Pubblicato da: faustocolombo | 9, aprile, 2011

La barzelletta

L’uomo raccontava barzellette. Sempre, in ogni occasione. Lo aveva fatto fin da giovane, ma era lui stesso consapevole che le cose nel frattempo erano cambiate. Intanto era cambiato lui. Da quando era ragazzo e sognava il successo nella vita e con le donne era passato molto tempo. Adesso era un uomo importante, potente, circondato da yes men e yes women. Una volta se le sceglieva con cura, le barzellette, perché voleva piacere, far ridere, conquistare. Adesso sapeva già come sarebbe andata a finire, e il gioco era scontato. Avrebbero riso. Per forza o per cortesia, per formalismo o piaggeria. Avrebbero riso, ma non sarebbe più stato come prima. Più successo, meno soddisfazione.

Poi erano cambiate le barzellette: erano sempre più lunghe, perché lui voleva essere ascoltato, voleva calamitare l’attenzione. Così le faceva durare all’infinito. Le arricchiva di particolari spesso inutili, le metteva in scena, interrpetava con sempre maggiore cura i personaggi. La fine quasi gli dispiaceva e la allontanava il più possibile. E le storie erano sempre più monotone negli argomenti: sesso, molto di frequente, come se non gli venisse in mente nient’altro.

Poi era cambiata la gente. Prima c’erano un sacco di persone con la voglia di divertirsi e scherzare. Adesso c’erano un sacco di facce tristi e preoccupate, e la cosa non gli piaceva. Lui era miliardario, e voleva godersi la vita.

Ma il vero cambiamento era la voce. Una voce che sentiva nelle orecchie, senza riuscire a capire da dove venisse. Lo disturbava, quasi lo ossessionava. Non riusciva a distinguere le parole, a separarle da una specie di rumore bianco. Però capiva che erano frasi, storie, che gli sfuggivano e lo distraevano. Una volta gli era parso addirittura di sentire pronunciare il suo nome. Che cosa ridicola…

Poi accadde. Stava raccontando una delle sue barzellette. Era volgare, più delle altre. Il pubblico era acquiescente, ma non come il solito. Qualcuno aveva il sorriso forzato sulle labbra, una specie di risus sardonicus. Qualcun altro si distraeva. E la voce, soprattutto si faceva più forte, più distinta. Si fermò per un attimo, con una scusa. Bevve un bicchiere d’acqua che qualcuno troppo premurosamente gli portò. Nel silenzio poteva ascoltare meglio. Le parole che la voce pronunciava diventarono chiare. Qualcuno nella sua testa raccontava una barzelletta. Ma era una barzelletta strana. Parlava di un uomo potente, che sapeva solo raccontare barzellette. E diventava ridicolo. Ci mise un po’ a capire, impallidì, ebbe una specie di mancamento. Gli chiesero cos’aveva, ma non volle rispondere. Non poteva dire che aveva appena scoperto di essere finto. Che tutta la sua vita era solo un’illusione.

Aveva capito, finalmente, e subito se ne pentì: era solo un personaggio della barzelletta di qualcun altro.

Buon vento

Annunci

Responses

  1. scusi la schiettezza prof, ma sinceramente questo post non mi piace, va bene che viviamo nel mondo in cui vivamo però perchè ci si deve abbassare alle stesse strategie personalistiche un po’ basse a parer mio?
    perchè concentrarsi sui difetti di una persona invece di ripensare una politica per il futuro partendo da altri presupposti?

  2. Caro Professore,
    grazie per questa storia.
    Una storia infinitamente triste.
    Una storia per capire chi sta governando questa nostra povera Italia.
    Grazie Professore

  3. @LP: nessun problema 🙂 scrivo quello che viene, non mi offendo se a qualcuno non piace. Però sia chiaro: è solo un modo per suggerire che il nostro Paese tutto intero rischia di diventare personaggio di una barzelletta. Non posso avercela con il Premier più di quanto non ce l’abbia con noi stessi.

  4. Oggi comunque ha raccontato una delle piu’ esilaranti, ormai le migliori sono quelle che gli vengono involontariamente: “ho pagato Ruby per non farla prostituire”.

    http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

    Non si puo’ che rispondere cosi’…

  5. una bella parabola, comunque la si pensi. Grazie prof!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: