Pubblicato da: faustocolombo | 15, marzo, 2010

Privacy, intercettazioni, sfera pubblica

C’è qualcosa, nel dibattito attuale sulle intercettazioni, che non riesco a far quadrare. Provo a dire sinteticamente cos’è, sperando di chiarire le cose magari non solo a me stesso.

Da qualche tempo c’è una forte insistenza, soprattutto da parte della maggioranza di governo, sulla necessità di ridurre in modo consistente l’uso delle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura. L’argomento è che esse violerebbero la libertà individuale e in particolare il diritto alla privacy. Come dare torto a questa impostazione? Le intercettazioni riducono la privacy. Inossidabile. Sono d’accordo. Tuttavia c’è la clausola: da parte della magistratura. Ora, perché la magistratura intercetta? Perché c’è un’avvisaglia di reato, rispetto alla quale si deve procedere. Non sto a dire – perché troppo ovvio – che le intercettazioni sono state decisive nella lotta alla criminalità organizzata, eccetera. Qui conta il fatto che se la magistratura abusa dello strumento intercettazioni, o esse diventano non valide e quindi non utilizzabili nei procedimenti, oppure, nel caso peggiore, i magistrati sono a loro volta perseguibili, secondo le normative vigenti.

Ma non è questo il punto che vorrei toccare.

Bisogna dire, ancora, che il problema di fondo sono le fughe di notizie, per cui diventano visibili all’opinione pubblica conversazioni rispetto alle quali la magistratura non ha ancora agito, o magari del tutto irrilevanti sotto il profilo penale. E questo non mi pare sinceramente problema delle intercettazioni, ma del fatto che qualcuno si approfitta dei molti passaggi di mano in mano delle intercettazioni stesse. Vogliamo complicare le intercettazioni perché sfuggono di mano, o vogliamo impedire che sfuggano di mano?

Ma non è questo di cui voglio parlare. Per spiegare di cosa voglio parlare la prendo alla lontana (ancora di più? direte voi naviganti). Immaginiamo che un ladro scappi con la refurtiva e decida di nasconderla in una buca. Scava, apre la buca, e ci trova un cadavere. Avvisa la polizia. La polizia scopre che ha scavato la buca per nasconderci la sua refurtiva e dice: “ecco, il cadavere è stato trovato a causa di un’azione illecita. Facciamo così: lo ricopriamo. Facciamo come se non l’avessimo scoperto”. Ha un senso? No.

E così succede quando emergono delle intercettazioni o delle registrazioni come quelle delle telefonate Premier-Agcom o Premier-D’Addario e qualcuno dice: vabbé, ma tanto quelle intercettazioni non potevano essere fatte. Oppure: vabbé, ma che persona è una che registra i suoi momenti di intimità? Ok. Vada per il vabbé. Ma poi,  per l’opinione pubblica, hanno un senso quei contenuti, scoperti per sbaglio, o magari con azioni sulla cui legittimità bisogna discutere? E soprattutto, dal punto di vista di ciò che i media fanno sapere al pubblico, quei contenuti fanno capire qualcosa del funzionamento del sistema politico che tutti ci riguarda?

Ecco, a me pare che la risposta debba essere complessa: dal punto di vista della legittimità e della difesa della privacy, alcune azioni possono essere contestate. Ma questo non azzera il valore conoscitivo di ciò che è emerso, a meno che quelle registrazioni non si rilevino non già illecite, ma false.

Vogliamo allora qualche volta discutere anche dei contenuti, anche se non ci piace come sono emersi, come il cadavere sotto la pala del ladro (posto che il paragone valga, sul che ho dei dubbi, a proposito della magistratura – chessò – di Trani)?

Una bella questione di sfera pubblica: c’è una differenza tra la fattualità e la leggittimità. E’ l’opinione pubblica, bellezza.

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Responses

  1. L’analisi è perfetta. Così pure l’esempio del ladro e del cadavere. Spostare l’attenzione sul ladro per evitare che ci si concentri sul cadavere è una perfetta tecnica propagandistica, peraltro usata solo quando fa comodo. Come giustamente fa notare Marco Travaglio (http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2456006&yy=2010&mm=03&dd=14&title=notizia_che_fare), oggi Maurizio Belpietro scrive: “Qualsiasi ufficio periferico della giustizia è in grado, se vuole, di ascoltare tutto ciò che dice il capo del governo. In nessun Paese normale il capo del governo può essere registrato a sua insaputa da un maresciallo su ordine di un pm”. Secondo lui, all’estero i marescialli, prima d’intercettare il capo del governo, lo avvertono per sapere se abbia nulla in contrario (sono furbi, i marescialli, all’estero). Fa notare Travaglio: «Strano che Belpietro non l’abbia scritto due anni fa, quando pubblicò a puntate su Panorama le telefonate del premier Prodi intercettate da un ufficio periferico della giustizia, quello di Trento. Forse perché allora Prodi disse “pubblicate tutto, non ho nulla da nascondere, e guai se usate questa vicenda per una legge anti-intercettazioni”. E fu chiaro a tutti ciò che lorsignori fingono di ignorare: se un parlamentare viene intercettato, non è perché sia sotto controllo il suo telefono, ma quello di un poco di buono che parla con lui. Male non fare, paura non avere».

  2. Mi trovate pienamente d’accordo sul contenuto dell’approfondimento sul tema delle intercettazioni, sinceramente penso che la metafora del cadavere sia un’esempio perfetto e molto chiaro.
    Comunque, rimango un pò stupito al pensiero di questo cadavere che viene ricoperto. Purtroppo c’è chi cerca sempre d’insabbiare le cose per non far emergere la realtà e che è pronto ad attaccare la magistratura e l’opposizione per coprire le proprie malefatte.

    Sul caso Agcom il premier si è detto «scandalizzato perchè a Trani ci
    sono state palesi violazioni di legge: è una iniziativa grottesca» che tuttavia «non mi preoccupa affatto» poichè «sono intervenuto a destra e a manca» contro i processi in tv e le mie sono «posizioni non soltanto lecite ma doverose».«La sinistra ha armato le procure contro di noi e usa le intercettazioni e la giustizia ad orologeria per la sua campagna di insulti», ha aggiunto il premier. «Noi scendiamo raramente in piazza. Ma stavolta è doveroso farlo per difendere la nostra libertà e democrazia. C’è un gioco sempre più scoperto e sempre più pericoloso che vede alleati la sinistra, i suoi giornali, e i magistrati politicizzati di sinistra. Si sono prima inventati una tangentopoli che non c’era e non c’è. Hanno poi provato a schizzare del fango anche sul miracolo compiuto in Abruzzo, hanno cercato di estromettere le liste del Pdl in Lombardia e nel Lazio dando la colpa ai nostri delegati che invece non hanno nessuna responsabilità».

    Negli atti dell’inchiesta ci sarebbero ben 18 telefonate del presidente del Consiglio sulle presunte pressioni contro “Annozero”. Allegate agli atti dell’inchiesta, secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, «ci sarebbero tredici conversazioni di Innocenzi con il presidente del Consiglio, e cinque dello stesso premier con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini». E poiché, come ha spiegato il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo «tutto quello che non ha attinenza con l`indagine è già stato eliminato», si sottolinea che «ciò vuol dire che le telefonate di Berlusconi sono ancora nel fascicolo, anche se per poterle utilizzare nei suoi confronti bisognerà chiedere l`autorizzazione alla Camera» e «in ogni caso si tratta di documentazione che gli ispettori ministeriali non potranno esaminare». «Fatti irrilevanti», secondo l’avvocato Ghedini.

    «Non ci sono comunicazioni per la stampa. Non vuol essere un modo per licenziavi, ma è un rigoroso obbligo che devo far valere». Così il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, risponde ai giornalisti che gli chiedevano informazioni sull’inchiesta e, soprattutto, gli chiedevano se la Procura su questa vicenda non fosse spaccata. «Lavoriamo in perfetta coesione – ha replicato Capristo -, neanche armonia, perchè la coesione è qualcosa di più dell’armonia». Alla domande se avesse qualche idea su chi ha passato le notizie alla stampa il procuratore ha spiegato che «Se lo sapessi sarebbe già in galera». E sulla visita degli ispettori mandati da Alfano, Capristo chiarisce: «Siamo a disposizione degli ispettori – sia chiaro questo -. Per tutto ciò che possiamo dare siamo a loro completa disposizione».

