Pubblicato da: faustocolombo | 16, febbraio, 2010

Quando tutto muore (corruzione e sfera pubblica)

Quando gli anni Ottanta finirono, la Milano da bere lasciò spazio alla scoperta del sistema di corruzione diffusa (“ambientale”, secondo la definizione dell’allora magistrato Di Pietro) che aveva amministrato il Paese, compresa la città del celebre spot. Arrivò Mani Pulite e fu un ciclone che fece emergere dalle nebbie del malcontento accidioso una rabbia incontrollata, non sempre espressa con uno stile civile (le monetine a Bettino Craxi), ma capace di spazzare via un intero sistema. Oggi si tentano avventurose ricostruzioni del giustizialismo e del ruolo dell’ex segretario del PSI, ma occorre ricordare che la corruzione c’era, che era documentata e dimostrata nei tribunali. Così come occorre dire che alcune pagine di quegli anni si svelano solo oggi, e sono persino più atroci, come le infiltrazioni mafiose.

La seconda Repubblica sembra, a guardare retrospettivamente, essere stata fondata su una grande vetrina, soprattutto televisiva, in cui alcuni miti retorici (l’efficienza, il fare, i comunisti cattivi, l’abbassamento delle tasse, una nuova classe di politici-non-politici, un certo disprezzo per i meccanismi di garanzia democratica, ritenuti nel migliore dei casi polverosi e pletorici, i valori della famiglia e della vita proclamati ad alta voce e ossessivamente traditi nella realtà concreta, eccetera) sono stati così tanto promossi e ripetuti fino al’insignificanza da coprire del tutto quello che stava accadendo. Quando il ministro Gelmini, tra gli altri, dice che i fatti di Via Padova a Milano dimostrano il fallimento del centrosinistra, bisogna davvero chiedersi chi governa questo Paese, questa Regione, questa Provincia e questa Città. Come nella campagna del 2006, chi governa, a partire dal Grande Dadaista, finge di essere all’opposizione, attribuendo agli altri le proprie colpe. E’ l’immagine della politica, che copre tutto, vuole annegare tutto. E sotto, come può accadere in tutti i sistemi e in Italia ahimé accade spesso, di nuovo germinano la corruzione, il senso di impunità e l’arroganza, la mancanza totale di senso civile.

Poi, poco a poco, quel marcio viene fuori. E il Paese rischia di scoprirsi nudo, a dispetto della facciata mediatica e televisiva, ch copre copre, ma più di tanto non può fare. C’è un regime che finisce, fuori dalla porta e dalla finestra. Ma non è il presunto regime di Berlusconi, e quello ancora più ipotetico e francamente immaginario dell’egemonia culturale della sinistra (via, siamo seri). E’ il regime di vita che l’Italia tende ad adottare per riflesso condizionato, quello del godersi il presente senza pensare al futuro, illudersi che nessuno presenterà il conto, immaginarsi che il perseguire il proprio particulare sia possibile ad libitum, senza che la nemesi si abbatta su di noi.

Sbaglierò, ma saremo presto obbligati a guardarci in faccia senza la copertura delle opposte tifoserie, come se destra e sinistra fossero il Milan e l’Inter, e cercare di capire cosa non va, cosa non è andato.

Tutto sta per morire. Poi, finalmente, forse ma forse, potremo cominciare a vivere.

Buon vento.

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Responses

  1. “E’ il regime di vita che l’Italia tende ad adottare per riflesso condizionato, quello del godersi il presente senza pensare al futuro, illudersi che nessuno presenterà il conto, immaginarsi che il perseguire il proprio particulare sia possibile ad libitum, senza che la nemesi si abbatta su di noi.”
    Perfetto, non si potrebbe dire meglio.
    Ma questa – perdonate la parolaccia – è l'”ideologia” della destra. Almeno di questa destra.
    Per il resto siamo già in necrosi da tempo….

  2. Sono d’accordo con Roberto.
    Io affido la mia risposta alle parole di Gramellini di oggi,

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

    perché dice esattamente qual che penso e lo fa infinitamente meglio di me!

    Voglio però anche salutarvi con un magistrale tocco di leggerezza, che è sempre la benvenuta:

    “Terremoto ai vertici della Protezione Civile. Bertolaso è già sul posto!”
    Federico Taddia, 15 febbraio 2010

  3. Peccato che la corruzione non faccia notizia. O meglio, non viene utilizzata, nella grande macchina propagandistica a cui sono ridotti i nostri telegiornali, per scopi politici. Perché altrimenti sarebbero ben altre le reazioni dell’opinione pubblica (sempre che ne sia rimasta una in questo paese).
    Viene invece utilizzata, eccome, nell’agenda dei tg, la questione sicurezza. Come dimostrano i dati dell’Osservatorio di Pavia, la presenza di notizie legate al tema criminalità varia a seconda dell’obiettivo politico che si vuole raggiungere. Leggete qua

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/16/coltivare-la-paura/

    e notate che il picco di notizie sulla criminalità avviene nei giorni a ridosso della caduta del Governo Prodi. Un caso, naturalmente

    Che fatica, navigare in questo mare

  4. http://www.ibs.it/code/9788834312285/arnone-marco/corruzione-costa-effetti.html

    mi permetto di segnalare un bel libro da leggere sul tema della corruzione e sui suoi effetti nefasti e controproducenti.

    Continuo a stupirmi, e ormai sono davvero un ingenuo, di come questo paese possa continuare a sopravvivere nel totale sprezzo del diritto e delle regole, trascinandosi in un fangoso sistema di feudalesimo familista e para-mafioso (quando non direttamente mafioso, ma sono sfumature). Davvero possiamo continuare a pensare che alla fine ce la caveremo con il presunto italico genio nell’ “arte di arrangiarsi”? -che poi altro non e’ che la regola del piu’ forte e del piu’ furbo a discapito del piu’ debole- Davvero possiamo pensare che bruciare il terreno sul quale dovranno camminare e vivere le nuove generazioni tra una manciata di anni non sia un crimine gia’ oggi? temo che senza un drastico cambiamento di rotta, un salto di qualita’, questo paese andra’ verso un declino irreversibile. La cosa piu’ odiosa di tutte poi e’ pensare a quanti soldi la corruzione drena alle risorse pubbliche, soldi che potrebbero essere investiti in scuola, formazione, ricerca, l’ unico vero investimento sul nostro futuro.

  5. Roberto, mi sembra un po’ troppo comodo affermare che tutto questo discenda dall’ ideologia di questa Destra. L’Italia degli 8000 Comuni e delle Corporazioni è molto più antica. Corporazioni che pensano di alimentare se stesse alimentando il loro potere, occupandolo o facendo leggi “ad personam”.

    Tra queste leggi ad personam vogliamo annoverare anche la depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti di provenienza dall’estero, avvenuta nel 1989, che ha consentito agli eredi del partito comunista di passare indenni la vicenda di Tangentopoli ?

    Non può mica essere tutta colpa di SB !


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