Pubblicato da: faustocolombo | 3, febbraio, 2011

La retorica di Silvio Berlusconi

L’ultimo messaggio di Silvio Berlusconi al Paese mandato in onda ieri sera con l’inaudita complicità del TG1 (sotto forma di intervista) non aggiunge niente a quello che già sappiamo: la sindrome di manipolare i media inventando menzogne e creando pseudorealtà. Adesso è la patrimoniale, di cui nessuno ha mai parlato nei programmi delle opposizioni, (perché qualcuno ne parlasse occorrerebbe che ci fossero i programmi, e anche le opposizioni), ma potrebbe essere qualunque cosa, anche il rischio di pranzi e cene a base di bambini.

Possiamo comunque dare qualche suggerimento agli studiosi del futuro; individuare qualche punto di attenzione. Primo: guardare un momento in cui l’intervistatore abbassa gli occhi per leggere con precisione puntuale la domanda-assist che sta per fare al premier. Evidentemente deve essere precisa, con quelle esatte parole, come un bel cross deve avere il giusto effetto, la giusta direzione né un centimetro più né uno meno per raggiungere la testa dell’attaccante. Una domanda finta, fatta in funzione della risposta, e non il contrario.

Secondo punto: guardare la postura e ascoltare il tono del premier. Tutto istituzionale, pacato, apparentemente sereno. Solo, un po’ troppa serietà, per le parole ottimistiche che vengono pronunciate. In ogni caso, un discorso mascherato da intervista, troppo preparato, troppo preciso, vagamente telecomandato.

Terzo: i contenuti. Lasciamo perdere i contenuti politici. Si tratta di un discorso programmatico-elettorale. L’ennesimo. Berlusconi e i suoi governi non sanno fare tesoro del passato. Non guardano indietro, e quindi non possono ripartire da dove sono arrivati, magari correggendo degli errori. Sanno solo partire da zero, come se niente ci fosse stato prima, nemmeno loro stessi. Una grande paura di sé, a quanto pare. E una nota sugli anni Ottanta del debito pubblico. Andare a guardare chi governava e chi era all’opposizione. A rileggere i discorsi appena ripubblicati di Berlinguer sulla necessità di una austerità come stile di vita pubblico e collettivo. E chiedetevi, chiediamoci, ma nel profondo, quanto un uomo politico di tale importanza possa continuare a mentire. Quanto a lungo un Paese intero può continuare a mentire a se stesso, per non vedere le proprie responsabilità, e non progettare finalmente un vero futuro, prendendolo nelle proprie mani.

Buon vento

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Responses

  1. sono assai d’accordo. mi piacerebbe inserirvi nella listi cui mando gli articoli che scrivo (in genere su Europa. Potreste comunicarmi l’indirizzo?

  2. un dettaglio non da poco sulla famosa “non intervista” bulgaro-sovietica…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/08/b-al-tg1-di-minzo-prima-le-risposte-e-poi-le-domande/90775/

    speriamo che il roccioso e implacabile direttore del TG1 risponda…

  3. Sa professore, quando leggo(e condivido) questi suoi post, cerco di immaginarla.
    Ecco, in questo post la immagino così. Lei è seduto a tavola in una casetta poco fuori da Milano, caratterizzata da un arredamento ricco di oggetistica varia che evochi suoi/vostri ricordi o che arrivi da qualche bel pezzo di design. Comunque, bei pezzi di storia. Lei e sua moglie siete seduti davanti ad una Brionvega, o forse è un mega schermo come quello del suo studio universitario, ma il Brionvega da qualche parte in casa c’è comunque…almeno la radio.
    Lei sta pranzando e guardando il TG1, con gli occhi stanchi di chi lavora tanto dedicando sempre tutto se stesso in quello che fa. Le notizie non sono mai buone, anche perchè altrimenti non farebbero notizia. Ha una forchetta in mano e un piatto di spaghetti al pomodoro che le ricorda il vecchio paese, quello vero. Spera che questo le porti via l’attenzione dal ‘comunicato’, come lo chiamava mia nonna, ma inevitabilmente arriva quel servizio. Il servizio più no degli altri.
    A quel punto lei inizia lentamente, molto lentamente a sollevare lo sguardo, senza muovere la testa. Come quando vengono pubblicati i risultati di un esame difficile su internet e lo studente è impaziente, ma al contempo ha paura…perché sa che quello che sta per vedere non gli piacerà.
    La sua testa è ancora rivolta verso il piatto, lo sguardo verso il televisore, le spalle si abbassano in segno di rassegnazione. E guarda quell’ennesima intervista, schifato. E riconosce le tecniche televisive che per tanti anni ha studiato e che cerca di insegnare sempre con tanta passione.
    Ma non si arrabbia, anche se senza rendersene conto la sua mano si rilassa e la forchetta le cade sul piatto provocando un fastidioso ‘TIN’. Risvegliandola. Sua moglie si gira e le dice ‘cosa ci vuoi fare?’…
    E lei pensa…’magari un post’.

    Totalmente fuori tema, mi perdoni, ma ogni tanto, dall’altra parte dell’oceano, si pensa anche a chi si oppone e cerca di smuovere qualcosa…e il la penso così.

    Forza

  4. […] Dall’Italia leggo molte cose, volente o nolente…anzi, quasi sempre nolente. Così leggo questo e commento così, in modo totalmente inappropriato…ma penso così alle persone care che mi […]

  5. Non seguo la politica dei media ma apprezzo i commenti delle persone che sanno vedere’ oltre’. grazie

  6. sono molto d’accordo e mi conforta ilfatto che non sono sola nella” ricerca della della Verità” quando insegno ai miei alunni a conoscere e saper leggere un testo giornalistico a guidarli nell’apprendere gli elementi essenziali della retorica per scoprire come in un discorso si possano celare scopi nascosti intenzionalmente.Ma sono sola nella mia Scuola e spesso mi devo ampiamente giustificare con i “servi del Potere” quando faccio leggere il Quotidiano in classe; comunque grazie e buon lavoro!


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