Pubblicato da: faustocolombo | 6, febbraio, 2011

Gli italiani di Silvio Berlusconi

Come molti dei miei compatrioti (non tutti, come vedremo), seguo le vicende politiche del mio Paese. Lo faccio con l’occhio dell’osservatore privilegiato, naturalmente, ma anche con quella emotività e quella passione che mi è stata lasciata in dote dall’idea di cittadinanza che ho sempre respirato. Da qualche tempo vivo la condizione di chi vive nel Paese incerto: tutto sembra implodere. La cosa più fastidiosa è l’impressione che il Premier – a dispetto delle molteplici ragioni di razionalità politica, opportunità e senso dello Stato che suggerirebbero il contrario – sta come un gallo sopra la monnezza, come si dice a Napoli, e si guarda bene dal lasciare il passo. L’impressione è che l’intera Italia sia ostaggio suo e delle sue “truppe”, parlamentari, mediatiche, elettorali. Berlusconi parla sempre degli italiani. A loro attribuisce il potere sovrano contro i magistrati, i comunisti, persino altre istituzioni, dal presidente della camera al presidente della repubblica. Gli ITALIANI. Mi sono chiesto chi sono, questi italiani che sono d’accordo con il presidente del consiglio. Lui risponderebbe pronto che sono quelli che si dichiarano a lui favorevoli nei sondaggi. Così ho fatto quattro conti, che magari interessano i naviganti.

La prima cosa che ho fatto è utilizzare i sondaggi certificati, cioè quelli che rispondono alle norme del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri (mi è sembrato abbastanza onesto, visto che Berlusconi è Presidente del Consiglio dei Ministri, e immagino sarà d’accordo con la certificazione di un Dipartimento sotto la sua responsabilità). Questi sondaggi non sono ovviamente i soli attendibili, ma attendibili lo sono certamente un po’, se non altro perché devono certificare il metodo e il dettaglio dei risultati. Fra di loro questi sondaggi sono a volte discordi, ma se non altro danno conto del margine di aleatorietà che tutti i sondaggi presentano, sempre. Comunque, se avete voglia, potete andare a leggervi questi sondaggi certificati sul sito sondaggi politico-elettorali.

Ci trovate, per esempio, due dati interessanti. Il primo è che il 53% dei rispondenti a un sondaggio di Demopolis per la trasmissione Ottoemezzo si dichiara convinta che il premier dovrebbe dimettersi. Mi sembra già qualcosa, ma  la cosa più importante sta in altri due sondaggi, il primo dell’osservatorio Sky Digis, e il secondo di EMG per Telecomitalia sulle intenzioni di voto. Nei due casi la somma di indecisi + astenuti oscilla fra il 35 e il 45%. Quando si calcolano le percentuali elettorali, naturalmente, si tiene conto solo dei voti dichiarati, il che vuol dire che un partito del 30% ottiene questa percentuale sul totale di chi dichiara di sapere per chi votare e di volerlo davvero fare. Insomma, nel nostro caso, un partito che – come quello del premier – avesse il 30% nei sondaggi avrebbe il consenso (nella migliore delle ipotesi, cioè una percentuale di indecisi + astenuti intorno al 35%), del 30% del 65% degli elettori, che significa, se non sbaglio i conti a naso circa il 20%. Ora: gli italiani che dichiarano oggi di voler votare il partito di Silvio Berlusconi sono il 20% degli italiani. Naturalmente, visto che la nostra legge elettorale è infame ma legittima, questo 20% ha il diritto di vedersi rappresentato al governo. Ma, vi chiedo: ha senso con queste cifre evocare gli Italiani a supporto dell’accettabilità delle proprie idee contro la costituzione, le istituzioni, tutti gli altri? Naturalmente, razionalmente no.

Lo so, non ho risolto niente, con questa argomentazione, ma almeno mi sono fatto una ragione del mio disagio: non sono affatto in minoranza: semmai minorato politicamente.

Per qualche motivo abbiamo consegnato il Paese a una minoranza che lo tiene in scacco: il sistema maggioritario protegge questo consenso minoritario ma roccioso; la cancellazione delle preferenze lega l’eletto al suo capo anziché all’elettorato; la mancanza di senso dello stato spinge ridicoli maschere travestiti da uomini politici a negare anche l’evidenza appoggiandosi alla complicità di media amici e alla stolidezza di media terzisti (ma, come ricordava, citando non ricordo chi, Zagrebelsky alla manifestazione di Libertà e Giustizia di ieri, non c’è equidistanza fra giustizia e ingiustizia). Proprio così.

Dormi amore, la situazione non è buona.

Buon vento, comunque

 

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Responses

  1. […] Shared Gli italiani di Silvio Berlusconi. […]

  2. sono certo una minoranza, ma sono maggioranza tra quelli che votano, che, volenti o no, sono quelli che contano.
    Anche perchè tra quelli che non votano, i più culturalmente (se così si può dire…) sono berlusconiani.
    Per questo il nostro compito è quello che Gramsci chiamava “egemonia”: capovolgere quello che ormai è il sentire comune e riprendere la guida morale, politica e culturale del paese.
    Da lì possono venire i numeri (e la legittimazione)
    Sabato è stato bellissimo e rinfrancante, ma il mondo fuori è davvero tanto diverso…

  3. Il vero problema è che le elezioni sono avvenute tempo fa… e quello che conta sono le ultime elezioni. Non i sondaggi.

  4. @roberto e samuele: certo che quello che conta sono le elezioni e gli elettori in termini di potere e di dominio. Ma il mio ragionamento era sulla retorica di Silvio Berlusconi e sulla sineddoche non dichiarata per cui gli italiani che lui evoca (che finiscono per sembrare la totalità) sono invece una maggioranza molto molto relativa. Inoltre, in un sistema maggioritario che non voglia una deriva postdemocratica, il vincitore delle elezioni dovrebbe essere ben consapevole che il consenso gli tocca in parte, e che questo lo dovrebbe chiamare a un dialogo molto stretto con gli ampi settori di società che non lo hanno eletto…

  5. Oggi abbiamo scoperto che una certa Sara Tommasi (per capire il curriculum vedere l’abbondante materiale dei giornali di oggi e le pagine web) inviava decine di messaggi a Silvio, il quale aveva fornito anche a lei il suo numero personale (io ormai credo di essere uno dei pochi a non averlo). Ha tirato inoltre in ballo, in un giro vorticoso di vaniloqui, Marina Berlusconi. La quale ha smentito di frequentare “giri sordidi”. E’ da molto, infatti, che non vede il padre.

  6. segnalo questo articolo…

    http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201102/110210giovagnoli.pdf


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