Pubblicato da: faustocolombo | 27, aprile, 2010

Le strategie comunicative di Gianfranco Fini

Se il corso di Media e Politica non volgesse al termine, sarebbe interessante discutere con i miei fantastici studenti del corso magistrale i collegamenti fra uso dei media e strategia politica del Presidente della Camera e del Presidente del Consiglio in questi ultimi giorni. Sarebbe interessante perché ci sono almeno tre livelli molto ma molto complessi già al loro interno (figuriamoci nelle loro intersezioni) su cui le varie azioni comunicative e politiche si sviluppano.

Primo livello: quello istituzionale. E’ curioso che si faccia poco osservare come tutto quello che sta succedendo abbia luogo fra due cariche dello Stato. Dico: non due pur rilevantissimi uomini politici, ma due cariche dello Stato, con compiti istituzionali di rappresentanza di tutti gli italiani. Per quanto molte delle sortite di Gianfranco Fini siano in termini di contenuto meritevoli, se non altro perché tendono a riportare un po’ di buon senso in un dibattito francamente avvilente interno alla sola maggioranza, sono solo io a trovare sorprendente vedere un Presidente della Camera lottare sul palco di un congresso come fosse un sia pur autorevole politico qualsiasi, persino con gesti e toni che mettono in discussione il suo proverbiale aplomb e la sua buona educazione? Il fatto è – questa almeno è la spiegazione che mi dò – che l’unico modo di contrastare Silvio Berlusconi e la sua strapotenza nell’usare la carica istituzionale per fare politica in senso partigiano è di fare lo stesso, sia pure in misura diversa. L’effetto micidiale, tuttavia, è di trasformare le faide interne al PDL nelle faide interne al Paese, e ridurre progressivamente il dibattito politico nel Paese a una cosa che riguarda il PDL e le Istituzioni. Temo molto che – seppure condotta con tutte le buone o pessime intenzioni – questa battaglia finisca per ridurre ancora di più la quota di democrazia del Paese e la voglia di partecipazione degli italiani.

Secondo aspetto. La battaglia fra Fini e Berlusconi mi sembra molto dura, ma condotta sul sottile crinale che separa scena e retroscena. lo ha notato molto opportunamente Filippo Ceccarelli per Repubblica: c’è quello che si vede (lo scontro) e quello che non si vede o non si vuole si veda (le oggettive difficoltà di qualunque mossa, dalle elezioni anticipate alla convivenza forzata). Ma di solito le seconde sono sulla scena, e i conflitti personali nel retroscena. Invece qui è il contrario. Anche stavolta, il frutto micidiale della personalizzazione e della leaderizzazione della politica, in un Paese che fatica a pensare al di fuori del paradigma tifoso. Ha ragione Campi a dire che siamo passati dal centralismo democratico del PCI al centralismo carismatico del PDL? Forse. Ma certo è che tutto si riduce sempre più alle cornate fra leaders.

Terzo aspetto. Il valore del consenso. Fini ha poche truppe, si osserva. Ma pare che bastino, almeno per due ragioni. La prima è che il Presidente della Camera non deve portare una guerra, ma solo una guerriglia, e le truppe potrebbero bastare. La seconda è che è il piano simbolico quello su cui la sua comunicazione agisce, e mettere in discussione l’idea che il Capo comanda sempre e ha sempre ragione è comunque una ferita. Per questo stare dentro il PDL ha un valore simbolico maggiore, perché rappresenta un vulnus più profondo.

E’ vero, ci sarebbe un altro fondamentale aspetto. Ed è quello che riguarda il ruolo della televisione e delle televisioni, comprese quelle legate ai giornali on line, che hanno dato conto dello scontro assai meglio del solito TG1. Eppure i giornalisti dovevano essere embedded… Ma c’erano gli schermi per la visione esterna. C’erano le regole della regia. Forse la Tv è una brutta bestia anche per chi la conosce bene. Oppure più semplicemente la realtà non si fa imbalsamare troppo a lungo. Comunque non preoccupiamoci. Qualunque cosa succeda, qualunque rissa capiti, qualunque dubbio possiamo manifestare, la nave va, ci dicono. Fra pochi anni grazie alle centrali nucleari.

Davvero, non ci sono parole.

Buon vento.


Responses

  1. guardando il sito ufficiale del pdl, si vedono gli interventi di Berlusconi e degli altri, c’è la replica di Berlusconi (chiamata “Sentendo Fini mi sembrava di sognare”) ma NON c’è l”intervento di Fini: è vero che Fini non è componente della direzione nazionale ma è stato epurato come nella migliore tradizione stalinista.

    http://www.pdl.it/archivio/index.htm

  2. ovvio….ci potevamo aspettare qualcosa di diverso? L’ho saputo dai giornali, mi disgusta entare nel sito ufficilae del pdl..”Eppur si muove(riferito a tutti gli intrighi…)” ancora troppo pochi italiani se ne accorgono, dati gli ultimi risultati elettorali…ahimè…


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