Pubblicato da: faustocolombo | 2, novembre, 2009

Da Tokyo

Arrivo all’aeroporto di Narita bello stracotto di stanchezza e jet lag. Maledico l’idea di esserci venuto per una conferenza importante, che non sono ancora riuscito a finire di preparare. Mi viene a prendere una stagista della Camera di Commercio, Silvia Gini, che mi scorrazza per treni e metro fino alla foresteria dell’universita di Waseda, dove sono ospite.

La sera il mio amico e collega Junji Tsuchiya, con la sua squisita gentilezza, mi verrà a prendere e mi farà passare una deliziosa serata in un fantastico ristorante. Ma io nella mia stanzetta non lo so. Litigo con le prese e i trasformatori giapponesi. Collego il computer e leggo che è morta Alda Merini.

Mi dico che ci sono giorni migliori, tutto sommato. Quando se ne va un poeta o una poetessa c’è poco da stare allegri, il mondo è più povero. Di lei ricordo un volumetto del Pulcino Elefante, minuscolo. Pochi versi indimenticabili.

La faccio parlare ancora una volta, con parole che potrebbe aver rivolto a qualcuna delle mie studentesse, o indifferentemente a qualcuno dei miei studenti, perché l’amore della poesia non ha sesso. E’ solo mistero e verità:

Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d’oro
sull’ombelico,
mi dici che fai l’amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l’amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto 
la sorte di essere un poeta.

Ciao Alda. Mi sarebbe piaciuto incontrarti. Ma che dico? Quante volte ti ho incontrato, in fondo. Buon vento.


Responses

  1. Prof. Colombo, ancora una volta non si smentisce! Un grazie per l’immediatezza comunicativa delle sue parole…i naviganti che lo desiderano possono per un momento sentirsi partecipi ed accompagnarla nelle sue esperienze come quella divertentissima appena descritta “alle prese con le prese” giapponesi… allo stesso modo quando esprime sentimenti ed emozioni più personali (Storia di un maresciallo, Fuori dall’acqua scura…).
    L’amore di Alda Merini per la Poesia, la sua preziosa quanto singolare modalità di rendere partecipe e condividere con “gli altri” ci invita a rivolgerle un pensiero affettuoso colmo però anche di malinconia….ma perché i migliori se ne vanno così presto?
    Nei versi inviataci da Tokyo lei ci vede la categoria degli universitari, io ci ritrovo mia figlia… Grazie!

  2. La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l’amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria

    Alda Merini


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