    (L’Unità 15 Marzo 2010)

    (http://www.unita.it/news/italia/96206/trani_berlusconi_indagato_per_concussione_e_minacce_allagcom_e_attacca_iniziativa_grottesca_il_csm_fare_luce_sullispezione)

    Secondo voi è giusto violare la privacy attraverso le intercettazioni, che però a loro volta potrebbero portare a scoprire comportamenti illeciti che violerebbero la legalità?

    Io lo trovo giusto.

    E trovo giusto anche che vengano informati correttamente la stampa e tutti i media, sul contenuto delle intercettazioni.
    Così facendo l’opinione pubblica sarebbe ben diversa da quella che vi è ora.

  3. Meglio sapere SEMPRE…. ad ogni costo….anche se la normale capacità di immaginazione di ognuno di noi era già pervenuta agli ultimi diktat, oggetto delle intercettazioni di Trani….Nonostante la par condicio e la RAI, l’informazione in Rete gira e gira piuttosto bene!!!!!Facciamola girare ancora di più!!!!!
    Grazie anche a questo blog!

  4. Faccio anche notare che SB e i suoi cortigiani piu’ fedeli (spero abbiate visto ieri sera il finto-serafico Bondi a otto e mezzo) lanciano un’ accusa di una gravita’ inaudita “ai magistrati” e “alla sinistra” (ma chi? ma quali magistrati? quali politici? quali sono i nomi)?: ovvero l’accusa di associazione eversiva. Un reato gravissimo. Cioe’ succederebbe questo: il politico “di sinistra” Tizio si accorda col magistrato compiacente Caio per inventarsi un’accusa falsa contro qualche personaggio politico considerato “nemico”. Per fare questo un’intera procura (il pm, i suoi sostituti, eventualmente il gip) si mobilita e commette tutta una serie di reati, i piu’ gravi che un magistrato possa commettere. Tutto questo si moltiplica per varie procure e per vari politici in tutta la penisola. Ebbene, vorrei dire a chi lancia questa accusa: fate i nomi! avete una notizia di reato cosi’ grave? tirate fuori le prove! andate a denunciare tutto alla procura competente.
    E poi: sbaglio o siete dei ferventi garantisti? benissimo: allora andate, denunciate il reato gravissimo di questi magistrati e di questi politici, eversori del regime democratico italiano (se ne resta qualcosa) e poi, per favore, aspettate il terzo grado di giudizio e fino ad allora presumete che queste persone siano innocenti, come pretendete -in modo paranoico e ossessivo- quando e’ qualcuno dei vostri ad essere indagato. Insomma-vorrei poter dire a costoro- ma pensate veramente che siamo tutti cosi’ idioti da berci la vostra idiota propaganda?

  5. Certo il problema sono le intercettazioni. Non il fatto che Minzolini, come emerge oggi, appena uscito da una procura avvisa il premier delle domande che gli sono state poste (http://www.repubblica.it/politica/2010/03/16/news/minzolini_accuse-2684057/) e che riguardano il suddetto premier.
    Come stupirsi, se un direttore di tal fatta mette poi in piedi un telegiornale che sembra la rubrica “Spigolature” della Settimana Enigmistica? La scaletta degli ultimi 15 minuti dell’edizione di ieri sera, trascritta dalla mia amica Jasmine (http://jasminelamorgia.wordpress.com/2010/03/16/totalitarismo-mite/) è un esempio perfetto di cosa significhi, oggi, la morte del concetto di notizia.

  6. penso ci sia un errore. Hai scritto “La polizia scopre che ha scavato la buca per nasconderci il cadavere e dice”

    ma volevi scrivere

    “La polizia scopre che ha scavato la buca per nasconderci la refurtiva e dice”

  7. @hamlet: grazie, proprio così. adesso correggo… comunque, questa versione sbagliata sembra scritta da Ghedini… 🙂


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