Pubblicato da: faustocolombo | 11, febbraio, 2010

La barzelletta della par condicio

Dunque, la Rai ha sospeso le trasmissioni di approfondimento politico perché tutti devono essere rappresentati in egual misura, e non ci si può affidare alla faziosità giornalistica. Prego i navigati naviganti di andare a risentire le affermazioni del viceministro Romani sul tem della par condicio, quando ricordava l’eccessiva rigidità delle regole, e proponeva di renderle più elastiche, per esaltare, come suggerito da Gianni Riotta, la capacità di approfondimento giornalistico. Alla faccia della coerenza.

Ora invece si applicherà il più stupido dei criteri possibili, incasinando tutto quanto. Radio Marconi mi intervista a caldo sull’argomento e io dico quattro ovvietà, fno a che, alla fine, mi chiedono: cosa si può fare? Come si può migliorare il sistema? Rispondo che non si può. Che siamo in un cul de sac per via della figura anomala di Silvio Berlusconi. Chi e cosa impediva, in una democrazia, a un tycoon di mettersi in politica e diventare legittimamente presidente del consiglio n volte? Nulla e nessuno. Berlusconi è un buon politico? Chi pensa di si e chi pensa di no. E’ una persona onesta? Chi pensa di si e chi di no. Però – comunque – è stato un male che sia sceso in campo, perché non c’è mossa sua o dei suoi governi in campo di media e di molte altre cose che non susciti il fantasma del conflitto di interessi. Per esempio, nel nostro caso specifico: chi impedirà alle trasmissioni di approfondimento delle altre emittenti di continuare a farsi i fattacci loro? Nessuno. E’ tutto legale? Certo. Solo lo spirito della democrazia viene violato. E senza il suo spirito, la democrazia muore.

E’ questo che sta succedendo. La democrazia muore dentro. Dio ci aiuti.

Buon vento.


Responses

  1. Io vorrei che un aiuto arrivasse dall’al di qua una volta tanto e che gli elettori decidessero diversamente. E’ loro la responsabilità di questa elezione reiterata, sembra non se ne possa fare a meno, mai, accidenti!

    E’ una pia illusione la mia?
    D’altra parte, diversamente, non vedo soluzioni. Ed è sempre peggio. E al peggio non c’è limite…

  2. “Chi e cosa impediva, in una democrazia, a un tycoon di mettersi in politica e diventare legittimamente presidente del consiglio n volte? Nulla e nessuno.”

    c’è una legge del 1957 in cui si dice che i titolari di concessione pubbliche non sono elegibili a parlamentari.
    art. 10
    http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali.htm

    nel 1994, la sinistra e il centro dovevano fare una battaglia per sostenere l’inelegibilità di Berlusconi. Tale battaglia non fu fatta e, dopo le elezioni, quale organo (corte costuzionale, ecc..) poteva sostenere che milioni di italiani “avevano torto”???

  3. @hamlet: per capire il tuo pensiero e chiarire il mio, anche con me stesso. Certo,è ben noto che una certa interpretazione dell’articolo che tu citi avrebbe impedito l’eleggibilità di Berlusconi. Ma facciamo un passo indietro: sarebbe stato davvero ungesto democratico? Sì, sarebbe stato formalmente accettabile, ma forse anche accusabile di strumentaltà in una fase di grande stanchezza verso il sistema politico segnato da Tangentopoli.
    E poi, così non è andata. Ma a me preme un altro discorso: ribadire che la democrazia è fragile, e che basta poco pr minarla dall’interno. E’ questo il caso. Ammettendo il diritto di un tycoon di entrare in politica personalmente, ci si fida molto di una presunta forza assoluta della forma democratica. Ma poi si deve constatare la malattia che può minarla dall’interno… Scriveva Gaber: non temo Berlusconi in sé. Temo Berlusconi in me. Un bel modo di dire che non è la persona che crea pericolo per la democrazia, ma il suo ruolo simbolico per i tifosi di una parte e dell’altra.

  4. Il pericolo per la democrazia sta nel fatto che gli italiani non la considerano un valore superiore rispetto ai loro interessi particolari. Non si rispettano le leggi per la propria convenienza, non si pagano le tasse per il proprio vantaggio. Le leggi valgono per gli altri e non sempre. Berlusconi in me, appunto, e in ognuno. Si dovrebbe cominciare da qui, ma forse è troppo difficile. Quando cadrà Berlusconi, gli italiani resteranno berlusconiani, più o meno. Bisognerebbe combattere questa mentalità, con pazienza.
    saluti

  5. Se ne è parlato questa sera sulla 7, stesso tema ad Anno Zero…
    Purtroppo l’unica certezza é che ci hanno scodellato una “porcata” cercando addiritttura di convincerci che si tratta di una prelibatezza che favorirà il metabolismo democratico???!!!!!???? del Paese. Mi chiedo quando e se se sarà mai possibile fermare il vortice che lentamente (non troppo direi),tanto silenziosamente, ma inesorabilmente ci sta trascinando via. Che Dio ci aiuti per davvero o che gli Italiani possano ricevere una sorta di illuminazione che li sollevi dal torpore dorato elargito da parte chi vuol fare credere loro che tutto va per il meglio. Sob!

  6. Segnalo ai naviganti questo bellissimo articolo di Gramellini che intitolerei “la sovversivita’ dell’ ovvio” …quando l’ ovvio diventa sovversivo significa che abbiamo gia’ fatto passi da gigante verso la corruzione irreparabile di una democrazia.

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

  7. La raffinatezza del disegno propagandistico è da manuale. Si chiudono tutti i talk show, Porta a porta compresa, così non si potrà dire che si fanno figli e figliastri. Si sacrifica il salotto compiacente, con l’effetto però di chiudere tutte le trasmissioni in cui fanno il loro ingresso visioni scomode (si chiude anche Presa diretta e Report, dove a dare fastidio è la realtà stessa, ormai mediamente espulsa dai salotti tv). Così, con soporifere tribune elettorali e soprattutto con tg dove vige un ferreo controllo sulle notizie (guardare qua per credere http://www.youtube.com/watch?v=TGbv1BxmQXM&feature=sub) si controlla, si guida, si adultera il passaggio fondamentale preliminare al voto, la formazione dell’opinione.
    La democrazia che muore dentro. Eccola.


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