Pubblicato da: faustocolombo | 7, giugno, 2010

Per Francesco, in attesa del 14 giugno

Il 14 giugno prossimo, Francesco Guccini compie settant’anni. Anche se non gliene può importare, gli mando i miei auguri.

Ho rischiato di incrociarlo diverse volte, ma non ci sono mai riuscito. Però due miei laureandi lo hanno intervistato, e dicono che è stato bellissimo.

Mi fece conoscere le sue canzoni un compagno di liceo un po’ sperticato, e fu subito amore. Prima canzone, ça va sans dire, la locomotiva. Anzi no, adesso che ci penso la prima volta che ho ascoltato una sua canzone me l’ha cantata un compagno di sport, stonato come una campana, che mi fece conoscere il testo di Incontro. Insomma, cose così.

Quando usci Via Paolo Fabbri (cos’era, il ’76?), Guccini citava nella canzone che dava il titolo all’LP Roland Barthes. Non sapevo chi fosse, ma cominciai a leggerlo, e ci feci la tesi sopra.

Ho assistito a diversi suoi concerti, L’ultimo con mia figlia, che allora aveva 16 anni o giù di lì. Ho letto i suoi libri, a cominciare da Croniche Epafaniche. Gli devo qualche pensiero, tanta allegria, un senso di ribellione.

E gli devo una riconoscenza speciale per questa canzone, che vorrei aver scritto io, per come mi sento adesso, e che dedico ai naviganti, con un grande abbraccio.

Buon vento, e auguri Francesco.

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Responses

  1. Mi associo agli auguri
    Adoro De Andrè, genio assoluto
    Ma mi eccito a sentire Francesco e non riesco a non cantare le sue canzoni ogni volta (spesso) che le ascolto
    Uno dei punti di rieferimento della mia vita: Ho ancora la forza, Cirano, Don Chisciotte sono io…

  2. E io confesserò che da deandreiano di stretta osservanza conoscevo poco Guccini, lo consideravo poco vicino alla mia sensibilità, con colpevole superficialità, devo dire. Finché un giorno a lezione un professore universitario citò l’Avvelenata, via Paolo Fabbri 43, la citazione di Barthes contenuta nella canzone omonima. E io poco dopo mi comprai quel disco. Mi si aprì un altro mondo. Che è sempre una bella esperienza. Quando uno poi si domanda a cosa servono i maestri…

    Qualche anno dopo ho avuto il privilegio di conoscerlo. All’epoca ero cronista alle prime armi alla “Gazzetta di Modena” (un ruolo che anche Guccini aveva ricoperto, per brevissimo tempo). Un suo compagno delle scuole medie organizzò una rimpatriata, lo invitarono, lui partecipò e fu consentito a un cronista di assistere alla serata e di scriverne poi un articolo. Il cronista prescelto, grazie ai buoni uffici del caporedattore che conosceva il mio pallino per la canzone d’autore, fui io.

    Mi colpì per la quantità di sigarette che riuscì a fumare e per la straordinaria memoria. Ricordava non solo tutti i suoi compagni di scuola di oltre 40 anni prima, ma aveva anche un aneddoto legato a ciascuno di loro da rievocare.
    Compresi di più del suo talento, in quelle poche ore. Uno spirito curioso, un acuto osservatore, uno capace di immagazzinare storie e persone, rapporti, di tenerli a memoria e farne materiale di racconto. Curioso e di buona memoria come dev’essere un grande narratore (e lui lo è, non solo nella forma canzone).

    Ricordo anche che si rifiutò categoricamente di cantare, nonostante i suoi vecchi compagni avessero portato una chitarra. “Ma siete matti, mica vorrete farmi lavorare anche stasera?”. E non ammise repliche. Ma anche se non in musica, si era esibito lo stesso.
    Auguri, Guccio.

  3. Proprio in questi giorni ho ripreso ad ascoltare Guccini dopo un pò che non lo facevo, chissà perchè…è stata la colonna sonora del mio cambio di stagione. Ho tante canzoni a cui sono legata, L’avvelenata, Incontro, Cyrano, Farewell..in verità sono tantissime, finirei per fare un elenco molto lungo. Quella che ho ascoltato di più in queste ultime settimane è “Quello che non”, sarà che quando è uscito l’omonimo album era il 1990 e facevo il liceo, sarà che si accosta bene ai tempi odierni in cui guardandosi intorno è più facile capire quello che non vogliamo e non siamo che quello in cui ci identifichiamo e ci corrisponde davvero nel profondo.
    E vorrei essere in piazza quando il 30 giugno terrà il concerto a Modena. Auguri Francesco e grazie!

  4. Mi associo agli auguri al grande Guccini, con le sue canzoni sono cresciuta, grazie per Cirano, Farewell, Ballando con una sconosciuta, Parole, e per tutte le altre.

    Riflessione: mi sono sempre chiesta come le diverse generazioni “sentano” Guccini. Quali sono i significati sociali, le interpretazioni, le canzoni preferite delle generazioni diverse dalla mia?

    @AlessandraT: grazie per l’informazione.. concerto.. a Modena.. in piazza.. non si può perdere.. 300 km.. mah sì.. per Guccini questo ed altro

  5. Ho incontrato Francesco in Egitto …. l’emozione ha preso il sopravvento, una foto e un grazie e sono corsa via.

    Auguri Francesco,

    Angela


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