Pubblicato da: faustocolombo | 9, gennaio, 2009

Sulla memoria delle cose…

Il 31 gennaio, alle 20.45, presenterò Boom a San Daniele del Friuli, nell’ambito di una bella iniziativa che si intitola Leggermente : appuntamenti periodici di resistenza letteraria. Partirò con i miei soliti compagni di viaggio, Roberto il Comandante, in veste di attore, e Antonio, il nostro fantastico musicista. Dopodomani sessione di studio a casa mia per decidere cosa leggere, quali musiche eseguire, tempi e ritmi della serata. Vorrei costruire una occasione di memoria, di memoria condivisa, leggendo anche libri di altri, riportando cronache degli anni Sessanta e Settanta. Ho già detto (e la cosa ha scatenato molte discussioni su questo blog) che sollecitare la memoria è il mio modo di fare politica, e non ci voglio tornare sopra.

Invece, vorrei spendere qualche parola sul blog http://lamemoriadellecose.wordpress.com/,  su cui Roberta Bartoletti, negli ultimi interventi, ripropone, in parole, documenti, ricordi e immagini i lasciti della madre (e della nonna): ricette, fili da sarta, cose così. E’ una operazione apparentemente molto privata (ma ovviamente messa in pubblico, alla lettera pubblicata), che dice di un tentativo di testimonianza e insieme riappropriazione. Questo facciamo, quando mettiamo in gioco la memoria: riferiamo, raccontiamo, diamo al passato un senso vagamente sospeso eppure straordinariamente efficace. Soprattutto, con-dividiamo con gli altri la dimensione del tempo, che così tanto ci segna, e a cui facciamo così poco caso.

Grazie a Roberta per questa operazione, che immagino le costi qualcosa, ma insieme la liberi e la faccia più vera. Attraverso lei, grazie a sua madre e a sua nonna, anche se non sono qui con noi. Queste tre generazioni di donne non stanno passando invano.

Buon vento.


Responses

  1. sulla memoria delle cose e sull’esperienza che recupera la memoria ti segnalo 2 libri di Manlio Calegari: La porta aperta, Selene Edizioni, 2001 e Il valore aggiunto, Editrice Impressioni Grafiche, 2006. Entrambi dedicati dall’autore, studioso di storia sociale e delle pratiche artigiane (manifattura preindustriale, memorialistica tecnica e i “pratici”) , esperto di storia orale (Comunisti e Partigiani. Genova 1942-1945 e La sega di Hitler), ad un’esperienza di vita rappresentata dalla cooperativa agricola Valli Unite nata nel 1981 a seguito della precedente Società Valle Ossona” fondata nel 1977 da 3 amici che decidono di mettersi insieme e non abbandonare le campagne… risultati:

    http://www.valliunite.com/libri.htm

    ciao fausto, interessante il blogo di Roberta, ti consulto sempre prima di preparare le mie lezioni, marted’ ne tengo una all’Istituto Luigi Sturzo di 8 ore, di cui 4 teoriche e 4 ho pensato di spenderle insieme ai corsisti alla mostra I loghi d’Italia http://www.loghiditalia.com/la_mostra/index.html a Castel S.Angelo di Roma perchè ho trovato un luogo dove concretamente rivivere la genesi del brand di alcuni prodotti italiani che si avvalgono del linguaggio prima artisitico e poi comunicativo per farsi ‘ricordare’ anche all’estero … mi pare che occorra trovare soluzioni allo sfruttamento della memoria da parte dei mass media, oppure un’etica che ne permetta caso mai non la strumentalizzazione, mi comprerò il libro di roberta, ma dal suo blog ho avuto la sensazione che memoria e mass media rappresentasse quasi un sacrilegio per lei, hai delle osservazioni in merito?
    Buon vento

  2. Rieccomi… Buon vento a tutti i naviganti!!!

    Sono rimasta molto entusiasta del Suo post prof., così come di quelli che ci ha segnalato su La memoria delle cose. Soprattutto perchè per questo natale ho ricevuto da mio padre un regalo inaspettato, forse inusuale di questi tempi. Si tratta di un libro scritto di suo pugno (in tutti i sensi: è scritto ancora con carta e penna, non digitato!!!). Direi piuttosto artigianale, ma non sa quante cose ho scoperto di lui, della sua infanzia e del paese di provincia in cui vivo (manie, abitudini, passatempi, chiacchiere prima che fossero chiamate gossip, spaccati di vita quotidiana, sapori, profumi e rumori, and so on) e che prima non conoscevo. è un excursus dei suoi primi 13 anni di vita e si intitola “13. 1955- 1968”. è difficile per me passarvi anche solo un poco dell’emozione che ho avuto leggendo i capitoli che scorrevano veloci… Credo che con questo suo gesto mio padre abbia voluto raccontarsi, ma soprattutto abbia voluto rispolverare una memoria che forse credeva gli stesse sfuggendo per le mani, o ancora abbia sentito la necessità di farsi conoscere e RI-conoscere…

    Forse questo mio commento è stato inutile ai più, ma sentivo il bisogno di raccontare ai miei compagni di viaggio quanto la memoria di una persona a me cara sia stata importante per me e quanto abbia riacceso la mia voglia di ascoltare e di essere ascoltata.

