Pubblicato da: faustocolombo | 7, luglio, 2010

Le correnti e le fazioni

Dunque il Paese incerto scopriva di essere percorso dalle ideologie. Come? Non era finita l’era ideologica? Non erano morte le grandi ideologie (cioè, essenzialmente, quella comunista)? Certo che sì, nella vulgata dei commentatori pret-à-penser (andrebbe il circonflesso sulla prima e, ma non lo trovo sulla tastiera). Invece no. Perché il marxismo non è un’ideologia, mentre, per un marxista, lo è il buonsensismo, che serve a coprire di naturalezza una forma di dominazione. Quindi, oggi che siamo nel pieno del buonsensismo unanimistico, siamo un Paese assolutamente ideologico, annegato nella propria falsa coscienza.

Guardiamolo bene, il buonsensismo: dice che le cose sono ovvie, sono sotto gli occhi di tutti, e chi non la pensa come noi che vediamo chiaramente è dunque necessariamente ipocrita, o malato, o violento. E allora dobbiamo cancellarlo, rimuoverlo, ma sia ovvio, solo per difenderci. Così non facciamo vedere la protesta degli aquilani a Roma, perché è ovvio, è sotto gli occhi di tutti che là c’è stato un miracolo, che il Governo ha fatto lacrimare le statue dei santi e ha sconfitto il terremoto in attesa di sconfiggere il cancro. Quindi quei protestatari sono ipocriti, o malati, o violenti.

Oppure dice, il buonsensismo, che le correnti nei partiti sono un male, perché le cose sono così ovvie, così semplici, che come si fa a pensare diversamente? Come si fa a spezzare la grande unità del buon senso, che non ammette deviazioni dalla norma dell’ovvio? Le correnti non possono esistere perché se esistessero vorrebbe dire che ci sono modi diversi di vedere le cose, e che quindi le cose non sono ovvie nemmeno per chi milita sotto la stessa bandiera. E allora dov’è la sicurezza del buon senso? Dovremmo forse rimetterci a pensare, farci venire dei dubbi? Via, non scherziamo. Mi dicono che questo sia stato più o meno il discorso del Premier del Paese incerto ai membri del suo partito che prima  militavano in un altro partito, che si è fuso in questo. Ma evidentemente non si è fuso, se si possono convocare questi signori separatamente dagli altri per dire che non si devono fare le correnti. E se si convocano separatamente perché non si sono mai davvero fusi, che cosa sono adesso? Forse una corrente a cui si dice che non ci vogliono le correnti in un partito?

Perché questo è apprezzabile nelle ideologie (nel senso marxista del termine): prima o poi si contraddicono e si svelano. La crepa si allarga, si allarga, e alla fine non reggono più. Possiamo cominciare ad aspettare…

Buon vento gente.

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Responses

  1. incrocio le dita… ;o)


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