Pubblicato da: faustocolombo | 15, maggio, 2010

Aspettando l’ultimo giorno

Non so se lo fate anche voi, ma a me ogni tanto piace immaginare come finirà qualcosa, come sarà l’ultimo giorno. Mi capita preparando un viaggio, o lavorando a un libro. Mi capita preparando un corso, di immaginare per esempio come sarà l’ultima lezione con gli studenti che non ho ancora conosciuto. Perché ho fissa in testa una frase di Pasolini, che diceva più o meno così: il senso di una vita è chiaro solo alla fine. Ecco, credo che valga per qualunque storia, per qualunque fascio di eventi.

Da un po’ di tempo mi chiedo come sarà l’ultimo giorno di questa cosa vaga che chiamiamo berlusconismo, e che è in realtà un fenomeno molto complesso nelle sue radici sociali, culturali e politiche, e che per un grande equivoco noi leghiamo alla volontà di potenza di una persona, mentre è più probabilmente, come ho già scritto, il compiersi di un’egemonia da parte di una certa cultura italiana, antielitaria, provinciale, fortemente orientata al particulare guicciardiniano e diffidente verso lo stato, le istituzioni, in generale le forme della legalità. Questa Italia oggi egemonica sta compiendo la propria parabola. Diciamolo: ce ne accorgiamo, se leggiamo tra le righe. L’illusione di un nuovo miracolo italiano tramonta insieme alla sua retorica anni Ottanta, sprofondando nella crisi di un’Europa mai compiuta. L’illusione che l’uomo solo al comando sia la panacea di tutti i mali, e soprattutto della legalità formale (il peggiore di tutti i mali, secondo questa Italia provinciale) si mortifica nella constatazione che quest’uomo non è mai stato solo, e forse non è neppure al comando, salvo sulla tolda della televisione che cancella gli altri, siano essi voci ostili o mal sopportati compagni di viaggio capaci di pensare e dissentire. Tramonta l’illusione di autoctonia italica, di chiusura verso la globalizzazione che ci piove in casa. E soprattutto ci accorgiamo che è inutile dire che stiamo meglio degli altri se poi il conto arriva – come sta per arrivare – ed è salato per tutti. Tramonta l’illusione che la legalità sia legalismo, se il comandante sulla sua tolda dichiara di volersi comportare con i suoi come l’ultimo dei magistrati giustizialisti e i suoi giornali chiamano a gran voce quella giustizia che hanno rifiutato se invocata dagli altri.

Dunque questo è un tramonto. In fondo al cuore lo sappiamo. E io mi posso chiedere come sarà, quel benedetto ultimo giorno. Mi immagino piccole cose, niente a che vedere con la caduta del muro. Immagino una chiacchierata con i miei amici, un bicchiere di vino bevuto con mia moglie per festeggiare. Una telefonata di mia figlia che mi chiede sei contento? Qualche intervista perché a qualcuno bisogna pur chiedere nei grandi momenti e potrebbe venire buono chiunque, persino la penultima ruota del carro come il sottoscritto.

Mi immagino tutti noi che ci guardiamo sospesi, chiedendoci e adesso? Ci immagino sollevati, ma anche preoccupati, che osserviamo le macerie di un Paese che abbiamo amato, e che negli ultimi tempi ci era parso straniero.

Mi immagino di  camminare per le strade e riappropriarmene passo per passo, mentre incrocio tanta gente che se ne va con la sua valigina piena degli interessi che ha lucrato in favori, condiscendenza, denaro e falsità, e io guardo i miei passi che riscoprono la strada, dura, onesta, come un campo da dissodare.

Mi immagino che quella fine sia un inizio, da dividere fra di noi. Facendo i conti con la nostra insufficienza e le nostre paure.

Ecco, quello sarà forse l’ultimo giorno. Forse sarà così. Ma se anche non lo sarà, non smetterò di immaginarlo.

Buon vento.

Annunci

Responses

  1. Lo immagino anch’io, con qualche difficoltà. Temo persino quel momento, perché non so immaginare cosa possa occupare il posto del berlusconismo. Ha egemonizzato la “destra” in modo così pervasivo che potrebbe anche crearsi un vuoto pericoloso, eversivo. Non so. Sono forse solo mie fantasie. Continuerò a immaginare, magari anche una invincibile speranza di riscatto.

  2. ciao fausto,

    peccato avere perso “mediascapes”, purtroppo lavoravo. comunque, visto che questo è un posto di fittissimo scambio, ti segnalo due libri usciti da poco che indagano, svelano, attraversano l’immaginario italiano.

    non sono propriamente saggi, ma “personal essay”, cioè libri in cui due scrittori provano ad allargare la possibilità della comprensione del nostro tempo partendo proprie esperienze personali, allacciando autobiografia, narrativa, reportage, saggistica. come dire: visto che c’è una febbre sottile che attraversa la storia e l’immaginario italiano, tutti sono termometri di questa temperatura, e forse agli scrittori spetta il servizio di mappare e mettere in forma la storia e l’immaginario. consapevolezza, spingere la consapevolezza nel discorso pubblico: questo, tra molti altri, dovrebbe essere il ruolo degli intellettuali.

    così:

    – questo è un paese che non amo, di antonio pascale, minimum fax

    http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=515

    – spaesamento, di giorgio vasta, laterza

    http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842093022

    a presto

    giuseppe

  3. ieri ho scritto che onesti in italia potrebbe significare essere felici.

    l’ultimo giorno di quest’era paventata da ppp (che bello rileggerlo qui) ci sarà un’enorme silenzio. come nel film l’uomo che verrà. si parlerà in dialetti senza sottotitoli. l’afonia sarà più forte di qualsiasi spot. e ci guarderemo negli occhi. e capiremo.

    buon vento

  4. l’ultimo giorno…è un qualcosa che implica emozioni contrastanti…euforia e tristezza, gioia e timore per il futuro…perchè quando finisce un ciclo, si conosce ciò che si perde ed è oscuro ciò che si può trovare…una cosa è sicura: sarà la fine del berlusconismo…anche se ci vorrà del tempo per eliminare questa mentalità, questa cultura della disonestà e dell’illegalità…sarà come dover combattere un cancro, da togliere con tutte le cure, con il sacrificio di tutti quanti…speriamo di riuscirci…il cambiamento deve partire dal basso, da noi, dall’ultima ruota del carro…
    Come al solito sarà sempre il popolo, l’anima di questo paese a sacrificarsi…lo stesso popolo che l’ha votato ma non l’ha mai voluto fino in fondo…
    e quando arriverà il tramonto, ci ritroveremo subito nel buio della notte…ma sappiamo, in cuor nostro, che l’indomani, in un modo o nell’altro, rivedremo l’alba e la luce di un nuovo giorno…

  5. ….l’importante è che ci sia quest’ ultimo giorno, il poi potrà essere meglio solo se avremo imparato qualcosa dall’ieri.

  6. Caro prof.re Colombo io immagino solo una persona senza potere, con un pò di sapere, e quanto più sapore possibile.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: