Pubblicato da: faustocolombo | 31, agosto, 2010

Gli scandalizzati da Gheddafi

Ascolto alla radio il parere equilibrato di Giampiero Gamaleri sulla visita del leader libico a Roma, fra cavalli, hostess, appelli alla islamizzazione dell’Europa. In sintesi la tesi è: il leader, che ne sa una più di Bertoldo, sa benissimo come farsi ascoltare dai media, come enfatizzare la propria presenza e il suo ruolo. Insomma: un ottimo manipolatore.

Leggo anche sui giornali i pareri della Lega e quelli espressi in una lettera dai rappresentanti di un’area cattolica di governo, come Maurizio Lupi e Mario Mauro (per la cronaca vicepresidente della Camera e capogruppo PDL all’Europarlamento. La lettera la trovate qui.

Leggo, leggo, e più leggo più mi chiedo: ma questi dove vivono? Non sono influenti membri dell’area di governo? E allora come fanno a criticare quanto sta avvenendo come se da parte loro non vi fosse alcuna responsabilità? Per quanto ancora dovremo ascoltare chi appoggia il governo e insieme ne prende le distanze in ogni occasione (e sono tante) in cui accade qualcosa di imbarazzante? E per quanto ancora i cittadini e gli elettori in particolare di quell’area politica (il termine mi sembra esagerato, ormai) sopporteranno ogni cosa, in nome del fatto che tanto (suppongono) gli altri sono peggio o uguali?

Ecco: un buon modo di far ripartire il discorso politico nel nostro Paese è prendere le mosse dai fatti e solo dai fatti, senza più usare gli alibi degli altri. Occorre e presto azzerare una situazione insostenibile per il Paese (per la sua immagine diplomatica, per i molti ceti sociali in difficoltà, per i giovani che stanno perdendo ogni fiducia nella politica) e cominciare a costruire. Se non saremo soddisfatti azzereremo di nuovo. Ma non si può continuare ad avere paura, ad essere ostaggi. Guardate le foto dei due leader e chiedetevi se non c’è qualcosa di spaventosamente coerente nel loro modo di fare, nell’idea che la scena pubblica sia in primo luogo una scena, prima che l’espressione della ricerca di un bene comune. Guardateli. Guardateli bene. E giudicate. Qui e ora. Senza alibi. Giudicate quello che si vede, così com’è. Senza questo non si costruisce niente. Mai.

Buon vento.

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Responses

  1. Ho sempre pensato che il mio contributo, affinchè questo Paese progredisse, fosse un impegno quotidiano nel lavoro, nel rispetto delle leggi, nel senso civico di onestà, comprensione, fiducia. Tutto questo poi si riuniva e si rafforzava in un solo gesto ogni volta che inserivo la mia scheda nell’urna elettorale, consapevole che questo atto mi rendeva libera di agire e pensare.
    Ora che questo paese sta andando a rotoli perché nessuno dei governanti ha più a cuore
    il bene comune, mi trovo disorientata e dubbiosa su quali siano le reali possibilità di una persona qualunque di decidere del bene del proprio Paese e anche del suo.
    Credo che non servano nuovi partiti, ma una nuova classe politica e dirigente. Occorrono volti nuovi, ma anche diverse e più aperte mentalità. Ma qual è il punto cruciale da cui partire per rendere tutto questo possibile e mettere in salvo le nostre anime ?
    Vento buono, determinato e determinante.


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