Pubblicato da: faustocolombo | 13, marzo, 2009

Ciao, Vincenzo

Non so bene come dire quello che devo per forza dire oggi, e quindi farò un disastro, temo. Il fatto è che da poche ore se ne è andato un collega che ho sempre considerato anche un amico, uno che ho visto da studente, da dottorando, da professore, e che da stanotte non incontrerò più, se non nelle pagine che ha scritto. Si chiama Vincenzo Buccheri, e per sapere chi è si può guardare questo link dell’università di Pavia, dove insegnava: http://lettere.unipv.it/dipslamm/docenti.php?&id=283.

Quello che dall’esterno è difficile vedere, in una comunità accademica, è il legame sotterraneo, ma molto profondo che unisce chi ha studiato le stesse cose, fatto un pezzo di strada insieme, chiacchierato bevendo una birra e litigato a proposito di un libro o un film. Gli altri entrano dentro di te, e viceversa. Quando qualcuno se ne va si sente una perdita speciale, come se improvvisamente ti accorgessi che c’erano ancora tante, troppe cose di cui avresti voluto discutere con quella persona, e non potrai più farlo, e questa cosa, in un modo misterioso, ti impoverisce.

Così è per me e per molti miei colleghi adesso. Niente frasi retoriche. Chi volesse avere rapidamente un’idea del tono affabile e colto e delle vaste conoscenze di Vincenzo può leggersi questa vecchia intervista sul montaggio, che ho frettolosamente recuperato in rete, e in cui mi pare di sentire il suono della sua voce: http://www.ilmediario.it/cont/articolo.php?canale=Cinema&articolo=149&nav=1.

Basta così. Scusate l’intrusione, e la tristezza.

Buon vento, Vincenzo.

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Responses

  1. E’ stato mio professore e nonostante lo conoscessi così poco mi è dispiaciuto come fosse stato un mio grande amico. Non mi è mai successo con altre persone che conoscessi così poco, ma con lui si, forse perché vedevo la passione che aveva in quello che insegnava, forse perché il suo libro “Il film” è uno dei più belli che abbia letto in materia. Forse perché mi aveva colpito come persona, non lo so.
    So solo che mi sembra di conoscerlo da una vita.

  2. Ciao a tutti,
    “rispolvero” questo vecchio post-it poichè mercoledì sono stata allo Spazio Oberdan per seguire una tavola rotonda dedicata allo stile cinematografio, al mestiere di “critico” e che voleva anche rappresentare un “saluto” al Professor Buccheri. Durante l’incontro più di una volta ho dovuto trattenere le lacrime, bloccarle lì in bilico ai lati degli occhi, le ho paralizzate e contemporaneamente ho sorriso. Il dolore, il rammarico, la tristezza possono cedere il posto ai bei ricordi capaci di far battere il cuore. Vincenzo era il prof dei silenzi che intervallavano frasi di enorme spessore, ci guardava da sotto ai suoi occhialini e ci incantava con le sue poche parole…preferiva che fossero i film a parlarci e a stimolarci. Il primo giorno di lezione ci disse di ricomporre la trama di Pulp Fiction aggiungendo “tenete sempre in allenamento la vostra mente”. A volte mi sorprendevo a osservare il suo sguardo rapito da scene di pellicole che ci faceva guardare per poi analizzarle, pur avendole viste di frequente in quegli occhi era possibile sempre scorgere lo stupore della “sorpresa”. Vincenzo ha inculcato in me e in altri alunni l’amore per il cinema, l’amore per le immagini. Senza di lui non mi sarei innamorata di truffaut e di godard, il mio film preferito probabilmente non sarebbe Jules et Jim, non avrei mai scoperto la poesia (e non la poetica) del “neorelismo”…senza di lui non avrei compreso che bisogna sempre andare oltre l’apparenza, non fermarsi mai a ciò che vien mostrato in superficie sullo schermo ma scavare dentro, andare sempre + in profondità, continuare ad esplorare senza sosta ciò che compare davanti ai nostri sguardi…è stato un professore ma specialmente un Maestro, una di quelle persone che ti “illuminano” la strada e ti fanno scorgere con un po’ + di chiarezza il cammino che vorresti percorrere. L’altra sera all’ Oberdan ci hanno dato un foglietto con sopra stampata un’intervista rilasciata da lui all’interno di “Dentro la critica”, a cura di A. Autelitano e R. Menarini, Transmedia, Gorizia 2007. Consiglio a chiunque ami il cinema, a chiunque desideri occuparsi di cinema di leggere quest’intervista. Adesso vi lascio…
    Buon Vento
    Gisella

  3. […] Ciao, Vincenzo March 2009 2 comments 4 […]

  4. Non lo dimentico. Mai.
    Ottobre/dicembre 2008 Corso di Storia del cinema al Campuslucca.


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