Pubblicato da: faustocolombo | 5, maggio, 2009

La congiura del rumore

Ho lungamente pensato se scrivere un commento alle recenti vicende della prossima richiesta di divorzio da parte della signora Lario nei confronti del premier Silvio Berlusconi. Il chiasso è tanto, e i colpi bassi di tale (s)qualità (penso alle foto di Libero, perfetto esempio del volgare e gratuito attacco ad personam, ma forse si potrebbe trovare qualcosa di violento anche nei confronti del premier) che davvero non si sente l’esigenza di altre chiacchiere.

Il fatto vero, però, è che l’evento e il suo trattamento mediatico richiama strettamente quella definizione di sfera pubblica spettacolarizzata che da tanto tempo vado proponendo ai miei studenti di media e politica. Se ho ragione, quello che vediamo è di nuovo soltanto la drammatizzazione estrema della spettacolarizzazione della politica cominciata con il riflusso (non è un caso, come ho segnalato già in un post precedente, che allora il Corriere sdogano il privato ointeso come fatto di corna…) e volta a spostare l’interesse del cittadino in teoria verso la dimensione privata, in pratica verso il semplice gossip boccaccesco. La politica ne rimase fuori, allora, e tentò il colpo di una personalizzazione e di un avvicinamento fisico e linguistico alla gente comune. Ma l’esito è questo: il combinato disposto della spettacolarizzazione del privato e della personalizzazione della politica è la gossipizzazione della politica stessa, non più protetta dalle barriere della riservatezza.

Leggo su questo tema un interessante articolo di Avvenire (http://www.avvenire.it/Commenti/IL+CASO_200905050702114370000.htm, a firma di Rossana Sisti. E’ un esempio del sano tentativo di giudicare con prudenza e fermezza, e di difendere la serietà delle istituzioni e della politica. Peccato che consideri sorprendenti, e non perfettamente congruenti gli ultimi passaggi della vicenda: rumors crescenti sul machismo del premier, veline e quant’altro, e in generale un certo clima di ossequienza verso la rozzezza maschile del riferimento alla bellezza muliebre come valore in sé. Ma questa estetica del potere maschile (di cui mi vergogno anche solo come appartenente alla categoria dei maschi) è un aspetto – se si vuole estremo – di una trasformazione del linguaggio della politica nel triviale linguaggio del presunto cittadino comune, raffigurato spesso come una caricatura dei protagonisti dimenticati della Bustarella su Antenna Tre.

Se ci si ostina a pensare che nel potere di oggi tutto vada bene salvo qualche esagerazione, non si coglie che fatti meno rumorosi sono forse più gravi: le ronde, la possibilità di denuncia dei clandestini da parte dei medici, e altre proposte che fanno blocco attorno a questa rappresentazione del cittadino che non è più qualcuno da educare, ma nemmeno qualcuno da informare: soltanto qualcuno di cui seguire gli istinti animali, magari rappresentati persino peggiori di come sono in realtà. Nell’oscillazione fra Rousseau e Hobbes, stavolta il pendolo sembra essere andato persino al di là dell’homo homini lupus, e aver raggiunto la vetta al contrario della bestia ripiegata su se stessa, un po’ ingrugnita nella propria sporcizia.

Comunque sia – per una volta detto come cittadino anziché come prof e indegno timoniere di questa nave – se è così, fatemi scendere, please.

Buon vento.

Annunci

Responses

  1. Caro Professore,
    ho letto con attenzione l’articolo di Avvenire e sto seguendo (come quasi tutti immagino) con un misto di tristezza e sgomento quello che succede nel dibattito pubblico italiano.
    E’ sensatissima e perspicua la sua analisi storica sulle radici profonde di questa situazione. Mi sembra molto sensato quello che dice l’articolo di Avvenire. E tuttavia non posso non pensare a certe prese di posizione di molti vescovi (non di tutti- in particolare dei vertici della CEI) sulla politica italiana in questi ultimi anni. Le condanne, spesso dure, inflitte al governo Prodi sui Pacs, ad esempio, o sulla bioetica. Tutte prese di posizione legittime e importanti, non voglio nemmeno entrare nelle argomentazioni specifiche, spesso condivisibili. E dall’ altra parte qualcosa piu’ che un “flirt” con l’allora opposizione e oggi col governo. Per chi come me e’ credente e cerca di partecipare, anche solo un poco, alla vita della Chiesa “dal basso”, nella propria comunita’, questa situazione e’ sempre sembrata incomprensibile. Possibile non accorgersi dell’ impatto devastante che quell’ “intreccio mortifero tra politica e spettacolo” stava producendo sul tessuto sociale di questo paese? E che le scelte individuali sempre piu’distanti dagli auspici della Chiesa vengono in larga misura da quella mentalita’, dal quell’ “ideologia”?
    Per poi oggi scoprire che “la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti”….un po’ tardi mi pare!

  2. @albert: disagi come il tuo mi vengono segnalati da più parti, e dalle persone più diverse. Da qui trasmetto il segnale, sperando che chi davvero vuole capire capisca…
    Citando una battuta del Groucho di Dulan Dog: chi ha orecchie per intendere in tenda… gli altri in roulotte

  3. Cercherò anch’io di dire (o meglio di scrivere) la mia, come studentessa di media e politica, ma soprattutto come cittadina.

    Devo constatare che mi riesce difficile non appassionarmi ancora una volta a una vicenda mediatica di tale rilievo. Perchè di questo per me si tratta… altro che “privato”!!! E mi appassiono proprio perchè è un classico esempio degli intrecci tra pubblico e privato, tra media e politica che mastichiamo, ahimè, quotidianamente. Quando il caso è “scoppiato” stavo preparando una relazione con un mio collega (forse è più politically correct di “compagno”?!?!?!?!?!) su gossip, media e politica, analizzando la love story Frattini/Scuto (meglio, ma tristemente, nota “Frattini/Chantal”!!!). Mi sono detta: cambiamo tutto… parliamo di Berlusconi/Lario. Poi ho riflettuto: ma cosa dovremmo cambiare della nostra relazione se sotto sotto ci stanno sempre le stesse cose, sempre sottaciute dagli stessi media, che, però, trattano della mera superficie?

    Ieri sera ho visto Ballarò, puntata quasi interamente dedicata alla vicenda sentimentale in questione. Anche lì sempre i soliti rimpalli, i soliti complotti della stampa di sinistra, il solito: “Ha torto la Lario, ha torto Berlusconi”; mi rifiuto di vedere Porta a porta (penso: sarà sempre il solito copione!); stamattina sento “Radio 24” con interventi dei radio ascoltatori: una signora (mia compaesana!) attacca con un discorso talmente maschilista che non credo di aver mai sentito: dietro una grande donna c’è un grande uomo, la Lario avrebbe dovuto stare defilata e assecondare il marito, che è un uomo pubblico, di rilievo! Spengo: sono sbalordita.

    Mi chiedo soltanto: ma i problemi del nostro Paese sono questi? Lei, prof., ne ha citati alcuni. Io mi permetto di aggiungere: quanti piccoli comuni in Italia oggi lottano quotidianamente per assicurare una cittadinanza e un welfare degni di questo nome, ma imbattono ogni giorno con i mancati trasferimenti? Quanti piccoli comuni oggi non possono assicurare un posto alla Scuola primaria statale perchè i Provveditori non sono nelle condizioni di assegnare all’Istituto un insegnante in più (e dico 1!)? Ma cosa vuol dire oggi essere cittadini di un Paese europeo? Interessarsi alle vicende amorose del premier o fare in modo, giocandosi in prima persona, che il premier si preoccupi di assicurare un “pubblico” servizio ai cittadini (che dovrebbe rappresentare) perchè godano appieno dei diritti loro riconosciuti?

    Quanto è diversa la politica del day by day fatta sul territorio dalla politica del mainstream…

  4. Scendo anch’io…

  5. Che tristezza… Addirittura un giornale locale on line della provincia in cui vivo ha promosso un sondaggio su Berlusconi-Lario: stai con Silvio o Veronica? Un profondo senso di nausea mi ha colto all’improvviso…ma come è possibile????
    Stiamo davvero precipitando in caduta libera…ma a quali livelli arriveremo? (sempre che ci sia ancora spazio per peggiorare…)
    Il dramma è che la maggior parte degli italiani pare non accorgersi di tutto ciò…
    Comunque sia, meglio non scendere dalla nave, ma tenere ben fermo il timone anche se ciò costa fatica e ci fa sentire in solitudine, e “segnare” la rotta… Grazie!

  6. scendiamo tutti, per prendere un po’ d’aria, e risalire con un po’ più di energia

  7. Ieri mattina viaggiavo su un’affollatissima metropolitana milanese. Mi sono immaginato un paio di vagoni semi-vuoti, con qualche signora bene fieramente seduta sotto il cartello “riservato ai milanesi”. Ecco, avrei un suggerimento per l’acuto Salvini: onde evitare alle autorita’ l’onere di riconoscere in metropolitana la provenienza etnico-geografica di ciascuno dei viaggiatori, cosa antipatica ed inefficiente, si potrebbero obbligare tutti i non-milanesi ad indossare un contrassegno sul petto. Esempio: per i senegalesi un bel cerchio rosso, per i peruviani un triangolo verde, per i bergamaschi un quadrato blu…per gli ebrei invece, per restare alla tradizione, una bella stella di david…
    Siamo proprio al capolinea, scendiamo in fretta!

  8. su una metropolitana così, milanese o no, proprio meglio non salire affatto 😦

  9. Concordo pienamente con Roberta…

  10. E bravi naviganti! Quanta energia,e quanta consapevolezza. Siamo vivi! E per quanto tempo ci voglia a convincere con la nostra testimonianza vale la pena di continuare. Non trovate?

  11. La cosa fondamentale è continuare a “crederci”…esserne intimamente convinti…poi speriamo che qualche vento favorevole ci sospinga anche un poco…
    Mai abbandonare la nave!Ce la potrebbero soffiare via da sotto il naso e dire che “é affondata da sola”….

  12. segnalo l’editoriale che Alessandro Portelli ha scritto ieri sul Manifesto, dove i posti riservati in metrò sono un sintomo di una farsa che annuncia la tragedia di un degrado culturale su cui c’è veramente poco da ridere.
    http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090509/pagina/01/pezzo/249456/

    ciò mi ricorda le parole dello scrittore Sidran su quel che resta della sua città, Sarayevo, e del suo paese dopo la guerra: “la società civile, non lo stato, è stata distrutta – un fatto tragico, non correggibile, incurabile, un processo storico irreversibile”.

    Credo che stia accadendo ora, a noi, senza che ci sia bisogno dei cecchini e delle granate.
    Per questo, anche se assistiamo continuamente a boutade di buffoni, c’è veramente poco da ridere.

  13. […] qualcuno c’è: lo leggo nei blog, su alcuni giornali, in alcune forze politiche che se smettessero di litigare forse potrebbero […]

  14. Segnalo questo articolo di Dionigi Tettamanzi -secondo me una delle menti piu’ lucide sulla scena- sull’ immigrazione: quasi un controcanto alla volgare propaganda che si sta facendo sulla pelle di queste persone e sul tessuto di questa societa’.
    Gli apprendisti stregoni che stanno orchestrando questa campagna non si rendono conto (o peggio, se ne rendono conto ma preferiscono il lucro politico immediato) della deriva pericolosa e incontrollabile verso cui ci stanno portando!
    Mala tempora currunt…

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/tettamanzi/tettamanzi.html

  15. Sì albert: quali che siano le ragioni di questa politica che trasforma di fatto i migranti in persone inferiori, prive di elementari diritti, essa (la politica) è perdente. Per tutti: per i migranti, ma anche per noi, che perdiamo di vista l’uomo universale che sta dentro la persona che incontriamo. Così questa persona diventa diversa, sconosciuta, perché ci rifiutiamo di conoscerla. Un nemico o quantomeno un alieno. Noi produciamo così la distanza che ci fa paura. E ne usciamo sconfitti, comunque, chiusi dentro la nostra Bisanzio, che comunque sarà espugnata, prima o poi. Ma continuo a pensare che non tutto sia perduto, mai. C’è ancora spazio per la politica, se ricuperiamo l’idea che valga la pena di proteggere la democrazia.

  16. Segnalo l’ articolo seguente
    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/lettera-farinella/lettera-farinella.html

    e lo linko in questo post perche’ qui ne avevamo gia’ discusso.
    I toni sono aspri e in alcuni punti eccessivi (a mio modesto avviso) ma nella sostanza credo che colgano un sentire sempre piu’ diffuso -e pienamente giustificato!- di molti credenti di fronte alle ultime vicende politiche italiane. Davvero lo sconcerto e’ sempre piu’ grande…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: