Pubblicato da: faustocolombo | 7, luglio, 2009

Ancora sul Gossip

Come avevo promesso, ecco ancora qualche riflessione sulle ultime vicende, e sulle necessarie correzioni che esse apportano a quanto avevo scritto in un vecchio (ormai) intervento su V&P, pubblicato anche su questo blog.

Prima di tutto, penso che risultino totalmente confermate le tendenze di fondo: da un lato personalizzazione della politica, con crescente esibizione della vita personale dell’uomo politico in quanto tale; dall’altro la progressiva gossipizzazione della stampa e dei media seri. E fin qui ci siamo.

Ma ci sono delle anomalie. Riguardano il nostro tempo? Riguardano il nostro Paese? Sono durature? Non so rispondere. Ma so riconoscere queste anomalie.

Prima anomalia: i temi del gossip (vita sentimentale, matrimoni, divorzi, fidanzamenti, scandaletti sentimentali) sono tradizionalmente stati considerati l’eccezione di cui si parla. Un basso di fondo della vita delle stars e dei personaggi pubblici (prima non politici, poi anche politici) che fa parte delle tendenze umane ma che solo la casta dei grandi visibili può attuare. Come se esistesse un grande acquario entro il quale ciò poteva avvenire. Naturalmente, questo non aveva a che vedere con la gente comune. Dunque, il gossip giustificava con il finto moralismo (guarda cosa fanno questi qui, come sono eccezionali, ma anche come sono strani) una distanza ritenuta incolmabile. Le cose ora sono cambiate. Perché quel modello di vita è stato sdoganato nella società civile come accettabile e vicino. Quindi, non solo il politico si sporge per così dire verso il cittadino facendosi vedere nel suo privato, ma il cittadino sente quel privato come anche proprio… La distanza si cancella, ma si cancella al ribasso, in una crescente tolleranza ammiccante fra responsabili o aspiranti viziosi. Rimangono i vizi privati, ma spariscono le pubbliche virtù.

Seconda anomalia. Non c’è solo confusione di ruoli fra stampa seria e stampa di gossip. S sovrappone e si ripropone un gioco più antico, quello in cui si esercita una censura dall’alto sull’informazione. Chi si informa guardando e ascoltando i TG oggi sa poco o niente di un grande scandalo gossiparo. Chi legge i giornali di gossip come Chi ne vede uno squarcio molto parziale. E tutto mentre la stampa italiana che ha lanciato lo scandalo si appoggia alla risonanza di esso sulla stampa internazionale, che può mostrare sul suo sito o sulle sue pagine. E internet è tempestata di un flusso continuo di informazioni e smentite, e un sito come Dagospia diventa una volta di più un possibile prezioso punto di osservazione su quanto avviene.

Terza anomalia. In questo imbuto-vortice in cui il nostro Paese si è infilato, tutto si distorce e si complica, anche notizie tragiche (Viareggio) o di importanti svolte internazionali (l’accordo sul disarmo, il G8, l’Iran…)… Tutto sembra entrare in una luce gelatinosa in cui non si coglie più l’importante.

Sento che non ci aspettano giorni facili, naviganti. Ciascuno al suo posto, che dobbiamo darci da fare.

Ma buon vento, sempre, anche a Giuliana (lei sa perché).

