Pubblicato da: faustocolombo | 22, luglio, 2010

Quanti luoghi comuni, professor Giavazzi….

Sono ormai annichilito dalla quantità di luoghi comuni che impiomba i pezzi di un uomo intelligente come Francesco Giavazzi, che anche oggi sul Corriere ci racconta le sue idee sull’università e la sua riforma come se fossero oro colato, evidenze incontestabili eccetera: http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_22/giavazzi_4b10f4a6-9551-11df-91c3-00144f02aabe.shtml.

In particolare, vale la pena di discutere due sue argomentazioni: la prima è che le nuove forme della selezione supereranno i limiti delle attuali procedure. La seconda che sarebbe buona cosa spedire in pensione i professori a 65 anni.

Sulla prima: non entro in dettagli tecnici, ma sottolineo che – per quanto ne so – la procedura di ingresso dei ricercatori tornerà ad essere di stretta pertinenza delle singole università, senza commissioni nazionali. Mi sbaglio? Se non mi sbaglio qualcuno mi spiega in che modo questo possa essere considerato un controllo più rigoroso?

Sulla seconda: qualcuno ha fatto i conti con gli anni di anzianità previdenziale dei professori? Qualcuno ha capito che c’è il forte rischio che a 65 anni molti di loro non abbiano maturato gli anni necessari? Qualcuno riesce a comprendere il semplice dato che è bizzarro far scendere l’età pensionistica di una categoria quando l’amara tendenza è esattamente contraria?

E ancora sulla seconda: la smettiamo di pensare che se i ricercatori e i professori protestano sia solo ed esclusivamente per difendere i propri interessi e non per convinzione sincera?

E ancora: quando cacchio se ne va in pensione il professor Francesco Giavazzi, soprattutto da commentatore-voce-divina sull’università italiana in grado soltanto di spremere banalità dal fondo dei luoghi comuni più triti? Tutti ne trarremmo gran giovamento.

Buon vento.

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Responses

  1. Chi è Stefano Giavazzi?

  2. Come volevasi dimostrare, io sono peggio di Giavazzi: infatti per non so quale stranissima ragione, l’ho chiamato (nella prima occorrenza, poi gli ho restituito il suo nome) Stefano (mi sa che è il pianista) invece di Francesco, come si chiama. Grazie della segnalazione. Spero l’errore sia dovuto al caldo, sennò è l’Alzheimer 😦
    Cmq provvedo alla correzione…

  3. L’hanno proprio fatta arrabbiare, vero illustre
    professore?

  4. Esatto, mi sa che me la sono presa troppo. Non ne posso più delle ricette fasulle, delle semplificazioni, del pressapochismo e dell’arroganza.
    Ma bisogna stare calmi, lo so… 😉

  5. La comprendo in tutto e per tutto. Di fronte alle
    ricette fasulle, alle semplificazioni, al pressapochismo, all’arroganza non si perde la calma. Si reagisce per prenderne la distanza e
    non restare nell’indifferenza.


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