Pubblicato da: faustocolombo | 28, gennaio, 2009

Facebook, i social networks, e altro ancora

Ho partecipato a una interessante manifestazione, organizzata dall’Almed dell’Università Cattolica di Milano, e dall’Authority per la difesa dei dati personali. Il tema erano i social networks, intesi sia come rischi che come opportunità. E’ stato molto interessante, e si sono confrontate, con vero spirito dialogico, due posizioni: quella più prudente di chi osserva i rischi (per esempio) di Facebook, la circolazione e soprattutto la permanenza sulla rete, attraverso percorsi non sempre sicuri e verificabili, di dati personali; e quella di chi invece legge in Facebook et similia una straordinaria occasione di incontro e di circolazione di saperi e conoscenze. Per esempio, i primi invitano a usare tranquillamente degli alias, mentre i secondi considerano questa soluzione una aberrazione della originaria logica dei s.n.

Mi piacerebbe una discussione su questo punto, su cui tornerò domani.

Intanto rimando via link all’annuncio della giornata di studi:

http://www.unicatt.it/eventiuc/dettaglio.asp?id=8485&lett=uc

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Responses

  1. Io sto dalla parte dei secondi.

  2. Mi aggiro su Facebook da un po’ meno di un annetto. Credo che il modo più intelligente di accedervi sia quello di farlo in compagnia cioè portandosi dietro una rete di relazioni già esistenti. Io ho fatto il contrario: sono arrivato lì senza contatti e tutti o quasi quelli che ora ho son nati lì. Questo non mi ha preoccupato e non mi preoccupa. Ciò che invece mi assilla è che tutto quel che lì dentro ho scritto rientra, da quando l’ho digitato, nella completa disponibilità dei signori di FB. Per sempre. Che fa avere un avatar, un nick, un alias, se un pezzo dei tuoi segni d’identità non è più comunque soltanto tuo… Da quando l’ho scoperto ho perciò il pensiero di quel limbo al quale, oltretutto, a nessuno interesserà mai accedere.

  3. risposta a laurag: non c’è dubbio che la piattaforma e lo spazio di Facebook richiamino alla trasparenza. Ma la permanenza dei dati nel sistema, la loro utilizzabilità da chiunque (o quasi), lo scarso controllo degli utenti sul sistema stesso, non pongono almeno potenzialmente qualche problema?

  4. ecco un articolo apparso ieri sul sito del corriere relativo alla permanenza di queste informazioni nel sistema e al loro.

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_febbraio_03/facebook_dati_personali_mercato_e75ffe9c-f1fb-11dd-9d2c-00144f02aabc.shtml


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