Pubblicato da: faustocolombo | 16, aprile, 2010

Il compleanno su facebook

Com’è noto, quando uno compie gli anni e sta su Facebook, il sistema lo ricorda ai suoi amici, e si ricevono un sacco di auguri.

Com’è noto, quando uno ha degli amici che non può incontrare, molti di loro telefonano, o usano il cellulare, e tu vieni sommerso da sms e telefonate, tanto da non riuscire a rispondere a tutti.

Com’è noto, quando si compiono gli anni, gli amici e le persone che ti vogliono bene e a cui vuoi bene di solito di fanno dei regali, e ti si stringono intorno.

Capita anche a me, questa cosa assolutamente normale, e mi è capitata oggi, che compio 55 anni, e un sacco di gente si è ricordata, per colpa di FB, di un’agenda, della sua memoria e/o del suo affetto.

Grazie, a tutti. Ma non vi risparmierete il pippone teorico sulla questione. E il pippone dice questo, che a me la terminologia “amici” su FB non piace. Non perché non siano amici, moltissimi di quelli che hai nella tua lista. Non perché ci siano amici di serie a o di serie b. Ma perché mi piace l’idea che le relazioni siano a cerchie concentriche (conoscenti, amici laschi, amici stretti, parenti vari, i pochissimi con cui condividi tutto, ma proprio tutto, nelle varie forme in cui questo è possibile, eccetera), e che gli amici siano pochi, molto pochi. Come in una canzone di Guccini.

Ora, però, dopo una giornata così, in cui per ricordarmi che sono un diversamente bambino i miei cari mi hanno regalato la Wii, mi trovo a fare i conti con una bella questione. E se gli amici sono tanti? Se le diverse cerchie si incasinassero progressivamente, perché è la nostra vita che si è incasinata, perché è la società che si è incasinata? Se – oltre al noto fenomeno per cui spesso a grandi proclamazioni di amicizia si accompagna una profonda indifferenza – valesse anche il discorso opposto, per cui si possono coltivare profondità anche nel poco spazio e nel poco tempo?

Se ci fosse da qualche parte un’onda che porta a stringersi perché – a torto o ragione – questo ci dà un’impressione di sicurezza che il resto della vita, con la sua precarietà, ci toglie?

Non so. Pensieri così. Intanto grazie. Ai miei amici di FB; a quelli del telefono. A quelli che mi stanno vicino nella vita di tutti i giorni e di qualche giorno. Alle tante persone che sono i miei pochi amici. Misteriosamente moltiplicatisi nella mia vita anche su questo blog. Così vorrei fare questa cosa strana. Nel giorno del mio compleanno. Fare gli auguri a tutti loro. Al loro stupore, ai loro dubbi, alla loro curiosità, e bellezza, che ogni tanto appare lampante, almeno ai miei occhi. Auguri ai miei studenti, ai miei colleghi. Auguri ai coniugi compatrioti finalmente liberi in un lontano Paese. Ai miei compatrioti in generale, a cui auguro di comprendere che possiamo essere migliori, e che ci meritiamo di meglio. Spero di vedere questo meglio con loro, presto.

Buon vento, di cuore.

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Responses

  1. sono una di quelle che non ti sono amiche, e che hanno ricevuto su fb la nota ‘oh guarda che ‘sto qui compie gli anni’ sai quello ‘vintage’,…ne ricevo moltissime e ne faccio pochissimi di auguri, mi devono proprio ‘scappare’, e penso che siano ‘scappati’ a molti altri. come dice uno che conosci anche tu ‘ ognuno ha gli auguri che si merita’, quindi beccateli tutti, non fare il vergognoso e soprattutto non perdere tempo e gioca con la wiiiiiiiiii……sempre dal lago


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