Pubblicato da: faustocolombo | 10, settembre, 2009

Il caso Mike

Un commento di Albert, che la piattaforma chissà perché aveva infilato negli spam, e che ho appena “liberato”, ci richiama a parlare di Mike Bongiorno. Non aggiungo nulla a quello che di esaustivo ha già detto Albert, ma magari posso fare qualche considerazione collaterale legando il tema all’ormai prossimo convegno su Media e Generazioni.

Dunque, tutti parlano di Mike Bongiorno. Aggiungerei che l’affetto è commovente, a tal punto che ogni tanto sconfina nel ridicolo, quando vuole trovare una giustificazione razionale e teorica. Eco parla di Mike Bongiorno come dell’esemplare mediocrità italiana, e forse in quella acuta analisi c’era molto di vero. Il che, naturalmente, non ha nulla a che vedere con il fatto che MB fosse una bravissima persona, e nemmeno, si badi, con il fatto che fosse una persona di grande intelligenza (cosa che non saprei dire, ma che – ripeto – è perfettamente possibile, e anzi molto probabile, perché non si resta sulla cresta dell’onda, altrimenti, per così tanti anni). Il discorso di Eco riguarda infatti il personaggio MB, ossia la presenza di MB nel mondo del simbolico.

Tuttavia la cosa che mi interessa qui adesso è interrogarmi sul fatto che MB sia un fenomeno transgenerazionale, ossia appartenga alla memoria di diverse generazioni di italiani (almeno quattro, se accettiamo l’idea che magari i giovanissimi lo conoscono decisamente meno). La domanda che vorrei porre è la seguente: le varie generazioni si ricordano tutte lo stesso Mike? O ciascuna di esse si ricorda un diverso Mike, che dipende dalla collocazione mediatica del suo personaggio? Per la generazione degli attuali sessantenni (e anche dei più anziani), Mike è probabilmente soprattutto Lascia o raddoppia? (lo racconta benissimo Scola nel suo C’eravamo tanto amati, facendo interpretare al vero MB la parte di se stesso assai più giovane); per i boomers Rischiatutto; Per quelli che chiamiamo “post”, ossia i trenta-quarantenni, è La ruota della fortuna; per i venti-trentenni è probabilmente l’inarrivabile spalla di Fiorello negli spot e non solo.

Quanti Mike! non vi pare? Ecco allora che si capisce come a volte i contenuti di memoria di diverse generazioni sono solo fintamente gli stessi contenuti, e in realtà sono stati declinati variamente, riciclati e modificati (anche con il personale contributo dei protagonisti interessati) dall’industria dei media.

Insomma: non sembre quando ricordiamo le stesse cose lo facciamo davvero. D’altronde è vero anche il contrario, ma ne parleremo un’altra volta.

Intanto, naturalmente, buon vento Mike, con nostalgia.


Responses

  1. È di poco fa la notizia che Mike Bongiorno avrà i funerali di stato. Ecco, l’identificazione è completa. Stato e televisione. Mike come un uomo di governo, come un uomo delle istituzioni. Mi pare un fatto dall’alto valore simbolico, che la dice lunga sulla progressiva “televisizzazione” (scusate l’orrore lessicale) della nostra società. Di cui Mike Bongiorno è stato un autorevole protagonista. Prima della fase morbida e pedagogica della Rai, poi di quella selvaggia e destrutturante dell’avvento della tv commerciale. Quest’ultima sino a un certo punto, finché ha fatto ascolti. Poi, è stato messo da parte, senza tanti complimenti (ma sbagliava a lamentarsene, lui che aveva sempre cantato le lodi delle logiche commerciali applicate alla tv).
    Stato e tv. La Democrazia cristiana di mamma Rai, il berlusconismo di Mediaset. Politica e media. Lui ci è passato in mezzo con il suo candore molto Usa-style, con il suo professionismo da everyman, per dirla con Eco. Apparentemente lontano dalla politica, eppure, evidentemente, capace di simboleggiare un cambiamento epocale. Sabato in Duomo andrà in scena lo stato che si fa tv. E viceversa.

  2. Prof, mi trovo d’ accordo con la sua considerazione che ogni generazione ha un’ immagine diversa del personaggio Mike Bongiorno.
    Ognuno di noi lo ha conosciuto in modo diverso nel corso della sua lunghissima carriera televisiva e di conseguenza ogni generazione possiamo dire che compianga un Mike diverso.
    Ma qui entra in gioco un fenomeno che mi è parso di notare in questi ultimi anni, dove il dilagare di internet e delle sue enormi potenzialità ha permesso a tutti noi (specialmente alla fascia più giovane di utenti, i più esperti della rete) di ricostruire le biografie di questi personaggi pubblici.
    Ecco che alla morte di un personaggio cosi importante per la televisione italiana migliaia di persone cercano su internet documenti della sua vita, cercano notizie inedite, si scatena in loro la voglia di diventare profondi conoscitori di questa persona, magari anche con informazioni sconosciute ai più.
    A questo punto mi chiedo: qesta fascia di persone che apprende un’ intera carriera televisiva e personale di un personaggio mediatico attraverso spezzoni e documenti frammentari…..che immagine si può formare?
    Questo tentativo di abbattere le generazione è davvero possibile??
    Possono pochi minuti di video presi da youtube compensare una fruizione decennale e assidua da parte dei membri delle generazioni passate??

