Pubblicato da: faustocolombo | 27, luglio, 2010

Sogno di un mattino di mezza estate

Attenzione, la citazione non è del bardo, ma evoca una storia di Hugo Pratt, che mi pare si intitoli (e questa sì era una citazione) Sogno di un mattino di mezzo inverno. C’era Corto addormentato a Stonehenge, un corvo che in realtà era Puck, antichi bretoni e nuovi nazisti, eccetera eccetera.

C’è un po’ quell’aria, in questa università, adesso che luglio finisce, la gente compresi i colleghi se ne vanno, e io sbrigo le ultime faccende. Potrei addormentarmi, e sognare. Sognare un’università come la mia, in cui finalmente i docenti si parlano fra di loro, senza trame oscure. In cui il rapporto con gli studenti è finalizzato a fare di questi ultimi degli intellettuali, e non degli arrivisti o dei grigi burocrati. In cui il sapere non sia merce, ma energia che riqualifica la vita.

Sognare un Paese che smetta di essere incerto, e ritrovi la sua forza e la sua tumultuosa identità. Che smetta di credere negli dioli che promettono e non potranno mai mantenere; che ricuperi l’idea che davvero, siamo tutti responsabili, siamo tutti coinvolti, in questa grande avventura che è la storia.

Sognare che finalmente chi ha occupato posti che non gli competono se ne vada a casa. Che il merito torni a contare, ma insieme anche la felicità che non dovremmo smettere di cercare, magari non nelle discoteche infiltrate di criminalità e coca, come nella falsa allegria dei divi di un giorno.

Sognare, svegliarsi e scoprire che nel frattempo è successo qualcosa, qualcosa di così bello da sembrare il tuo sogno. Sorridere, e addormentarsi di nuovo.

Buon vento gente, e buone vacanze. Ci sentiremo, di tanto in tanto.

P.s. Ieri è passato un mio studente a salutarmi prima delle vacanze. Non aveva ragione per farlo: eppure mi aveva scritto, mandato messaggi, e ha aspettato fuori dalla porta per poterlo fare. Così l’ho salutato, ma con un po’ di imbarazzo, perché gli ho letto negli occhi la ragione per cui è venuto. Ha sbirciato tra le righe di un post. Ha visto quello che forse nessun altro ha riconosciuto: un dolore, forse un pericolo. E’ passato a darmi la sua solidarietà. Adesso che se ne è andato, senza che l’abbia trattato come meritava, con una dolcezza di cui non sono capace, glielo posso dire: grazie, Alessandro. Di tutto cuore. Un buon vento speciale. E, per la cronaca, don’t worry: dolore e pericolo sono passati.


Responses

  1. buone vacanze prof, ritrovarla in questo blog è stato un piacere che continua ad ogni post

  2. Caro Tommaso, ci toccherà una rimpatriata, no?????

  3. uno studente che si cura del suo prof è un’immagine foriera di speranza. E non
    sta dentro a un sogno.

    Buone vacanze illustre prof, sarà sempre
    un piacere leggerla anche se di tanto in tanto….

  4. Con lei ci sono anch’io a sognare. L’università che ha tratteggiato: è quella che vorrei costruire. Il rapporto studente-insegnate che ha descritto: è la mia utopia.
    Come possiamo fare in modo che tutto questo accada? Non so…io mi sento una voce imbavagliata!
    Buone vacanze e buon vento, da una giovane studentessa a cui piacerebbe frequentare lezioni di un professore come lei.
    Gloria

  5. Ciao, giovane studentessa. Questo vecchio professore ha imparato una cosa: quando si sogna, non si è mai soli.
    Buone vacanze e buon vento anche a te.


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