Pubblicato da: faustocolombo | 21, maggio, 2009

Tempi duri

Diario di bordo, data astrale…

Fra una postata e l’altra dei lavori degli studenti, mi manca quasi il tempo di respirare. Stasera presento alla Triennale di Milano la premiazione di Blog&Nuvole, un originale concorso per giovani autori di fumetto (http://blognuvole.splinder.com/). Domani sarò al San Raffaele per un incontro di studio con altri studiosi di storia dei media italiani. Sabato conferenza ad Alba. Mercoledì presento Boom a Como, e giovedì un libro di Paissan alla Fnac a Milano. Mi chiedo chi mi abbia fatto prendere questa serie di impegni che evidentemente mi stressano. Mi rispondo che è la mia inquitudine, un misto di voglia di dire e di curiosità di incontrare, ma anche e soprattutto è una specie di ansia per quello che mi succede intorno.

Leggo con sconcerto le notizie e – come faccio sempre – i forum che le accompagnano sui giornali on line. Continuo a trovarci un imbarbarimento in cui svanisce ogni sentimento di garanzia della forma di democrazia, che spesso costituisce anche la sua sostanza.

Come al solito, tutto si riduce nel dare torto o ragione a una persona, al GS (Grande Situazionista) che dall’altro del suo potere continua a evocare complotti contro se stesso. E invece, continuo a dirlo, la questione è un’altra. Penso che una persona dovrebbe poter scegliere di votare per un partito o per l’altro senza chiudervi a chiave il proprio consenso su tutto. Ha un senso che un Presidente del Consiglio evochi la possibilità di attaccare i giudici in Parlamento? No, sotto il profilo dell’esistenza di una democrazia e della divisione dei poteri. Questo non vuol dire che il singolo magistrato ha sempre ragione, ma che l’autonomia della magistratura e il rispetto di essa come potere dello Stato sono garanzie democratiche. Punto e basta. Si può sperare che anche quelli che votano Berlusconi possano dire a se stessi che ogni tanto sbaglia anche lui? E che quelli che non lo votano possano accettare che ogni tanto abbia ragione? E che ciascuno pensi con la propria testa, senza concepire la politica come il tifo calcistico?

E’ tutto semplice, a volte. Quello che mi terrorizza è che stia diventando così complicato far capire delle cose semplici. Quel che mi terrorizza è che non riusciamo a diventare un paese normale.

Buon vento, comunque.

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Responses

  1. Ormai e’ chiaro: questo Presidente del Consiglio sta portando il paese fuori dal novero delle democrazie occidentali come le abbiamo conosciute fin qui. Occorre prenderne atto. Dove ci stia portando questa deriva non e’ facile prevedere. Ormai Lui e’ leggittimato dal popolo e i sondaggi gli danno un enorme consenso ERGO (ed in questa consequenzialita’ c’e tutto il degrado della situazione politica in Italia) e’ al di sopra della legge e delle regole della costituzione materiale. Un’ idea di sovranita’ d’altri tempi che speravamo di aver superato. Mai illudersi troppo!
    Il parlamento e’ pletorico, la magistratura e’ per definizione faziosa, i media che non sono supinamente adoranti fanno parte di un complotto ai suoi danni (ad una banale domanda di una giornalista durante una conferenza stampa e’ stato risposto con incredibile arroganza “o se ne va lei o me ne vado io”), un orribile comizio politico di fronte all’ assemblea degli industriali italiani viene applaudito, la Presidente di Confindustria ovviamente e’ una velina (e’ l’ unico complimento che riesce a concepire nei confronti di una donna. Si capisce in che senso la moglie lo giudica malato e bisognoso di aiuto).
    Nel frattempo si levano voci intolleranti ed esplicitamente razziste dal ventre della societa’ sulla quale (su una parte della quale) infuria una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni. Il Presidente non solo prende le distanze da queste voci ma le avalla esplicitamente affermando che Lui la societa’ multietnica non la gradisce, bonta’ Sua. Dovremo vedere anche lo spettacolo tragicomico delle ronde padane in camicia verde, zelanti presidi che chiedono ad un ragazzino il permesso di soggiorno minacciando di non ammetterlo all’esame di maturita’in quanto maggiorenne, figlio di immigrati clandestini e dunque clandestino.
    Bell’ esempio di comprensione dell’ universalita’della cultura!
    Le argomentazioni politiche non fanno piu’ breccia nel grosso dell’ opinione pubblica, come dice Lei Professore siamo alle opposte tifoserie. Si preferisce la semplificazione, la gara a chi la spara piu’ grossa. E si potrebbe continuare.

    Leggevo per caso in questi giorni in un’ opera di un filosofo un po’ in disuso, ma grandissimo -Fichte- una frase che mi ha colpito e mi ha richiamato all’ attualita’. Diceva piu’ o meno: chi desidera avere solo servi attorno a se’ e’ servo lui stesso….

    Malgrado tutto, buon vento!


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