    Allora il problema non è più tanto se ogni generazione compianga un Mike diverso, ma se venga compianta un’ immagine surrogata di Mike Bongiorno…..

    Buon vento Mike….

  3. Mi permetto di andare un po’ offtopic.
    Leggendo qua e là, tra i siti internet dei vari osservatori di media e comunicazione e i blog di svariati studiosi e professori, mi veniva spesso alla mente la domanda: esiste un blog o un sito ufficiale dell’OssCom della Cattolica?

    Sarebbe interessante, nei limiti del possibile e della complessità dei lavori svolti da tale osservatorio, conoscere punti di vista, idee, articoli e altro che spesso risultano poco visibili da studenti e dalla collettività. Potrebbe essere anche un ottimo punto di riferimento, come in fondo lo è anche il suo blog, per lo studio della comunicazione e del rapporto media-generazioni…

    L’OssCom dispone di eccellenti menti, sarebbe bello vedere nascere un blog multi-autore.

    Con grande stima,
    Paolo

  4. Ed eccoci qua con un po’ di propaganda…: http://www.unicatt.it/osscom
    Buona visita

  5. A me sembra assurdo organizzare dei funerali di stato per Mike Bongiorno, personaggio televisivo e non eroe nazionale. Secondo me, Mike Bongiorno si è reso protagonista di un uso molto scorretto della tv nazionale, cioè la propaganda elettorale fatta durante un programma di intrattenimento (nel 1994): si veda:

  6. @ hamlet
    gli spezzoni in questo video che hai pubblicato sicuramente mostrano un uso non ” adeguato ” del mezzo televisivo, le motivazioni di questo suo comportamento possono essere svariate: da un intento di propaganda politica come dici te, ma anche da un sentimento di amicizia (o almeno che si credeva tale, come dimostra l’ ultima parte di filmato).
    Mi sembra quindi inopportuno valutare un personaggio televisivo del calibro di Mike Bongiorno sulla base di pochi comportamenti (giustamente criticabili), considerando la sua ultradecennale presenza sugli schermi televisivi italiani.
    Per quanto riguarda i funerali di stato: non ci vedo tutto questo scandalo e soprattutto non penso che bisogni essere un eroe nazionale per riceverli.
    La televisione è ormai una parte importante e consolidata della nostra società, quindi penso sia giusto dare un riconoscimento ad un uomo che ha dato un grande contributo nel corso della tv italiana..
    Per concludere, è legittimo fare supposizioni sul fatto che l’ intento di Mike Bongiorno era di fare propaganda, ma si può altrettanto supporre che gli ultimi 10 secondi del filmato che hai linkato abbiano lo stesso intento, anche se non ci troviamo in periodo di elezioni (con questo non voglio dire di essere pro o contro a quelle parole).

    Mi sembra ingiusto generalizzare basandosi su singoli eventi…e poi comunque, penso che quando una persona muore…che ci siano o meno i funerali di stato non ha molta importanza…..

    Buon vento….

  7. Sui funerali di stato, può essere utile leggere questa semplice pagina di wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Funerale_di_stato. Così ci si può fare un’idea più precisa. Dirò la mia: penso che i funerali di stato non aggiungano nulla all’affetto di tanta gente per MB. Ma forse usare in modo leggero i funerali di stato può alleggerire un po’ troppo il senso istituzionale di certi riti.
    Sulla propaganda, in effetti MB non fu l’unico in quella celebre campagna: mi pare di ricordare anche Vianello e la Mondaini. Sì. Lì qualcosa cominciò, e suggerì la legge sulla par condicio.

  8. ciao a tutti,

    aggiungo benzina sul fuoco. questo è l’intervento di carla benedetti apparsa sulla rivista online “il primo amore”:

    http://www.ilprimoamore.com/testo_1566.html

    mi sembra faccia parte di alcune prese di posizione necessarie visto il periodo storico che ci tocca vivere, dove la distanza tra pubblico e privato è sempre più impalpabile.

    è anche vero pero che queste prese di posizione non tengono conto dei molteplici effetti ed influenze dei media. Meyrowitz, oggi, non avrebbe avuto vita facile: e tocca mettersi di nuovo al lavoro, allora. vedere proprio cosa sta succedendo davvero senza fermarsi alle prime impressioni.

    a presto

    giuseppe

  9. sempre su mike buongiorno, l’intervento di michele serra apparso il giorno dopo la sua morte su repubblica:

    http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/persone/mike-bongiorno/mike-serra/mike-serra.html

    ecco, già qui il commento esce dai ristretti confini della comprensione un personaggio televisivo, per allargarsi alla comprensione del mezzo televisivo tout court, ed è la strada che bisognerebbe battere, credo.

    giuseppe


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