    Buon vento…

  3. Grazie, Lara. Tuo padre è mio coetaneo, esattamente. Se ti va, dagli un abbraccio da parte mia.

  4. per il rapporto fra memoria e mass media rimando a Martin Ziegler, e alla sua breve intervista postata qualche tempo fa in video. mi pare che una certa letteratura escluda rapporti (vedi le considerazioni durissime della Hassmann), ma forse le cose sono più complicate, che ne pensate?

  5. Su “Venerdì” (l’inserto di Repubblica) del 16 gennaio, a pagina 145, c’è un piccolo articolo di Michele Mirabella sul rapporto tra Facebook e la memoria. Secondo questo articolo, Facebook costringe gli utenti a ricordare e cercare persone di cui forse in realtà non ci si sarebbe mai ricordati. Partendo dal presupposto che questo argomento meriterebbe maggior spazio per essere approfondito, e non un semplice piccolo trafiletto, mi chiedo se ciò di cui si parla è veramente “memoria”.
    ho la sensazione, e purtroppo la mia è ancora una sensazione, anche perchè non ho mai affrontato questo argomento, che la memoria vada oltre questo semplice ricordare persone…
    ma esiste o non esiste una relazione tra la memoria e il mondo tecnologico?

    io sono d’accordo con lei…le cose secondo me sono decisamente più complicate.

    PS: è il mio primo post….con sorpresa sono arrivata qui navigando nella rete…..

  6. Benvenuta a bordo Debora. No, la memoria non è solo quello, naturalmente. Quella di cui discutiamo qui, probabilmente, riguarda la Storia e oltre che la storia, in quanto ne siamo più o meno consapevolmente testimoni, o in quanto vogliamo esserlo, magari ascoltandone i testimoni. Anche se è interessante chiedersi quanto i social networks lavorino (a volte) più sulla storia che sulla Storia…

  7. Sempre sul rapporto memoria-nuove tecnologie, si veda l’articolo su repubblica.it (Memoria sul web a rischio)

    circordati e immersi in un flusso continuo di informazioni, sembra in realtà che non lasceremo niente di noi, sembra che ai futuri storici non rimarrà niente della nostra epoca.

    noi non creiamo storia (Storia)….?

  8. mi scuso a tutti per il ritardo con cui intervengo, ma ero in pausa riflessiva silenziosa.

    – sul rapporto media-memoria, ovviamente complesso: occorre distinguere il piano del rapporto tra media e memoria sociale, che oggi è cruciale per capire cosa le nostre società ricordano (e dimenticano), dove rientrano anche i social media e non solo cinema, televisione ecc. dal piano del rapporto tra media come selettori di cultura (quindi attori di memoria) e memorie incarnate. su questo secondo piano, certo, sono molto critica, nel senso che si confrontano piani di senso autonomi e a tratti conflittuali (la novità verso il significato dell’esistenza, il profitto verso la connessione tra strutture cognitive ed emotive, ecc.).

    – sulla memoria delle cose: qual che non può essere detto, a volte, può essere fatto. Ho seguito l’istinto e ho ritrovato delle tracce di memoria del corpo, gesti che ripetuti portano alla memoria saperi che si pensavano perduti, e che invece erano semplicemente lì, al loro posto. Dopo il budino di riso ho fatto le tagliatelle gialle, poi verdi, infine le lasagne. Impastare va bene alla salute. Se l’impastare ha radici profonde. Ci sono gesti, movimenti, che rimettono in ordine con il mondo, con il proprio mondo. Con il significato. Questo è per me la memoria, e il suo senso per ogni singola vita individuale.
    grazie a Fausto per la sua delicata attenzione per i miei timidi gesti.

    ps: tra le prossime letture, l’uomo artigiano di Sennet credo dica parole sensate al riguardo di questo rapporto tra testa, cuore e mano, che credo sia cruciale.

    ps 2: Lara, sei fortunata.


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