Pubblicato da: faustocolombo | 24, settembre, 2010

Michel Foucault e i social networks

Dunque,siccome ogni promessa è debito, rieccomi a parlare di una possibile lettura critica dei sn, e in particolare di FB, visto che pensare di poter descrivere tutti i sn con un solo approccio è un po’ come dire in forma nuova che di notte tutti i gatti sono bigi. Per esempio, oggi Davide Bennato ha raccontato, in un workshop dell’associazione dei sociologi italiani, una bella analisi di Twitter, raccontando le sue specificità e le complessità dei suoi usi sociali. E Giovanna Mascheroni ha descritto le opportune prudenze con cui gli stessi giovani impegnati in politica usando FB adottano quando parlano dell’utilità sociale del sn.
La mia opinione in sintesi, e tanto per aprire il dibattito, è che noi siamo molto attenti al rapporto fra la rete e il potere (per esempio con domande del tipo: vincerà la democrazia della rete o il vecchio potere politico? Domande non lontane da quelle che si pone l’ultimo Castells), e forse sottovalutiamo i rapporti di potere impliciti dentro alla rete e ai suoi luoghi. Quanto ci vincolano quelle ingegnerie della relazione che sono i sn? Quanto è funzionale alla costruzione di un sapere/potere il modello di reputation di YouTube? E la differenza fra i sn non è forse di articolazione del potere? Per esempio su FB conta la visibilità legata a quante volte compari sul wall dei tuoi amici ed ogni transazione accentua la tua visibilità e autospettacolarizzazione in una specie di capitalismo del click. E se mi si dice che posso usare FB anche per ottime cose che nulla hanno a che vedere con la mercificazione della relazione posso sempre rispondere che è vero, ma assomiglia all’argomento secondo il quale il colonialismo non è male perchè gli occupanti hanno pur sempre costruito qualche ponte.
Viceversa Anobii basa la sua reputation sui contenuti, sull’utilità e lo stile delle recensioni, e la distribuzione del capitale sociale e del suo potere è dunque differente.
Per tutto questo, trovo che Foucault e i suoi studi sul potere psichiatrico siano straordinariamente utili. E quindi ne parleremo la prossima volta.
In tanto buon vento, mes amis.


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