Pubblicato da: faustocolombo | 5, dicembre, 2009

Prima che tutto finisca

Adesso siediti lì, e ascolta. Tu non lo sai, non lo puoi sapere. Sei troppo giovane per sapere. Ma adesso, prima che tutto finisca, è ora che ti dica come quello che vedi è cominciato. Rifletti: oggi è il cinque novembre. Ieri, quattro novembre, i giornali, le televisioni e la rete (siti, social networks, blog) erano pieni di due processi. Uno riguardava un assassinio fra ragazzi. Ragazza la vittima, ragazzi i carnefici, veri o presunti. L’altro riguardava quel grande satana che è la mafia. L’incarnazione di ciò che nell’uomo c’è di malvagio, che non è mai soltanto male, ma si ammanta di relazioni, famiglia, finti buoni propositi, finti valori. E lì, in quel secondo processo che stregava le folle, il pubblico, le persone, un assassino confesso, uno che ha ammazzato innocenti, parlava di un uomo potente, dell’uomo potente di questo nostro sfortunato Paese, e diceva mi hanno detto che era lui, che c’era lui dietro i nostri assassini, le nostre bombe, la nostra arroganza. Aveva torto, aveva ragione? Non lo so, se era vero quello che diceva l’assassino. E il problema è appunto che noi non sappiamo, ma quel che è certo, è che non abbiamo mai saputo davvero cosa succedeva, in quei tremendi anni Ottanta-Novanta, in cui pure tutto accadeva, mentre provvedevamo a fare andare la nave, a sentirci campioni del mondo, a credere nella Milano da bere perché eravamo davvero stufi della cupezza e della serietà del decennio precedente.

Poi, oggi, non so quante centinaia di migliaia di persone scenderanno in piazza convocandosi da sole grazie a questi mezzi leggeri che la tecnologia ci ha portato. Non ci saranno dirette televisive, qualche giornale le sfotterà, qualcuno dirà dietro ci sono i comunisti, e invece mi sa che dietro c’è solo una grande stanchezza, il senso di una fine che non arriva.

Eppure lo sappiamo, dentro di noi, come andrà a finire. La lunga esperienza dell’Italia della seconda repubblica finirà, perché prima o poi finirà questa esperienza dell’uomo potente. Diventerà una esperienza autoritaria? Si scioglierà cancellando la speranza di tanti che delegare a un uomo solo al comando possa liberarci dalla nostra responsabilità? Non lo so, ma in un modo o nell’altro finirà.

E allora dovremo pensare a come tutto è cominciato, a quando abbiamo creduto che si potesse dire: basta, adesso basta, facciano gli altri, io devo pensare a me stesso. Devo guadagnare, mettere su casa, comprare comprare comprare e scusate della politica, della partecipazione, chissenefrega. Dovremo pensare se davvero, davvero ne è valsa la pena.

Non puoi capire, tu, le nostre colpe. Tu sei giovane, così giovane. Facciamo così: stai su quella sedia e ascolta. Io adesso ti racconto com’è cominciato tutto oggi, adesso, prima che tutto finisca.

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Responses

  1. Il video che mi permetto di postare sotto sembra scritto apposta per questi nostri tristi giorni e invece risale ad almeno dieci anni fa…le cose sembrano davvero non cambiare mai, o peggio trascinarsi nel solito fango.

    un pezzo di satira geniale e -come spesso accade alle cose geniali- profetica!

  2. Due citazioni. Eugenio Scalfari, su Repubblica di oggi.
    “C’è una soglia oltre la quale esplode la rabbia e questo è uno di quei momenti. Dicevano che i giovani sono indifferenti, ma le strade di Roma ieri non davano quest’impressione. La manifestazione non era di partito o dei partiti, è nata su Internet e si è autogestita. Guardate il risultato.
    Quando si parla di territorio e di democrazia che nasce dal basso, bisogna poi andarci su quel territorio e batter le mani a quella democrazia che nasce dal basso e che chiede sbocchi politici e strumenti politici per affermarsi”.

    E Giorgio Gaber, in una canzone di tanti anni fa, La Strada:
    “C’è solo la strada su cui puoi contare
    la strada è l’unica salvezza
    c’è solo la voglia e il bisogno di uscire
    di esporsi nella strada e nella piazza
    perché il giudizio universale
    non passa per le case
    le case dove noi ci nascondiamo
    bisogna ritornare nella strada
    nella strada per conoscere chi siamo”.

    Ecco, prima che tutto finisca, c’è ancora tempo per conoscere chi siamo.
    Buon vento, spruzzato di viola…

  3. io non sono giovane e non sono vecchia. me n’ero andata e sono tornata. per laurearmi. non me ne voglio andare più. il mio paese pare sia al tracollo. pare. perchè nel 1992 quando finivo i miei studi alla sorbonne a parigi morivano borsellino e falcone. la lega approfittava del vuoto di tangentopoli. tornai. mi laureai con lode. contunuai a lavorare. mi licenziai quando tutte mi guardavano con stupore perchè mi rifiutavo di guadagnare alle spalle della sanità pubblica dove non potevo lavorare. avrei potuto sposarmi, farmi pagare lo stipendio dallo stato, stare, zitta, muta, … me n’andai, e continuo a testimoniare una libertà che forse è antiretorica, è fuori luogo. ho detto no a chi mi ha promesso la luna e in cambio voleva la mia libertà. nello studio nel lavoro. non me ne vado. testimonio. morirò e qualcun’altra porterà il messaggio. nella piazza, nella rete, dove lavoro, dove sopravvivo.

    col vento. e nel vento me ne andrò. ma quella sarà l’ultima.

  4. Oggi e’ la giornata in cui si celebra il santo patrono di Milano, Ambrogio, il maestro del grande Agostino, spiriti e menti immense che hanno fondato una comunita’ che ha attraversato piu’ di millecinquecento anni di storia. Esprimendo sempre carita’ umana e cultura e arte. Tessendo una storia alta e nobile. Sulla cattedra di Ambrogio, a capo della Chiesa ambrosiana di sono succedute grandi personalita’: per restare solo all’epoca recente Schuster, Montini, Martini e oggi Tettamanzi. Ciascuno di loro col suo carisma ha portato avanti lo spirito di Ambrogio. Oggi purtroppo si leggono su uno stupido pseudo-giornaletto razzista e xenofobo, dei vergognosi insulti al Cardinale Tettamanzi. Un illustre ministro della Repubblica Italiana, famoso per le sue ignobili magliette, per portare i maiali a pisciare sul terreno di edificazione di una moschea, per essere sposato in seconde o terze nozze con pseudo-rito celtico, ha rincarato la dose. Danno lezioni di cristianesimo al Cardinale, invocano croci, presepi e tradizioni e radici. Ebbene queste radici sono marciume, lo stesso marciume che nel mondo e nella storia hanno seminato odio e violenza, sparso sangue innocente. E’ volgare fascismo, in salsa verde ma sempre il vecchio fascismo. Non c’e un briciolo di spirito cristiano. E’ ora di dirlo apertamente e a chiare lettere. Ma l’ umile grandezza di persone come il Cardinale Tettamanzi sono una grande speranza.
    Buon Vento a tutti!

  5. @albert: sottoscrivo. Parola per parola

  6. Tristezza tanta, inquietudine ancora di più……
    Rivediamoci, idealmente stretti insieme, la puntata del 20 mag 2009 … trasmissione «Che tempo che fa» Fabio Fazio e il cardinale Dionigi Tettamanzi …

  7. Raccontagli dell’entusiasmo che non vuole soccombere, di un fiume di giovani appena un po’ più grandi di lui capaci di organizzarsi di ridere di urlare di sognare, in nome degli eroi veri di cui purtroppo il nostro popolo ha ancora necessità, ma che non gli sono mai mancati.
    Raccontagli che vale sempre la pena lottare, anche quando sembra trionfare la cupidigia più sordida, meschina e vile.

    Avrà molto bisogno di questo insegnamento, comunque finisca la brutta avventura di quell’avventuriero e dei troppi che l’hanno appoggiato, imitato, o anche solo tollerato.
    Ne avrà bisogno lui, e tutti i ragazzi come lui, a cui lasciamo un mondo da salvare, molto più brutto di come l’avevamo trovato.

    E che un’onda amica, magari di colore viola, sospinga sempre il tuo e il suo vascello.

    Franz


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