Pubblicato da: faustocolombo | 31, gennaio, 2010

Giornalismo, politica, democrazia

Come promesso, recensisco sinteticamente il dibattito tenutosi in Cattolica, per merito di Almed, la nostra Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo, e di Sky, sul tema della par condicio, del faccia a faccia e dei rapporti con le società democratiche occidentali.

Il punto di partenza, come ha ricordato Emilio Carelli, è che i faccia a faccia fra i candidati alle alte cariche elettive sono molto richiesti e apprezzati dal pubblico, utili a far capire all’elettorato i temi in discussione e la personalità dei candidati stessi, e quindi dovrebbero essere sempre possibili (con un grande interesse anche da parte delle emittenti, come la stessa Sky). Tuttavia essi non sono sempre possibili. Sono resi complessi da ragioni normative (per esempio le stringenti regole della par condicio da noi), ma sopratttto dal fatto che i candidati si rendono disponibili solo se ne vedono una utilità elettorale.

Qualche stralcio della discussione. Mentana, che ha condotto più di un faccia a faccia, ha ricordato la vicenda dell’informazione politica dalla caduta della prima repubblica ad oggi. Ha usato per definire la politica oggi una forte metafora: la politica oggi – ha detto – si è di nuovo seduta a capotavola, chiudendo di fatto la felice stagione di indipendenza giornalistica che si è verificata fra la prima e la seconda repubblica, quando la politica era di fatto indebolita. Marcello Sorgi, che è stato intervistatore ai faccia a faccia fra Berlusconi e Prodi, e li ha definiti noiosi, ha raccontato tentativi da una parte e dall’altra di condizionare il dibattito nel senso di renderlo il meno spontaneo possibile. 

Secondo Campo Vidal, un giornalista spagnolo che ha moderato il dibattito fra i candidati alla presidenza spagnola, ha ricordato cinque importanti cose che sappiamo dei faccia a faccia: a) sono richiesti dai cittadini; b) favoriscono non tanto il voto a favore di questo o quel candidato, quanto piuttosto la partecipazione elettorale; tendono comunque a favorire i due principali partiti; il loro formato non è determinante per il successo di audience; non vanno intesi come match di boxe, ma piuttosto come colloqui di lavoro in cui la cittadinanza intervista i candidati alla guida del proprio paese.

Secondo Gianni Riotta questo format (assai invecchiato, secondo le osservazioni di Aldo Grasso) enfatizza più che le abilità comunicative la vera e propria proposta politica dei candidati.

Ho parlato anch’io. Avevo una bella scaletta di cose e ne ho dette altre. Ho pensato di girarvi comunque la scaletta così com’è, se vi interessa. Intervento mio.

Dimenticavo che era presente l’on. Paolo Romani, Viceministro e firmatario proprio del decreto di cui abbiamo parlato qui sulla nostra smandrippata nave. Non so se ho fatto bene, ma ho rubato un minuto per rivoglergli un appello perché il governo sia saggio, e ascolti le voci motivatamente critiche. Ha speso circa dieci minuti per rassicurarmi, con cortesia e buon senso. Mi ha poi chiesto – durante il buffet – se mi aveva convinto. Gli ho risposto cortesemente di no.

Spero che sia almeno passato il messaggio che c’è un problema. Non so se il pubblico l’ha colto, ma io spero tanto di sì. Intanto Romani ha confermato che il governo vuole porre mano alla legge sulla par condicio, garantendo il diritto di tribuna a tutti ma proporzionalizzando gli spazi al peso elettorale dei partiti nel momento delle elezioni, e ammorbidendo le regole…

Non dirò nulla. Solo che mi è passato un brivido per la schiena. Forse sbaglio quando dico che nel governo c’è un basso livello di prassi democratica. E’ la comprensione elementare della democrazia che manca. 

Mah…

Buon vento gente. C’è davvero tanto da lavorare.

p.s. Per qualche tempo scriverò un po’ meno qui sulla nave. Ho un lungo saggio da scrivere per un testo in inglese a mia cura, che uscirà per l’editore tedesco Peter Lang. Un grnde onore, ma anche una bella fatica. Vi terrò informati, comunque. Promesso (lo so, detto così è una minaccia:-))…

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Responses

  1. Grazie per saper parlare, con parole semplici, di cose importanti e complicate…..

  2. i faccia a faccia sono interessanti ma orami penso siano fatti più per le tv che per i contenuti 🙂
    il primo faccia a faccia in Italia è stato Berlusconi Occhetto nel 1994, vero?

    a proposito, se qualcuno sa dove posso vedere i faccia a faccia Nixon Kennedy del 1960 su internet, mi faccia sapere! Grazie!


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