Pubblicato da: faustocolombo | 20, aprile, 2011

Chiamami domani

Ciao. Come mai mi telefoni? No che non mi disturbi, non mi disturbi mai, lo sai. E’ che sono sul cellulare e odio questo apparecchio. Non sono come te, come voi giovani in generale che lo sentite così naturale, io mi sento fuori posto, soprattutto adesso, che sono fuori casa e cammino per il paese con questo aggeggio all’orecchio e mi sembra che tutti mi guardino… Comunque vabbé, lasciamo stare. Cosa mi volevi dire? Cosa? Ma scusa, adesso, al cellulare? Come penso che siano gli amici? In generale? Ma che domanda è come sono gli amici? Poi lo chiedi a me che sono trent’anni più vecchio? Ti posso dire come sono le cose per me, per la mia generazione, ma per te chissà, saranno diverse. Le cose cambiano, sai?

Comunque gli amici sono importanti. Molto, almeno per me. Certi li riconosci subito, appena li vedi. Capisci che hai a che fare con uno o una che diventerà tuo amico. Che dividerete la strada i pranzi qualche volta gli amori. O lo studio, o il lavoro, o le passioni come la pesca o i libri… Capisci che ti entra dentro appena lo (o la) vedi. Quando ti sono accanto è come se non ci fossero. Anzi, sono come i vestiti, come l’orologio. Fanno parte di te, ci sei abituato. E’ quando non ci sono che sai che potrebbe mancarti qualcosa, e allora devi chiamare, farti vivo, sentire dov’è l’altro, cosa fa, cosa ne pensa.

Come? Cosa hai detto? Scusa, ma prende male, questo maledetto telefono. Ah sì, se le amicizie durano. Dipende. Dipende da tante cose. Alcune sono destinate ad un tempo, altre no. Certe si esauriscono come la benzina. Finisce e basta. Non è che non ci sia stata, che non sia servita. E’ che a un certo punto non c’è più, e ne devi mettere dell’altra, magari di un’altra marca, che ne so. Altre durano, durano come te, o persino di più, chi può dirlo.

Ma scusa, hai deciso di farmi un interrogatorio? Sai che è ridicolo che io stia qui a dirti queste cose così complicate per telefono, al cellulare che odio eccetera? Va bene, scusa, non parliamo mai, d’accordo. Va bene rispondo anche a questa. Se gli amici tradiscono? E’ per questo che mi hai chiamato? Perché qualcuno o qualcuna ti ha tradito? E ti stai chiedendo se era un tuo amico, una tua amica o no, visto che ti ha fregato? Guarda su questo sono un professionista. Sono preparatissimo. Sì, gli amici tradiscono, qualche volta. Funziona di solito così. Ti accorgi che ti hanno detto una cosa falsa, o che hanno parlato male di te. Una puntura di zanzara, niente di grave. Ti dici: avrò capito male, o mi avranno riferito a casaccio. Ma capita un’altra volta. Allora vai dal tuo amico o amica e gli dici scusa ma tu hai fatto questo? E lui o lei ti guarda negli occhi e ti dice: si certo, perché pensavo che fosse giusto. Tanto siamo amici, no? E l’amicizia, quella, non è in discussione.

Tu pensi e già, che stupido. Siamo amici, ci capiamo, cosa sarà mai uno screzio, un disaccordo. Il mondo è bello perché ospita opinioni diverse, anche fra amici. Arriva una terza volta, una quarta, e lui o lei ti dice sempre che l’amicizia non è in discussione. A me è capitato sai. Avevamo diviso tutto, lavoro, carriera, passioni intellettuali. L’ho difeso tutte le volte che ho potuto. Ho sempre immaginato un tempo in cui avremmo finalmente realizzato qualche grande progetto insieme. E lui lo diceva sempre: so che posso contare su di te. E se qualche volta faccio qualcosa che puoi non condividere pensa che l’amicizia non è in discussione, ricordalo sempre.

Mi senti? No che non mi si è rotta la voce. E’ che certi argomenti non sono facili… Cosa? Ecco, qui il cellulare prende. Ripeti. Ah, cosa è successo quella volta? Mah, che mi ha fregato. Alla grande. Ha lavorato contro di me, alle mie spalle. Mi sorrideva e mi faceva fuori. Cos’ho fatto? Niente. Ho lasciato che le cose andassero come dovevano andare. Io ho perso, lui forse ha vinto. Io ci sono stato male, sono andato in analisi, ho preso un sabbatico. Sono guarito. Adesso sto bene. Sono cambiato, faccio cose diverse da prima. Mi tengo stretto gli amici (gli altri, tanti per fortuna) che mi sono rimasti. Ecco perché dico che gli amici tradiscono, a volte.

Cosa? Guarda, non lo so se ci siamo detti qualcosa di particolare. Sai, la vita non è letteratura, che trovi la frase ad effetto. Poi, scusa, non ho voglia di parlarne, adesso. Ti accorgi che faccio fatica? Va bene, va bene. E’ andata così. Quando tutto era finito è venuto da me e mi ha detto mi spiace che ti sei arrabbiato. Ho fatto quello che era giusto. L’amicizia non è in discussione. Era sulla porta e mi ha teso la mano, con un bel sorriso. Io l’ho guardato e ho visto trent’anni della mia vita che si infrangevano sugli scogli del tradimento, della malevolenza, della furbizia d’accatto di uno che avevo creduto un mio amico. E non gli ho dato la mano. Gli ho solo detto: no guarda, nessuna amicizia. Esci. Adesso.

Ho chiuso la porta. Ho sentito l’aria che mancava. Scusa scusa non ho più voglia di parlare. Il cellulare prende male. No che non piango. E’ che non c’è campo. Facciamo così chiamami domani, va bene? Sì. Chiamami domani.

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Responses

  1. letteratura…e vita.

  2. grazie prof.

  3. “nostos” è sempre molto coinvolgente. Ci sono amici gioiosamente ritrovati e amici ineluttabilmente perduti. Con raggiunta pace del proprio cuore.


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