Pubblicato da: faustocolombo | 24, marzo, 2009

Too many things 2

Ci sono giorni interi in cui mi sembra di avere troppe cose da dire per riuscire a dirle, e finisce che sto in silenzio, e magari i naviganti pensano che mi sia dimenticato di timonare.

Ma prendete il caso di questi giorni. Mi sono arrivati in un modo o nell’altro un sacco di libri, e io vorrei leggerli tutti insieme. Ma siccome non ci riesco, sto lì a girare dall’uno all’altro, e finisce che non ne parlo.

Stasera ho deciso di cominciare a raccontarli facendone un elenco, che è meglio di niente. Allora, in primo luogo ho avuto l’onore di conoscere Gioachino Lanotte, che si occupa del rapporto fra storia e canzoni, o – se preferite – viceversa. Mi ha regalato (grazie!!) alcuni suoi lavori, fra cui un libro più CD su Luigi Tenco, un saggio su Buscaglione, un bel libro sulla resistenza raccontata dalle canzoni (si intitola Cantalo forte, ed è edito da Stampa Alternativa). Di Gioachino riparlerò, perché il suo lavoro a fianco del mio collega quasi omonimo Paolo Colombo lo merita. Ma intanto vi segnalo quanta storia si può fare con le canzoni.

Poi mi è arrivato un libro di Daniele Barbieri, edito da Carocci. Si intitola Breve storia della letteratura a fumetti, ed è un bel lavoro di uno dei principali studiosi di comics in Italia. La definizione di letteratura a fumetti è interessante, e anche qui occorrerà tornarci.

Infine, last but not least, ecco il volume del mio maestro, Gianfranco Bettetini, il cui titolo, Il timpano dell’occhio, svela già tutto: è un saggio (edito da Bompiani) sulla sinestesia, e consiste essenzialmente nell’analisi di una piccola serie di film, fra cui La fine del mondo, un film saggio dello stesso Bettetini, vincitore se non sbaglio di un prix Italia di tanti anni fa.

La mia memoria nello sfogliarlo è andata a una sera degli ultimi anni Ottanta, quando con Bettetini e un bel pezzo della sua numerosa famiglia sprofondammo nella nebbia della pianura Padana per presentare i suoi lavori cinematografici. Fu bellissimo e strano, francamente indimenticabile.

E’ curioso, sapete: quando si invecchia la memoria diventa puntuale, e la storia del passato si colora di flash. Quanti bei libri. Prima o poi ve ne parlo.

Buon vento, intanto.

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Responses

  1. ”La canzone se interrogata adeguatamente, schiude molte possibilità interpretative, divenendo una straordinaria risorsa conoscitiva per lo storico contemporaneo. Un periodo storico, così come la mentalità di una società e l’insieme di cambiamenti continui che deve affrontare, si può raccontare e analizzare anche attraverso queste nuove fonti […] Confrontarsi con le parole dei brani può apportare un grande contributo alla ricerca storica”.
    Ho citato un pezzo tratto da ‘cantalo forte’ di Gioachino Lanotte e devo dire che il mio amore o meglio ancora la mia curiosità iniziale (che poi è diventata amore e passione) per il legame tra la musica e la storia è nata proprio grazie a lui e ad un seminario che ho fatto, credo, nel secondo anno di corso….mi sono letteralmente innamorata della magia che sta dietro un testo e che ti riporta a vivere e a capire quello che i freddi documenti storici a volte nascondono. La canzone ti fa percepire la gente, il mondo e tutte le sue mille ed infinite sfaccettature.
    Il Professore Lanotte mi ha seguito nel mio lavoro della triennale sul legame tra la musica dei cantautori portoghesi e la rivoluzione del 25 aprile in Portogallo…i suoi libri, in particolar modo quelli su Buscaglione e Tenco, mi hanno accompagnato nei miei studi ed è grazie a lui che ho scoperto i vari De Luna e Pivato e tutti gli studi che analizzavano la storia partendo anche da De Andrè, Guccini, Gaber, Battisti, i Gufi, Tenco e tanti altri, aprendomi un mondo…devo a lui e ad una bellissima lezione (sua e del Professore Paolo Colombo, sul rapporto tra il boom economico, gli anni ’50 e ’60 e le canzoni di quel periodo) l’idea della mia tesi finale…perciò non posso che consigliarvi i libri citati dal Professore, perchè leggendoli si capisce qualcosa di più su ciò che eravamo, su ciò che siamo e forse su ciò che saremo…
    Quella lezione, che ho ricordato prima, sugli anni ’50 era stata fatta in aula bausola…una delle tante aule sotto terra della Cattolica e si concludeva con il Professore Lanotte alla pianola che cantava così…”la radio trasmetterà questa canzone che ho pensato per te e forse attraverserà l’oceano lontano da noi….l’ascolteranno gli americani che proprio ieri sono andati via e con le loro camice a fiori che colorano le nostre vie e i nostri giorni di primavera che profumavano dei tuoi capelli e nei tuoi occhi così belli spalancati sul futuro e chiusi su di me…nel 950”….riascoltandola ora, mentro scrivo su questo blog, mi chiedo qual’è la canzone che adesso parla dei nostri occhi e delle nostre speranze verso tutto ciò che ci sta circondando….
    Buon vento a tutti…
    Elisabetta

    ps: la canzone è di Amedeo Minghi e si chiama ‘1950’.

  2. Ho avuto la possibilità di leggere il nuovo lavoro di Daniele Barbieri (del quale già conoscevo “I linguaggi del fumetto” e “La linea inquieta” per averli infilati nella bibliografia della mia tesi) e l’ho trovato molto interessante e sufficientemente completo. Di gran lunga superiore alla “Storia del fumetto” pubblicata, forse con ben altre intenzioni ma sicuramente con esiti disastrosi, da UTET qualche anno fa.
    Questo, non per fare semplici confronti, ma per consigliare il libro di Barbieri a chi, sapendone molto poco, vuole avvicinarsi a questa forma espressiva ancora così poco conosciuta (a più di cento anni dalla sua nascita!).
    Un saluto


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