Pubblicato da: faustocolombo | 14, settembre, 2010

Immaginari

A cavallo fra gli anni Settanta e gli Ottanta andava di gran moda discutere di immaginari. Era una bella discussione, perché il termine non era chiaro, anzi, appariva un eccellente concetto-valigia in cui ciascuno infilava quello che voleva: filoni di contenuto fra fumetti, cinema e letteratura, generi, Tolkien, erotismo, persino i mondi possibili della semiotica… Il bello di quei dibattiti un po’ sgangherati era che si faceva come i due amanti de L’insostenibile leggerezza dell’essere, che pensavano di essere in sintonia perché facevano gesti simili, mentre ciascuno dei due intendeva quello che gli pareva (Piccolo dizionario delle parole fraintese).

Come un reduce dagli anni Settanta Ottanta andrò dunque a Torino a parlare dell’immaginario nei media, in una summer school che si annuncia interessante e proficua, soprattutto per la possibilità di ascoltare molti punti di vista di studiosi validi e battaglieri.

Mi sto chiedendo cosa è per me, oggi, l’immaginario. Mi viene da dire che è quel flusso culturale, profondo, che percorre le coscienze della collettività o di una sua parte. Si tratta sempre – beninteso – di un oggetto misterioso, un po’ araba fenice, ma certamente si oppone a quel limpido e introvabile luogo che è la sfera pubblica: perché quest’ultima si costituisce nel dibattito, usa la razionalità, mentre il primo fluisce nelle narrazioni, impegna la sfera emotiva, si deposita quasi inavvertito.

Lavorando sui decenni, come faccio io, o addirittura sugli anni, può capitare di sentire l’immaginario in questo senso come sotto le dita. Vedi fatti che si caricano di valenza simbolica non solo in forza di se stessi, ma più a fondo perché sembrano completare una storia, darle un significato tragico o epico, insomma girare una pagine che sembrava destinata a girarsi. Questi immaginari sono depositati dalle rappresentazioni, in sesno foucaultiano, ma non si identificano totalmente in esse. Per dire: l’erotismo provinciale e maschilista che oggi permea la televisione generalista non ha bisogno di citare le ammiccanti gare de La bustarella, o i B movies italiani più o meno pecorecci. Semplicemente, il terreno di coltura è lo stesso. La rappresentazione dell’italiano furbo, donnaiolo, spaccone e vigliacco, magari capace di riscattarsi con un gesto eroico dell’ultimo minuto (La grande guerra), o magari capace di chiudere la parabola con un’ultima virata verso l’abisso del male (Un borghese piccolo piccolo) è lì, dentro di noi. Sappiamo che c’è anche se non si potrebbe dire un testo che l’abbia davvero costruita, perché il testo perfetto semmai è quello che ci segnala, che porta alle estreme conseguenze quell’immagine vaga che sentiamo dentro. E via così. Poi, ogni tanto, un pezzo di questo immaginario emerge così forte in un’occasione o nell’altra che cambia le cose, dà una svolta alla percezione della realtà. Magari è la vittoria a un mondiale che ci fa precipitare nel sogno del Grande Paese; è una trasmissione come processo per stupro che dà corpo a una consapevolezza femminile che pure si sta aggregando; è un film come Il portaborse che dice OK, adesso basta. Così non si può andare avanti.

Ecco, parlare di immaginari…. E soprattutto, a Torino, mi dovrò mettere i pantaloni a zampa di elefante?

Buon vento.

Annunci

Responses

  1. Penso che l’immaginario abbia spesso dato una mano ai sogni a sopravvivere. Mi chiedo se ancora sia così o se i sogni non siano sopravvissuti.

    Argomento interessante, si potrebbe approfondire?

  2. Dimenticavo: i pantaloni a zampa di elefante
    li ha poi rispolverati ?

  3. Approfondiremo presto…
    Per i pantaloni a zampa da elefante: li avevo anche trovati, ma mi mancava la camicia a quadri…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: