Pubblicato da: faustocolombo | 26, marzo, 2009

Siamo colti, noi che studiamo la comunicazione?

Chi non insegna non lo può sapere, ma a lezione, a volte, si accendono delle lampadine. Uno sta spiegando e gli viene una domanda da porsi. Siccome la cosa lo imbarazza e lo distrae, si ferma e pone la domanda agli astanti, che di solito soi aspettano risposte, o affermazioni apodittiche, ma non domande… Così si sta un po’  in stallo, e poi si comincia faticosamente a discutere.

Mi è successo ieri, con gli studenti di teoria e tecnica dei media, mentre spiegavo come è cambiata la musica negli ultimi vent’anni, a partire da un clip dei Buggles, del 1979, usato da MTV all’inizio della sua parabola. Il video (e la canzone) era Video killed the radio star: . Stavamo parlando ci come è cambiata la musica, eccetera, quando è cominciato un discorso sul fatto che oggi i giovani hanno a disposizione tutta la musica del mondo, di tutti i tempi, e dunque sono potenzialmente più colti di qualunque generazione precedente.

E tuttavia, dicevamo, e chiedevo loro: sono davvero più colti? La risposta è: non necessariamente, perché la cultura è fatta anche di nessi e legami fra i contenuti.

Così ho rivangato una canzone che avevo citato qualche lezione prima: Knocking on heavens door. La conoscono principalmente nella versione dei Guns anf Roses, ma è di Dylan, e fu scritta per la colonna sonora di Pat Garrett e Billy Kid, un fantastico film di Sam Peckimpah. Ne avevo parlato a proposito del debito del western nei confronti di Sergio Leone, e viceversa. Insomma, tutta una serie di connessioni fantastiche da perdercisi dentro, che trasformano una bella canzone in un oggetto culturale (o triviale, direbbe il mio amico Jeanneret).

Ecco, ci siamo detti: l’università serve a questo. A fare cultura con tutto. Anche con i video dei Buggles, o con una bella canzone di Bob Dylan.

E così, ne approfitto per postarvi la sequenza del film di Peckimpah, con la prima versione della canzone di Dylan. Non è la sequenza che avevo in mente, ma rende l’idea:

Buon vento

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Responses

  1. per chi e’ nato all’ inzio degli anni 70 credo che il video dei buggles sia stato veramente epocale! io ricordo che ero solo un bimbo ma mi aveva incantato il fatto che ad una canzone si accompagnasse qualcosa che non sapevo definire e che mi sembrava una specie di “mini-film”…insomma, il videoclip non era ancora una cosa scontata, nasceva solo allora e la massiccia fruizione cinestesica della musica solo agli albori!
    poi c’e’ stato una sorta di blackout della memoria durato per tutti gli anni ottanta e buona parte dei 90, in cui spesso con gli amici si diceva: ma vi ricordate il video dei buggles? e si doveva dare fondo alle risorse trasognate della memoria individuale. E poi l’arrivo della rete che da questo punto di vista -per chi non e’ un nativo del web- ha sconvolto i meccanismi della memoria. Ed essere qui oggi in rete e su questo blog a rivedere in presa diretta un video che da bimbo mi emozionava e da adolescente mi faceva sospirare di ricordi fa un’effetto davvero strano e mi fa tanto pensare….grazie per il post!


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