Pubblicato da: faustocolombo | 14, dicembre, 2009

Un uomo a nudo

Commento fra il freddo e il caldo le immagini di ieri, già commentate da alcuni naviganti molto più a contatto (temporale) con gli eventi.

Mi farò questa domanda, senza entrare nel dibattito (giusto, ma un po’ scontato) sulla natura del gesto, sui rischi di una incerta protezione al presidente del consiglio, sull’ingiustizia di ogni violenza e sulle cause che al gesto hanno portato, compresa la possibile follia o disagio mentale dell’autore: a cosa davvero abbiamo assistito ieri?

La risposta viene attraverso un film che ho visto in televisione molti ma molti anni fa, di cui potete trovare qui la scheda: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=26526. Nel film The Swimmer, un fantastico Burt Lancaster che scoppia di salute malgrado la non più giovane età decide di attraversare il suo mondo di ville e piscine nuotando di vasca in vasca. Comincia tutto come una esaltante passeggiata natatoria di ricordi dolci e vagamente malinconici. Finsice con la tragedia dell’inutilità di una vita e del suo fallimento.

Mi è rimasto impresso il volto solcato dalle lacrime e dalla disperazione del protagonista, alla fine. Un volto davvero indimenticabile. 

Ho pensato a quel film, vedendo le immagini ieri. Ho pensato al volto del GD solcato dalla ferita e dal dolore. Non ci si può non immedesimare nel dolore degli altri, se si è umani. Non si può non sentirlo sulla propria pelle. E condividerlo. La vittima è la vittima, sempre, indipendentemente dal suo valore di essere umano. E insieme non ho potuto esimermi dal pensare al valore simbolico di quella immagine. Una persona che è anche un simbolo, che ha fatto non solo del proprio mito professionale ma anche della propria fisicità vincente e prorompente la statua al proprio successo e al proprio potere, ferita proprio in quella fisicità. Ferita, tumefatta, con il sorriso o persino la grinta della battaglia sostituiti dalla smorfia del dolore questo sì ordinario, umano.

Il leader è sceso in piazza. Ma non esiste più una piazza neutra in cui andare. La piazza fisica di cui parlavo ieri è contaminata, infiltrata di violenza e paura. Rischia di non essere più una casa per chi la vuole percorrere pacificamente e tanto meno per chi è abituato alla tranquilla controllabilità della piazza virtuale. Per questo non bisogna lasciarla, ma bisogna sapere che la nostra responsabilità nel percorrerla per comunicare è ancora più alta.

Ho pensato che – indipendentemente dagli effetti “politici” o elettorali a breve, che solo i miopi valuteranno adesso – qualcosa è davvero finito, nella piazza di ieri sera. Se gli italiani che credono idolatricamente in Berlusconi (che per loro ha sempre ragione a prescindere) e quelli che non gli credono mai (perché ha sempre torto a prescindere) capissero, nella figura dell’uomo tanto adorato o deprecato e ora soltanto ferito e piegato quello che c’è da capire, il percorso sarebbe più facile, per tutti noi e per lo stesso leader. E quello che c’è da capire è questo: che la democrazia non può stare sulle spalle o nelle mani di un uomo. Che un leader non rappresenta una nazione, anche se può guidarla. Che personalizzare la politica conduce prima o poi a questo e anche al peggio. 

No, un paese non ha bisogno di leader carismatici. Nemmeno i leader carismatici hanno davvero bisogno di se stessi. Basta essere persone normali, che sbagliano prima o poi, che cadono e si rialzano. E quando si rialzano sono più umani e più forti. A meno che non ricomincino con la stessa violenza di cui sono stati vittime. Tutti avremmo bisogno di credere in noi, non nel misurarci solo sul consenso a una persona. 

Dunque, se vogliamo che questa brutta vicenda ci serva a qualcosa (anche se ce la saremmo tutti risparmiata volentieri), impariamo a fare a meno del leader. A rispettare gli uomini politici come rispettiamo noi stessi. Perché in una società normale (come speriamo prima o poi di diventare) fra essere gli uni o gli altri non c’è poi tutta questa grande differenza.

Buon vento.

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Responses

  1. Immagini brutte, molto brutte…Il sangue è sempre rosso, quelle di tutte le persone, a prescindere dal colore della pelle, dai caratteri somatici e da tutto il resto….
    Un brivido mi ha percorso alle prime immagini del volto inebetito di Berlusconi, un “Pierrot” sfibrato, piegato su sé stesso… quando ancora non sapevo chi fosse il responsabile di tale gesto…
    Poi però mi è salita l’indignazione e devo ammettere anche la rabbia (cosa da evitare, ma…) alle prime affermazioni di tutto lo stuolo dei tirapiedi che al volo hanno attribuito la responsabilità di tutto “ai predicatori di odio”, alle solite trasmissioni televisive bla bla bla…
    Mi auguro che il Presidente si ristabilisca in fretta, con una piccola preghiera che gli rivolgo con il cuore: che faccia meno lo sbruffone in piazza e negli studi televisivi perché non ne possiamo proprio più…
    Ed esigo fortemente che non si sbatta in piazza “il pazzo” perchè della fragilità mentale dobbiamo avere tutti molto rispetto e riguardo..ci può toccare tutti più o meno da vicino.. Grazie al grande blogger! Condivido in pieno l’intervento Itala


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