Pubblicato da: faustocolombo | 15, febbraio, 2009

tubìornottubì…

Siccome durante il we leggo tante cose insieme (finisco volumi lasciati sospesi, ne comincio di nuovi, eccetera, e come se non bastasse devo anche mettere a punto le lezioni, perché la settimana prossima ricominciano i corsi), mi capita si verifichino nella mia testa dei corti circuiti. Mi pare fosse Musil che definiva l’intuizione “lo stizzoso stupore che ti prende quando ti accordi che le idee si sono messe insieme nella tua testa a tua insaputa”, o qualcosa del genere. Nel caso specifico non si tratta proprio di intuizioni (termine forse troppo nobile per i deliri del sottoscritto), ma di ricorrenze, assonanze e così via.

La faccio breve. Leggendo finalmente il bel numero di Link di cui ho già parlato, ci trovo un pezzo della mia collega e amica Francesca Pasquali, che si intitola “Essere Francesca Pasquali”. E’ un pezzo acuto e insieme molto divertente su cosa succede a cercare (in quella che lei definisce seduta di egosurfing) il proprio nome su google: succede che saltano fuori degli omonimi. Su Facebook, poi, non parliamone. Altri profili con il tuo nome, con l’esito che data la “gabbia” di facebook, i tuoi omonimi sembrano assomigliarti… E via così.

Ho pensato al mio amico Roberto Assente (il mio comandante e compagno di presentazione di Boom in quanto attore per diletto), che se si cerca su google trova milioni di voci ma mai se stesso, perché compaiono tutte i verbali di assemblee (dal condominio alle riunioni di consigli di amministrazione) in cui si trova per esempio “Persichetti Roberto, assente“. Qui dunque abbiamo il caso opposto: per Francesca più nomi propri, che dovrebbero designare l’individuo, si sovrappongono. Per Roberto il nome proprio viene disconosciuto in una catena senza fine di aggettivi comuni.

Scherzi dell’io.

Non so che c’entra, ma ho finito anche di leggere il bel libro di Marco Marzano, Cattolicesimo magico, Bompiani. E’ il frutto di un’indagine etnografica su due realtà del movimentismo cattolico, i fedeli di Medjugorje e i Carismatici. Qui la cosa più evidente in primo luogo è il significato che il sociologo mette nella parola “io”, raccontando la propria presenza al pellegrinaggio o in un ritiro spirituale. E’ un io che entra in un noi, ma anche se ne ritrae, usa tutti i mezzi che ha a disposizione per marcare il proprio essere osservatore. Essere lì e non essere lì, essere e non essere parte di quel noi che osserva. Essere Francesca Pasquali (ma quale?), non essere Roberto Assente (eppure esserlo, grazie a Dio), essere e non essere in un gruppo di cui pure si fa parte con il nome autentico di Marco Marzano.

Come se non bastasse, il libro di Marzano parla di realtà cattoliche in cui il problema dell’io e del noi è decisivo. Come scrive Marco: “nelle preghiere di guarigione dei carismatici… la storia, quella personale, l’unica che si rileva, si colloca al passato, nelle pieghe dell’esistenza che precede la rivelazione del”amore di Dio. E che per questo è da sanare trasformandola in pura premessa della salvezza, in anticipazione della catarsi verso il sacro, in morte anticipata dell’Io”. Morte anticipata dell’Io: una religione che fa perdere l’Io nella salvella divina. Non essere io, non contare come io. Un altro modo di parlare di questa entità, non solo sulla rete, ma nella nostra vita.

Essere, non essere. Come scrisse un mio studente del liceo tanti anni fa in un compito di inglese che una collega mi fece leggere con un misto di spasso e disperazione “il problema di Amleto è quello di tutti noi, come si capisce dalla sua domanda: tubì ornot tubì?”.

Chissà che fine ha fatto?

Buon vento

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Responses

  1. Interessante quello che scrivi riguardo al libro.
    A proposito di Medjugorje segnalo anche questo fondamentale sito critico:

    http://www.marcocorvaglia.blog.lastampa.it

  2. 🙂 tubìornottubi me assente

  3. condivido le citazioni a mio nome sul web con un’omonima organettista di Roma, da cui sono separata da un solo grado di separazione, uno studente romano di un master sulla sicurezza. commento un po’ così, ma era per partecipare 😉


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