Pubblicato da: faustocolombo | 14, luglio, 2009

Contro (la filosofia di) Giavazzi

Leggo l’ennesimo articolo di Francesco Giavazzi sull’Università (http://www.corriere.it/editoriali/09_luglio_14/giavazzi_universita_ipocrisia_e18e6d2e-7035-11de-9fc1-00144f02aabc.shtml) e trasecolo. Un esempio di argomentazione capziosa, anche se fondata su dati reali. Vi lascio la lettura, ma in sintesi l’argomentazione è questa. Prima parte descrittiva: i tagli al governo impediranno alle università di pagare gli stipendi già dopo l’estate, e la riforma Gelmini giace in Parlamento. Seconda parte intepretativa: vi sono due linee all’opera nel governo: una che (a partire dal ministro) vuole spendere, ma a nuove condizioni, e l’altra che invece vuole affamare la bestia università per farla diventare più mansueta. Terza parte, propositiva: alzare le rette e mettere borse di studio, perché l’attuale sistema è iniquo, anche se sappiamo che qualche università potrebbe usare il nuovo sistema a vantaggio dei soliti noti.

Sulla prima parte: ma allora avevano ragione quelli che protestavano con l’onda (quorum ego), dicendo che i tagli avrebbero strozzato l’università e che non si sarebbero dovuti applicare in assenza di una riforma? E i simpatici sostenitori del riformismo per cui era inutile battersi, ma bisognava spingere sul governo perché varasse la riforma? Ma guarda…

Sulla seconda parte non dico nulla: non conosco le vicende interne di questo governo, come die precedenti e dei futuri. Faccio il mio mestiere e mi importa che mi facciano lavorare bene, non le beghe interne dei nostri governanti, di qualunque colore siano.

Terza parte: paralogismo, mi avrebbe detto il mio vecchio Gustavo Bontadini: sembra che la via si riduca a questo: lasciare le cose come stanno, e far morire l’università o alzare le rette. E si dimentica che il nostro Paese ha un numero di laureati indegno per un paese civile, che la qualità del rendimento finale degli studenti sta scendendo, che persino le iscrizioni tendono a calare. Dunque c’è una terza via: investire di più e meglio nell’università, tagliando qualche altro ramo secco (devo fare qualche nome tipo lo sperpero di denaro pubblico nella vicenda Alitalia?).

Giavazzi paventa il ritorno dell’onda. Lo dico a futura memoria: se ripartirà, ci sarò. Anzi, per il poco che posso fare, farò di tutto perché si riparta, contro una politica infame e contro i commentatori capziosi.

Buon vento.

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