Pubblicato da: faustocolombo | 16, maggio, 2009

Dedicato a Paoloter (e ad altri che non so)

Torno da Copenhagen con il cervello che corre a mille, come mi succede di solito in questi casi. Senti cose interessanti, parli con colleghi di altri paesi e scambi opinioni e saperi. Una bella sferzata. A una delle cene ufficiali, a Tivoli, con altri amici prof italiani abbiamo raccontato a una collega australiana come funzionano le cose qui da noi, le aule piene, le centinaia di esami, eccetera. Ha strabuzzato gli occhi spiegandoci che lei, associate professor (non sto a spiegare, ma non è il livello più alto della scala accademica), insegna pochissimo, e viene pagata per fare ricerca. La cosa mi è nota, ma ogni volta mi dà le fitte allo stomaco perché mi ricorda l’assurda differenza con il nostro Paese. Mi piacerebbe molto poter fare ricerca e basta.

Anzi, mi piacerebbe? Si. Da un lato. Dall’altra ammetto che insegnare mi piace molto. Mi piace la situazione dell’aula, mi piace il rapporto con gli studenti. Sapete perché?

Perché, quando torno a casa, stavolta trovo un commento  a un mio post di uno di quegli studenti invisibili (nascosti dietro i banchi, dietro gli occhiali, dietro il compagno davanti, dietro la propria timidezza) che mi ringrazia. Mi ringrazia delle mie lezioni. Con parole bellissime che mi commuovono.

Non so chi sia, effettivamente, perché è stato bravo a nascondersi, e forse è bene che sia così, e che continui così a anche quando deciderà di tornare ai nostri chiostri. Ma devo a lui e ad altri studenti invisibili (oltre che a quelli che saprei riconoscere) le ragioni per cui insegno, e per cui, in fondo, vivo.

Così approfitto di questo unpotroppocommosso post per ringraziare paoloter di esserci stato, e di avermi onorato con la sua attenzione. Vedrò di meritarmelo. Un abbraccio, comunque, e un buon vento speciale.

Annunci

Responses

  1. Semplicemente formidabile sentir parlare con questo sensazionale ” trasporto” emotivo un docente! Parole affettuose, una vicinanza singolare ai propri studenti , l’attaccamento alla propria professione….E tutto questo, nonostante “tutto”: le difficoltà che si incontrano giornalmente, la fatica, gli scarsi riconoscimenti (per Brunetta siamo tutti fannulloni…). La professionalità è una cosa seria, come pure il credere fermamente in ciò che si fa… Il lavoro del docente ha in sè delle grosse responsabilità e “lasciare il segno” come fa Lei non è da tutti; mia figlia universitaria me lo ricorda spesso… Nel mio piccolo (insegnante di sostegno nella scuola primaria) condivido con Lei la gioia, l’amore e l’attaccameno alla professione, e tutto ciò nonostante “tutto”….. Il “MATERIALE UMANO” con il quale ci rapportiamo giornalmente è un bene troppo prezioso, il nostro domani, e bisogna dare il massimo! Un saluto riconoscente


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: