E così il vento cambia nella politica, e non basta usare i media alla moda per fermare il vento, o per fermare noi.
Buon vento. E andiamo a votare al referendum!

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Responses

  1. ora voterò 4 si con una sconfitta pesante nel cuore. michele santoro radiato da sistema pubblico televisivo italiano. peccato pensavo già di volare e navigare di bolina stretta.

  2. ottimo articolo, complimenti..


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