Pubblicato da: faustocolombo | 20, gennaio, 2009

Il messaggio di Macdonald

Come avevo promesso sull’onda di qualche ossarvazione di Mattia, riporto una sintesi delle conclusioni di Macdonald al suo Masscult e midcult, che abbiamo insieme compulsato su questa nostra nave:

“I conservatori com Ortega y Gasset e T. S. Eliot sostengono che dal momento che la ‘rivolta delle masse’ ha portato agli orrori del totalitarismo e dell’architettura lungo le strade californiane, l’unica speranza risiede nel tornare a erigere le antiche barriere di classe e riportare le masse sotto il controllo aristocratico. Essi ritengono che popolare sia sinonimo di privo di valore e volgare. I radicali marxiani e i sociologi liberali… considerano le masse come intrinsecamente sane, ma zimbelli e vittime di uno sfruttamento culturale… Entrambe queste diagnosi mi sembrano errate, perché presumono che il Masscult sia …. un’espressione del popolo, al pari dell’Arte Popolare… laddove in effetti è… un’espressione delle masse, cosa affatto diversa…

Vi è un compromesso fra la proposta conservatrice e quella liberale, che… vale la pena di prendere in considerazione. Si basa sulla recente scoperta… che non esiste un Unico Grande Pubblico, ma invece una serie di pubblici più piccoli, più specializzati, che tuttavia possono essere commercialmente vantaggiosi…

Persino la televisione, l’espressione più insensibile e abitudinaria del Masscult… potrebbe essere migliiorata con un apporoccio del genere. Una possibilità è quella di una Tv a pagamento, il cui modesto concetto è che solo coloro che pagano l’abbonamento possono assistere ai programmi, così come si fa con le riviste; ma, proprio come per una rivista, dovrebbero essere i redattori a decidere i programmi, non gli inserzionisti; un guadagno limitato, ma pur sempre un guadagno”.

Questo è il vecchio Mac, ragazzi. Non parla anche a noi?

Buon vento

Annunci

Responses

  1. ciao fausto,

    a proposito nell’apertura della scena mediatica causata dall’avvento dei new media: sono sempre più convinto che il frazionamento dell’esperienza mediatica, con il tempo – e si vede già bene dal modo in cui la tv generalista perde irrimediabilemente colpi, soprattutto in termini di ascolti e ricezione – stia avvicinando i consumatori di media a specchiarsi in se stessi, nelle pulsioni più profonde, che in un continuum vanno dai poli opposti dell’amore universale alla violenza più estrema.

    mi ha fatto riflettere in questo senso soprattutto due articoli centrati sull’analisi di uno dei siti maggiormente esplorati in rete, you porn.

    qui il saggio di abruzzese:
    http://www.nimmagazine.it/?q=node/528

    qui l’articolo di de kerckhove:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Webporno-crudele/2056794&ref=hpsp

    ah, sempre a proposito della tua ricerca sulla trivialità e sul fatto che molti prodotti culturali sono costruiti anche grazie all’opera artigianale dei produttori/consumatori, è appena uscito il nuovo libro di richard sennet, il cui titolo è proprio “l’uomo artigiano”, in cui spiega come “l’uomo artigiano sia il perfetto antidoto all’uomo flessibile”.

    comunque, per maggiori dettagli tocca guardare qui:

    http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001144

    oppure ascoltare la sua intervista rilasciata a rai radio 3:

    http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=273345

    a presto

    giuseppe


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: