Pubblicato da: faustocolombo | 11, febbraio, 2009

Il nuovo valore del prodotto televisivo

E’ uscito l’ultimo numero di Link, la bella rivista su presente e futuro della Tv pubblicata dal gruppo Mediaset (http://linkmagazine.blogspot.com/). Ospita, tra molte cose (più) interessanti, un mio pezzo sulla trasformazione del valore sociale del prodotto televisivo nell’era digitale. Sono stato autorizzato a pubblicarlo anche su questo blog.

Mi piacerebbe discuterne anche con i naviganti, se sono interessati:

la-ridefinizione-sociale-del-valore-della-tv

Buon vento


Responses

  1. la sua osservazione è molto interessante, anche perchè riordina un attimo le cose, e non fa mai male. la questione pare collegarsi alla faccenda della “coda lunga” e della dieta personalizzata di ogni fruitore di oggetti culturali e media in circolazione.
    banale esempio è ancora una volta dato dalla musica pop, prima del formato “album” che ha ritmato il nostro ascolto fino a un decennio fa, le canzoni divise in singoli con lato a e b ecc. i primi dischi delle pop band primi anni 60 erano raccolte di singoli, ma il formato disco, con l’anno di uscita, e la sequenza di canzoni è una cosa tipica, non solo della generazione-dei-pink-floyd ma anche quella dei nirvana o dei verve.
    ora lo sappiamo, file sharing, shuffle, e il valore della singola canzone ritorna alla grande.
    ma a parte queste cose note e arci note, si può fare la stessa distinzione anche con i fruitori, furitori contemporanei divisi in due categorie: quelli che contestualizzano il loro menù schizoide, (e ricercano le fonti e le radici del prodotto che vanno a scegliere) e quelli invece che si lanciano in un cieco fluire di opere d’arte, film, libri, blog e brani senza seguire una “rotta”?
    e gli autori, hanno anche loro imparato a conoscere il loro pubblico..e le opere si fanno dei provocanti quiz alla ricerca del flusso intrinseco che sostiene l’opera , neanche più citazioni secondo me, ma proprio delle jam iper-testuali che -testimoniano- il curiculum dell’autore…o addirittura il vero messaggio sottointeso dal creativo (due esempi banali ma efficaci sono una serie come lost o un regista come tarantino… molto mid cult ma è per capirci) che ne pensa prof?
    ci ho forse capito roma per toma dal suo articolo?
    e intanto che ci sono, una domanda tecnica, ma dato che mediamorfosi di di chio è negli scaffali a brescia, non ha mica una copia da prestarmi ?🙂
    saluti
    alessandro

  2. Ehi, a parte l’OT (e poi non so se ho il libro di Di Chio, mi sa già prestato e mai più tornato, non sarà la copia di Brescia?), intervento complesso, che meriterebbe una lunga risposta. Se stasera sono ancora vivo dopo l’inizio delle lezioni provo a fare un post sull’argomento… E’ una minaccia, come al solito


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