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Responses

  1. È la seconda l’anomalia più macroscopica che ha messo in evidenza questa vicenda. Il gossip ha messo a nudo (metafora calzante, in questo caso) la situazione della nostra informazione. Perché ha rivelato che anche una vicenda pruriginosa – e quindi assolutamente appetibile per i nostri media, sempre alla ricerca di questo genere di cose, vedi le paginate su Lapo Elkann all’epoca del “fattaccio” – può scomparire dalla scaletta dei Tg. E qua non regge la scusa tipica del “non interessa alla gente, la ggente si è stufata” (utilizzata, per esempio, per far sparire le notizie sui processi e le vicende giudiziarie del presidente del Consiglio). Il gossip, si sa, fa ascolti. Eppure… L’80% degli italiani che si forma un’opinione attraverso la tv di questa storia sa pochissimo e, soprattutto, ne ha capito pochissimo. A parte uno sparuto gruppo di fedelissimi del Tg3, i telespettatori hanno visto una vicenda (che ha attratto l’attenzione dei grandi media del mondo) affogata nei quotidiani pastoni fatti di di dichiarazioni dei soliti noti, di repliche e controrepliche. Una delle tante polemiche buone per i botta e risposta tra Capezzone e Soru. A ogni rivelazione dei giornali arrivava puntuale la replica del premier e dei suoi fedelissimi. E cosa accadeva nei tg? Si partiva proprio dalla replica: «Solo spazzatura contro di me», era l’attacco tipico del conduttore in studio. Ma di cosa stiamo parlando, si sarebbe potuto domandare lo sprovveduto ascoltatore (ammesso che ancora ci si faccia delle domande, davanti alla tv)? Non è dato sapersi. La notizia non c’è, la replica sì. Augusto Minzolini, dallo scranno di neo-direttore del Tg1, ha avuto la bontà di spiegarci il perché di questa misteriosa nuova formula giornalistica: non ci sono notizie, solo gossip, quindi non se ne parla. E questo detto da uno che ha costruito una carriera sul retroscena, sulle dichiarazioni carpite, sui si dice e si vocifera. Minzolini è uno che insieme a pochi altri, può vantarsi di aver visto coniato sul suo cognome un neologismo, “minzolinismo”, appunto:  ”Forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte”. Intercettazioni, interviste, inchieste giudiziarie suffragate da prove fotografiche non sono notizie, secondo il nuovo Minzolini. Le indiscrezioni lo erano, ma solo quando scriveva lui.
    Il gossip in questa storia funziona un po’ come una lente, ingrandisce il bubbone. Quello dell’informazione in Italia. Che è la vera grande anomalia (e lo dice uno che ha la sfortuna di essere un operatore dell’informazione). Lo dimostra il fatto che proprio oggi il ministro degli Esteri alla vigilia del G8 si sente in diritto di attaccare con inaudita durezza un grande organo di informazione, il Guardian, reo di aver messo in luce tutti i punti deboli di questo G8 a presidenza italiana. Mentre da noi, nei tg dei giorni scorsi, era tutto un entusiastico “fervono i preparativi”: «Spero che il Guardian esca dai grandi giornali del mondo», ha detto Frattini. Questa è una notizia o è solo gossip?

    Buon vento, ne abbiamo bisogno….

  2. […] siamo soli, siamo visibilmente in una gran bella compagnia. Segreta, ma visibile.” L’uomo chiude gli […]

  3. mi piace. come dire. mi piace proprio questo sottile punto di vista. passo spesso di qua. a presto.

  4. Segnalo anche che continua, da parte di esponenti di questo governo, l’attacco alla liberta’ della rete. Ne abbiamo parlato spesso qui sulla nave. Nel decreto Alfano e’ contenuta una norma -mutuata dalla carta stampata: l’ obbligo di rettifica- che verrebbe applicata pedissequamente alla blogosfera con effetti non proprio auspicabili! Continuo a non capire bene se prevalga in queste prese di posizione la volonta’ censoria (che ci avvicinerebbe, su questo tema, alla Cina e all’ Iran) o l’ ignoranza del mondo della rete. E’ sicuramente un tremendo mix di entrambe. E anche questa e’ un’anomalia tutta nostra.
    Un approfondimento qui

    http://dirittoallarete.ning.com/

    Buon vento a tutti i naviganti!

  5. @silvano: grazie di esserti imbarcato. Per gli altri naviganti: un vecchio compagno di viaggio (e, come dice De Gregori: due vecchi compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai… Appunto).

  6. “Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai…”

  7. Il gossip e l’informazione. Segnalo:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-nemico-della-stampa/2104060&ref=hpsp


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