Pubblicato da: faustocolombo | 20, marzo, 2009

La breve ballata di Fausto e Iaio

Sono stato di nuovo a Napoli, al Suor Orsola Benincasa, a fare lezione. Bellissimo, come sempre. Grazie, amici miei.

Poi sono tornato, e ho trovato una lunga mail di Elisabetta Ranieri. Le ho chiesto di postarla sul blog. Spero che vi regali, naviganti, le stesse emozioni che ha dato a me.

Eccola qui:

18 marzo 1978 Via Mancinelli. Milano. Zona Leoncavallo. E’ un sabato.
Due ragazzi di 18 anni, Fausto Tinelli e ‘Iaio’ Jannucci camminano per quella via buia e senza portoni, che ancora oggi, a distanza di 31 anni, continua ad essere illuminata da una luce fioca e cupa quando all’improvviso vengono uccisi da tre ignoti di cui non si saprà mai il nome…uccisi perché militanti di sinistra….uccisi da otto colpi di pistola a 18 anni….uccisi senza un perché ma solo e semplicemente perché facevano parte di chi, a caso, doveva pagare per il rapimento Moro…vittime di un gioco di forze troppo grandi per loro, troppo grandi per due ragazzi che avevano sicuramente ancora tanto da vivere.

18 Marzo 2009. E’ un mercoledì. 31 anni dopo in via Mancinelli (come ogni anno) c’è Danila, la mamma di Fausto, c’è Maria, la sorella di Iaio, e assieme a loro ci sono i loro amici e tanti giovani che pur non avendoli conosciuti vanno là….stanno in silenzio, leggono poesie sulla libertà e sulla giustizia, mettono fiori – tulipani rossi per la precisione – sotto la lapide in cui sta scritto: Iaio/Lorenzo Jannucci (sulla sinistra) – Fausto Tinelli (sulla destra). Qui assassinati dai fascisti il 18 marzo 1978.
Io non c’ero nel 1978 in via Mancinelli ma c’ero Mercoledì…31 anni dopo…il 18 marzo 2009.
Tornata a casa ho scritto di getto una email al Professore perché ho sentito l’esigenza di condividere con lui quello che avevo provato. Io Fausto e Iaio li ho conosciuti attraverso la mia tesi e attraverso Radio Popolare, posto in cui lavoro da circa sei mesi. Radio Popolare in quella data del ’78 fece una delle dirette storiche su quanto era avvenuto raccontando minuto per minuto i fatti e il corteo di gente che spontaneamente era sceso in via mancinelli per gridare la rabbia verso quell’episodio di violenza senza un perché. Danila, poche ore dopo la morte di suo figlio, intervenne al microfono aperto della radio per dire che voleva giustizia, che suo figlio non era un drogato…e che le uniche sue armi erano i suoi libri…già perché il sogno di Fausto era quello di insegnare….
Il professore rispondendo alla mia email mi ha chiesto se poteva pubblicare su questo blog quanto avevo scritto, decidendo io se cambiare forma o se lasciare tutto com’era. Sono stata tutta la sera a trovare un modo per riscrivere tutto…ma poi alla fine non l’ho trovato e la risposta è semplice. Le mie parole sono state scritte al momento, mosse da un impeto più grande di me e quindi è giusto che rimangano tali altrimenti, forse, perderebbero il loro ‘’essere comunicativi’’ il loro ‘’voler dire qualcosa’’….
L’unica cosa che ho scritto è questo incipit (e ammetto anche di aver corretto gli errori di battitura ;-). Leggo il blog del professore quotidianamente e quotidianamente leggo voi, le vostre storie, le vostre presentazioni in ppt, i vostri commenti e forse voi leggete le poche righe che ogni tanto lascio anche io….immagino in voi degli sguardi curiosi e pieni di voglia di voler capire il perché e so già che dopo aver letto la storia di Fausto e Iaio qualcuno andrà su youtube (dove per altro ci sono i video delle inchieste fatte sul caso molto interessanti) o su google per conoscere, come ho fatto io, la breve ‘ballata di Fausto e Iaio’.
Buon vento a tutti.
Elisabetta.

Caro Professore, sono appena tornata da una serata intensa ed emozionante e mi piace condividere con lei i pensieri che ho in testa e l’adrenalina che non mi fa dormire.
Stasera in via Mancinelli si sono ricordati Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci…per gli amici Fausto e Iaio, i ragazzi uccisi 31 anni fa a pochi passi dall’ex Leoncavallo.
Ho conosciuto Fausto e Iaio durante il mio lavoro per la tesi…sentendo i file delle dirette che radio popolare aveva fatto per l’occasione ma stasera è stato come toccare con mano qualcosa e qualcuno di cui avevo solamente percepito l’essenza.
Via Mancinelli è piena di scritte, disegni e frasi che li ricordano e stasera molte persone sono salite
su un piccolo camioncino – adibito a palco – per dire un loro pensiero.
C’erano Gad Lerner, Paolo Hutter ( storica voce di Radio popolare che finalmente ho conosciuto di persona dopo averne tanto sentito parlare), Benedetta Tobagi (figlia di Walter che ha letto un pezzo del padre scritto dopo la morte del primo magistrato milanese), Massimo Villa, Danila Tinelli (madre di Fausto che poi Danilo De Biasio – direttore attuale di radio popolare – mi ha personalmente presentato dicendole del lavoro che avevo fatto per la tesi e di come avessi ampiamente parlato della vicenda e delle dirette della radio per la loro morte), professori liceali dei due ragazzi e Danilio De Biasio. Ciascuno ha letto qualcosa che riportasse alla memoria collettiva la voce e il grido di rabbia e resistenza dei due ragazzi e delle vittime di episodi di questo genere. Si sono fatti molti nomi, da Peppino Impastato a Walter Tobagi, da Giuseppe Pinelli a Carlo Giuliani (in particolare una ragazza ha letto una bellissima intervista fatta alla mamma di Carlo dove lei diceva che dopo la morte del figlio è andata a cercare ad uno ad uno i volti delle vittime come Carlo e ha cercato e conosciuto le mamme di queste persone – da quella di Impastato a quella della stesso Fausto – per trovare assieme la forza di cercare e sperare nella giustizia). Ciascuno ha ricordato qualcosa e qualcuno con parole proprie o prese da testi come Danilo che, per l’occasione, ha scelto un pezzo dell’orda d’oro e ha ricordato così Primo Morone…il conchetta e tutta la triste vicenda che lo ha riportato ultimamente sulle prime pagine dei giornali…
Io ascoltavo e sorseggiando la mia birra pensavo a come c’è ancora oggi gente che si chiede il perché e che ha voglia di andare avanti e di scoprire l’origine delle storie e delle persone, l’essenza…sono state dette parole che hanno voluto non solo ricordare ma soprattutto rispettare…concetti questi che mi sembravano ormai svaniti nel nulla e mi sono in certo senso rasserenata …mi sono sentita viva in mezzo a gente viva…Lei una volta mi ha detto che se non si inseguono i sogni si rinuncia a vivere…una frase che continuo a ripetermi ogni santo giorno….bene, oggi voglio ‘regalarle’ io una frase che ho sentito stasera e che mi è rimasta impressa ‘non ti puoi arrendere se non sai a chi e perché’…
buona notte professore e buon vento….scusi il monologo ma mi sembrava bello fargli arrivare quello che è arrivato a me stasera…
Con affetto.
Elisabetta.

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Responses

  1. Grazie…ad entrambi.

  2. grazie elisabetta, un bel report di emozioni per chi come me nn è riuscito ad esserci. è bello leggere queste righe, perchè è bello scoprire che milano ha ancora un anima popolare. la “rivolta” pacifica per il conchetta ne è una dimostrazione. non so se ci riusciremo, di certo nn sarà a de corato che ci arrenderemo..;-)

  3. Caro Davide,
    prima di tutto grazie…secondo di tutto 😉 in questi mesi ho conosciuto, per fortuna, il cuore di Milano, il vero popolo della città. Ho fatto una serie di servizi sui barboni e su chi li assiste (e ti assicuro che ho scoperto una Milano grandiosa…accogliente e pronta ad aprire le porte a chi ha bisogno), sono stata a diverse manifestazioni fatte da gente che ha innanzitutto il cuore e ci mette passione nelle piccole così come nelle grandi cose. Questa città è viva, vive di gente sveglia che vuole dire la sua, vive di studenti che cercano e chiedono ancora un confronto e un dialogo (non solo con i cosiddetti baroni ma con il mondo intero)…
    vive di operai che ancora oggi si spaccano le ossa (anche se poi qualcuno – a caso ovviamente – ci invita a lavorare di più e spinge me a chiedermi se a questo punto la gente è felice di andare in cassa integrazione o se i figli del signore che ha detto questa cazzata -passatemi il termine per favore – hanno mai fatto gli stagisti lavorando gratis senza sosta nella speranza di un qualcosa per il futuro)…
    vive di centri sociali come il conchetta, come il torchiera, e come tanti altri che sono luoghi storici in cui non si è fatta solo politica ma anche arte e cultura, vive di gente che convive da sempre con il diverso senza averne paura, vive di giovani attori che ogni tanto di pomeriggio vanno in duomo a giocare ad un, due, tre stella….cercando di coinvolgere i passanti…ci giocavi ad ”un due tre stella”? e non ti piacerebbe passare un giorno per il duomo e fermarti anche solo due minuti a giocare…dimenticandoti per un momento il perchè o il per come della tua giornata?
    Vedi, De corato e tanti altri rispondono alla domanda del chi…ma non c’è ancora risposta al perchè….quindi sappiamo a chi potremmo arrenderci ma non sappiamo ancora un perchè che abbia un senso vero per ciò la nostra lotta continua…


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