Pubblicato da: faustocolombo | 2, ottobre, 2009

L’obiettività di Bruno Vespa

Grazie a Youtube recupero due chicche che mi sarebbe spiaciuto perdermi, della serata di ieri: l’intervista a Patrizia D’Addario su Annozero e l’intervista a Odifreddi su Porta a Porta. Per la cronaca, in tutte e due era presente il direttore di Libero Belpietro, con sovrano sprezzo delle contraddizioni dell’ubiquità (virtù che – come dice Vincenzo Mollica in una sua poesia – sembrava appartenere solo a Paperino: ora Qui, ora Quo, ora Qua…).

Comunque, perché non me le sarei perse? La prima perché fa parte del materiale da raccogliere per spiegare agli studenti cosa significa quando gossip, politica e informazione seria collidono ed esplodono (ma magari ci torneremo, oppure dite la vostra); la seconda perché mostra benissimo e senza veli cosa significa la non obiettività della conduzione giornalistica, almeno secondo me (e ovviamente Vespa non la pensa così, e Vespa è un galantuomo, per citare Shakespeare).

Ecco il link:

Dunque, la questione è perché Odifreddi ha rifiutato un premio. Odifreddi, noto, laicissimo matematico, risponde, e, mentre argomenta i motivi (dopo aver rivendicato il suo diritto a rifiutare democraticamente un premio) del rifiuto, cita “i casi Carfagna e Gelmini”. A quel punto Vespa gli dà sulla voce, negando la legittimità del suo discorso sull’argomento. Si inserisce il ministro La Russa, dando anch’egli sulla voce a Odifreddi, e concludendo con un sonoro “Lei mi fa schifo”, e in seguito boicottando sistematicamente l’argomentare di Odifreddi (occhio al sonoro sottotraccia verso la fine del pezzo). A un certo punto Vespa prova ad andare avanti senza più dare la parola al matematico che la rivendica, la ottiene, e finisce il suo discorso.

Ora, il pezzo, se non fosse tragico, sarebbe comico. Perché i due (Vespa e La Russa) esplodono prima del discorso di Odifreddi, non dopo: lui cita i casi Carfagna e Gelmini, ma non ha ancora detto di che si tratta, e comunque avrebbe diritto a finire l’argomentazione, anche se sbagliata, così come lo spettatore avrebbe diritto di farsi una propria opinione, e dissentire in proprio da lui.

Punto secondo: capisco il pessimo vezzo del ministro La Russa di non far parlare gli altri (lo stesso ministro che chiamò una direttrice di un quotidiano nazionale “Conchitina”, se non ricordo male), ma il mestiere di Bruno Vespa, qual è? E se decide autonomamente di invitare una persona, perché non ci fa sentire i suoi argomenti?

Morale: un bellissimo esempio di scarsa democrazia comunicativa, senza nessun ritegno, senza nessuna educazione. Brutta storia.

Per la cronaca, non sono d’accordo con le argomentazioni di Odifreddi, neanche un po’ (accade spesso), ma penso che abbia diritto di parola. Così, tanto per chiarire.

Buon vento gente. L’umore è questo:

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Responses

  1. Prima Annozero, poi a seguire Porta a Porta…un modo come un altro per elaborare una personale opinione riguardo ai FATTI (perlomeno quelli che riescono ad arrivarci…)… Sarò anche ingenua, ma confesso che l’ultima cosa che immaginavo era di ri-trovare sullo schermo di Vespa e & un Belpietro sorridente ed ammiccante. Ma come è stato possibile???Ebbene, proprio lì La Russa dovrebbe gridare allo scandalo e dichiarare il proprio disgusto, come sto facendo io in questo momento. “Muoviamo i remi” con rinnovato vigore accrescendo la capacità critica di ognuno di noi, nella speranza che il “Vedrai Vedrai” dell’indimenticabile Tenco ci sia di buon auspicio.

  2. Vespa e’ assolutamente un galantuomo, tuttavia trovo alquanto strano (se non fossimo in Italia) che un giornalista della TV pubblica venga convocato -il giorno della messa in onda di annozero e del susseguente porta e porta su annozero-a casa del presidente del consiglio. Immaginatevi un giornalista della BBC che prima di un programma in cui si parla di Gordon Brown, si reca come se niente fosse a Downing Street!
    Anche Belpietro si e’ recato a casa del Presidente lo stesso pomeriggio, credo per avere il dono dell’ ubiquita’ dall’ Unto del Signore. Meno male che dirige un giornale che si chiama “Libero”….Che galantuomini questi Feltri, Vespa, Belpietro! Se non fossi italiano mi farei veramente delle grasse risate…
    Buon Vento a tutti!

  3. Mi domando: quel è stata la trasmissione più faziosa tra le due? Annozero ha mandato in onda un’intervista a una tizia che sostiene, registrazioni alla mano, alcune cose che riguardano il premier. Le ha ripetute in tv, cose peraltro già ampiamente scritte su tutti i giornali del mondo. Nulla di nuovo. La tv italiana non l’aveva mai intervistata. Patrizia D’Addario è stata sottoposta a un fuoco di fila di domande, da parte dei giornalisti della trasmissione, ma anche (e soprattutto) da giornalisti come Belpietro e Porro, lì nelle vesti di difensori d’ufficio del premier. I quali hanno fatto egregiamente il loro mestiere, devo ammetterlo, facendo domande stringenti e mettendo la signora più volte in difficoltà. E nella trasmissione, inoltre, non si è affatto oscurato il fatto che il sistema Tarantini (escort in cambio di favori) ha riguardato autorevoli membri del centrosinistra della giunta pugliese. Se ne è parlato, si sono fatti i nomi.
    Quindi: dov’è lo scandalo? Dove la necessità di aprire un’istruttoria da parte del ministro (!), dove quella di far intervenire l’ufficio legale della Rai? È stata una trasmissione con un buon tasso di pluralismo, a mio modestissimo parere.

    Subito dopo, su un altro canale, è iniziata un’altra trasmissione, che ha mandato in onda spezzoni della trasmissione precedente scelti ad arte, mandato in onda per tutta la sera frammenti di trasmissioni come Ballarò, Parla con me, Che tempo che fa, Annozero appunto. La tesi
    era chiara: in Italia non c’è un problema di libertà di informazione in tv, dove la sinistra “controlla” un sacco di trasmissioni. Il conduttore lo ha anche spiegato in più occasioni, il suo punto di vista (non resistendo alla tentazione di prendere posizione). Secondo Vespa, in soldoni, la tv non influenza il voto, perché altrimenti non si spiegherebbe perché in due occasioni Silvio Berlusconi avrebbe perso le elezioni (che le abbia perse, poi è tutto da vedere, una volta non ha vinto perché non si è alleato con la Lega, la seconda ha sostanzialmente pareggiato…). E poi ci sono tutti questi talk show di sinistra: e giù spezzoni….

    Nessuno spezzone, però, del Tg1 di Minzolini, che non ha mai dato le notizie sulla vicenda D’Addario se non per dare la versione del premier, nessuno spezzone, chessò io, del Tg2 durante il caso Englaro, o, magari, di Porta a porta sulla consegna delle case ai terremotati, uno dei tanti monologhi senza contraddittorio del premier nel salotto di Vespa.
    Alla fine del Porta a porta, per i pochi che hanno resistito svegli sino all’una passata- nonostante Ignazio Marino si affannasse con pacatezza a dire che due terzi degli italiani si formano un’opinione guardando TG1 e TG5 e che quindi è lì che sta il cuore dell’anomalia, nel controllo politico dei media più seguiti – alla fine di Porta a Porta, dicevo, il messaggio che passava era il seguente: la manifestazione per la libertà di informazione è una buffonata (il povero Franco Siddi del sindacato dei giornalisti non è riuscito a dire tre parole senza essere travolto dai La Russa-RomanI-Belpietro), in realtà la tv italiana è in mano alla sinistra, per non parlare dei giornali.

    Sigla, musichetta di Via col vento.
    Buonanotte, anche alla verità

  4. Ma per davvero….Ignazio Marino (lasciamo pur perdere la corrente politica, quello è altra cosa..) dovrebbe poter dare “lezioni di pacatezza” a tanti politici che hanno dimenticato (si fa per dire…mettiamola così…) o che non hanno mai avuto EDUCAZIONE, nel senso di rispetto “dell’altro”. La sfrontatezza, l’arroganza, la presunzione e aggiungo anche la “cattiveria” ecc…ecc.. caratterizza purtroppo tutti i loro discorsi, al di là del loro contenuto apprezzabile o meno. Silvano, come non condividere il tuo intervento? Grazie


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