Pubblicato da: faustocolombo | 13, agosto, 2010

La vacanza del governo (e del Paese)

Mentre uno se ne sta in montagna e gli sembra che vada tutto bene perché vede i caprioli sul nevaio, nel Paese incerto succede di tutto, e di brutto. La vicenda Fini-Montecarlo è solo (per ora) l’ultimo passaggio, ma temo che la china sia inarrestabile, e quindi ci toccherà anche di peggio.

In un saggio di qualche tempo fa – dedicato al caso Berlusconi-Noemi – scrivevo che  quello scandalo aveva segnato un salto di (s)qualità nella sfera pubblica italiana, spostando dichiaratamente il dibattito politico sul piano del gossip, o – se volete – confondendo completamente l’area della sfera pubblica con quella – tipicamente gossipara – degli argomenti ad personam. Un articolo di oggi su La Stampa ripropone il problema e mostra l’accelerazione verso il peggio, già visto nel caso Boffo: l’uso del tanto peggio tanto meglio, che in temini di argomentazione sta più o meno così: “senti chi parla. ti lamenti tu della legalità ma anche tu hai i tuoi scheletri nell’armadio”. L’argomento potrebbe anche funzionare, se fosse alla pari. Esempio: prima di lamentarti con me che guido male, ti ricordo che hai collezionato cinque incidenti nell’ultima settimana”. Ma è francamente risibile quando suona in quest’altro modo: “ti lamenti con me che ho rapinato una banca, ma anche tu sei in debito con Carlo per le ultime cinque figurine che gli hai comprato e non gli hai ancora pagato”. Il caso Fini sembra un po’ così. Come nel gossip, appunto, un argomento vale l’altro, il che evidentemente non ha niente a che fare con la sanità della sfera pubblica in cui il filtro della razionalità dovrebbe far entrare solo argomenti utili a farsi un’opinione retta.

Dunque, emerge qui il lato peggiore dell’inquinamento dell’informazione, ma anche delle coscienze dei cittadini. Se non si riesce ad intendere la differenza tra una buona argomentazione e una pessima, è difficile difendere la democrazia. Direi di più: è difficile persino comprenderne le leggi fondamentali.

Vedo molto pessimismo su quello che potrebbe succedere se si andasse alle elezioni: vuol dire che ci stiamo convincendo che la maggioranza degli italiani votanti non abbiano più nessuna idea della democrazia in senso tradizionale… Non so se essere così pessimista. Ma qualche brivido lo sento anch’io.

Buon vento, comunque.


Responses

  1. Mi chiedo anch’io se gli italiani sappiano ancora
    distinguere e se siano ancora interessati a vivere
    in democrazia. Eppure dovrebbe essere così
    semplice, non tollerare di essere presi in giro,
    difendere le leggi fondamentali per le quali
    qualcuno ha sacrificato la propria vita……
    nemmeno io so essere del tutto pessimista, sento
    però una grande tristezza.

  2. Io sono profondamente pessimista per le sorti della nostra democrazia (sempre piu’ formale ed inquinata) per una lunga serie di motivi. Ma ne cito solo uno che ha dell’incredibile e che non sara’ sfuggito ai naviganti di questo blog. Intendo dire la questione del “metodo Boffo”. Chiunque avesse solo un po’ di sale in zucca si era accorto che quella vicenda segnava uno dei punti piu’ bassi nell’opera di inquinamento del dibattito politico. Oggi questo si ripropone addirittura sotto la minaccia ufficiale del Presidente del Consiglio al Presidente della Camera dei Deputati: se non fai parte della mia gang ti rovino coi dossier che tengo nel cassetto, che peraltro mi forniscono i servizi segreti fedeli a me e non alla repubblica italiana, veri o falsi che siano, non importa: i miei cani da guardia latreranno come sempre con la bava alla bocca. Ebbene: tutto scorre come se nulla fosse, come se fossimo di fronte ad un normale dibattito politico. Alla fine la linea politica nel centrodestra berlusconiano la dettano gli Stracquadanio, i Capezzone, i Ghedini, i Cicchitto: il peggio, lo squallore totale del panorama politico italiano, gia’ mediamente squallido.
    Questa sarebbe la Seconda Repubblica? Questo sarebbe un dibattito politico? Questo il bipolarismo? No: questa mi sembra la storia della manomissione subdola e costante, da parte di un gruppo di potere e d’affari (con origini molto poco chiare, massoniche e paramafiose) dello spazio politico dell’italia post-guerra fredda. Se si andra’ al voto assisteremo alla piu’ oscena campagna politica della storia della repubblica. Se Napolitano, in punta di costituzione, varasse un governo diverso, col consenso del parlamento, si produrrebbe un mare di fango sugli avversari politici di cui il trattamento Fini e’ solo l’antipasto. Gia’ si minacciano i dossier su Napolitano. Infine, se tertium datur, i finiani piu’ pavidi verranno comprati dal Sultano e si tirera’ a campare tra leggi ad personam, leggi bavaglio, scempi sulla scuola e cosi’ via. Altro all’orizzonte non si vede. Questo e’ il prezzo salatissimo per avere creduto, spesso in buona fede da parte di molti concittadini, spesso ingenuamente o per interesse, che il novello Cesare con la sua presunta anti-politica fosse un bene per il Paese. Oggi si scopre che non esiste l’antipolitica, esistono solo la buona politica e la cattiva politica. Quella del centro-destra di questi 16 anni, a mio modesto avviso, e’ stata semplicemente pessima: un mero comitato d’affari, spesso loschi, pro-domo-sua. E temo che i danni stiamo solo cominciando a pagarli. Il conto rischia di essere salatissimo.

  3. che dire di questo ad esempio?
    http://www.repubblica.it/politica/2010/08/18/news/montecarlo_fini_smentisce_il_giornale_nessuna_trasferta_solo_fantasie-6351704/?ref=HRER1-1

  4. altra segnalazione fresca fresca sul tema di questo post.
    http://www.repubblica.it/politica/2010/08/24/news/farefuturo_scrive_ai_moderati_pdl-6475046/?ref=HRER1-1

    Faccio notare che l’esimio On. Giro, del Pdl, accusa Famiglia Cristiana nientemeno che di “pornografia” a causa delle sue argomentatissime tesi contro SB. Evidentemente il Giro ci prende in giro, visto che sulla pornografia il suo datore di seggio in parlamento non ha niente da imparare da nessuno!


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