Pubblicato da: faustocolombo | 30, agosto, 2010

La vita ricomincia, e la seconda repubblica finisce

Mi sembra chiaro, che a partire da quest’estate, stiamo assistendo alla fine della seconda repubblica. La prima non era granché, per come la ricordo, ma la seconda – d’altronde – comincia a fare davvero schifo.

Proviamo a riassumere sinteticamente quali sono i punti nodali della grande rivoluzione che ha portato (a) Tangentopoli, e che ha dato il via al sistema maggioritario: insofferenza dei cittadini per un sistema bloccato, che li escludeva nelle scelte elettorali, oltre che in quelle politiche; lotta alla corruttela nelle istituzioni e lotta al crimine organizzato; senso di stanchezza per i vecchi partiti, ormai desueti dopo la caduta del muro.

Guardiamo adesso che succede: il sistema elettorale è più bloccato che mai, al punto da non consentire all’elettore di esprimere preferenze. Dopo le leggi elettorali uscite bene o male dal referendum sul maggioritario, c’è stata una progressiva involuzione, che non consente neanche più alle legislature di durare (l’ultimo governo Prodi non ha passato i due anni, e anche questo non si sente tanto bene…). La corruzione pubblica è ai livelli più alti forse ricordati, e se la lotta al crimine dà buoni risultati, abbiamo la crescente sensazione che via sia qualcosa di oscuro nelle radici dell’attuale potere. Inoltre, alcune leggi (cosiddette ad personam) hanno di fatto ridotto la certezza della pena per le forme corruttive.

Infine, i vecchi partiti sono anche morti, ma gli altri non riescono a stabilizzarsi: pensiamo al fatto che Silvio Berlusconi, il protagonista più duraturo dell’attuale panorama politico, ha cambiato nome e forma ai suoi partiti più volte, per non parlare di alleanze e affinità ballerine.

Come se tutto questo non bastasse, assistiamo a spettacoli davvero penosi, come le alleanze utili ma imbarazzanti con leader stranieri più pittoreschi che popolari; i valori civici (come la parità uomo donna, o il senso di importanza della cultura) sono insidiati da processi di conversione all’indietro. E soprattutto: nei centocinquantenario dell’unità d’Italia una minoranza netta pretende di imporre slogan e luoghi comuni da strapaese padano. Persone che non hanno probabilmente mai varcato i confini patri, e malvolentieri hanno varcato la linea gotica; che non solo non parlano alcuna lingua straniera (come la nostra adesione europea vorrebbe), ma masticano con amarezza le parole di Dante diventano ora decisivi per il futuro di una grande comunità nazionale.

Sì, mala tempora currunt. Dichiaro sin d’ora che è tempo di non arrendersi, e che la nave fa rotta verso la tempesta. Senza paura.

Un abbraccio a tutti. Buon vento


Responses

  1. Il pericolo c’è fa parte del gioco
    tu non farci caso se no vivi poco
    tieni sempre duro comincia di nuovo
    comincia di nuovo comincia di nuovo

    Ma va per la tua strada senza paura

    ma passa per la morte senza paura
    ma passa per il buio senza paura
    ma passa per l’amore senza paura
    ma va per la tua strada senza paura
    ma passa per la morte senza paura
    F.Mannoia


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