Pubblicato da: faustocolombo | 8, dicembre, 2008

Il nuovo viaggio

Cari naviganti,

mi sono preso un paio di giorni di affetti privati, e ho lasciato a casa il computer..

Eccomi qua a leggere i vecchi (ok,ok, si fa per dire) e i nuovi che si incontrano sulla nostra nave, i ringraziamenti, i segni di affetto. E’ un bellissimo viaggio, davvero.

Adesso partiamo di nuovo, tutti insieme, chi ci sta. Questa settimana riflessioni sul ruolo della Tv nella società italiana dagli anni Ottanta in poi. E’ la partenza per il mio nuovo libro, e mi piacerebbe scriverlo un po’ insieme a voi.

Prendo le mosse da un articolo letto oggi su Repubblica, a proposito del patrimonio di Aiazzone, re del mobile e delle televendite, insieme al presentatore televisivo Guido Angeli. Una storia minore, apparentemente, e che invece mi piacerebbe rileggere alla luce di una consapevolezza che possediamo oggi, e che allora non avevamo di certo. Vorrei parlare di una televisione minore, del cambiamento della critica televisiva, della nascita di un sogno consumistico provinciale del Nord del nostro Paese (ma non solo). Di piccoli destini che annunciavano grandi svolte, del primo grande lutto televisivo per un piccolo cittadino come gli altri. Su Repubblica, se digitate Aiazzone, trovate un interessante archivio di articoli. Ne parleremo. Sembra una cosa un po’ così, ma è molto, molto seria.

Buon vento, naviganti. Buon vento, amici miei.

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Responses

  1. ciao fausto,

    a proposito “del primo grande lutto televisivo per un piccolo cittadino come gli altri”, cioè della morte di alfredino rampi, il primo bambino italiano spirato durante una interminabile diretta televisiva, ti consiglio di leggere/guardare 2 testi pubblicati negli ultimi anni, per capire in che modo quel fatto si è insinuato nell’immaginario collettivo fino a divenire un fantasma potentissimo, intrecciato a tutte le storie che circolano del paese italia:

    a) la canzone dei baustelle “alfredo”, stampata nell’album “amen” del 2008. ho trovato su you tube 2 versioni, una del disco e una perfomance live su rai3:

    http://it.youtube.com/watch?v=zXfw9m_NsHU

    http://it.youtube.com/watch?v=8WmrjRF56QM

    b) il romanzo “dies irae” di giuseppe genna, edito da rizzoli nel 2006, in cui è raccontata in forma allucinata la storia degli ultimi 25 anni dell’italia. la sintesi del romanzo è questa:”

    “Giugno ’81 a Vermicino Alfredo Rampi, 6 anni, è incastrato in un pozzo artesiano. Diciotto ore di diretta televisiva raccontano la sua drammatica fine trasformandolo in un’icona mediatica, Alfredino. L’Italia non lo dimenticherà mai più. Nelle stesse ore: la scoperta delle liste della loggia P2, il processo Calvi, l’edificazione della città satellite di Milano 3 a opera dei fratelli Berlusconi. È l’alba di una nuova Italia, rammodernata e corretta Da chi? Ignara delle proprie ombre, la nazione-Titanic vara il suo decennio più patinato, gli Ottanta. Sulla scia, sballottati dalla Storia che nei decenni successivi stravolgerà il mondo – 1981-2006: la caduta del Muro, Tangentopoli, l’Iraq – galleggiano i personaggi di questo romanzo.”

    per maggiori informazioni tocca guardare qui:

    http://www.24sette.it/diesirae/

    a presto

    giuseppe

  2. Si Giuseppe, ho appunto intenzione di parlare anche di Vermicino, ma un passo alla volta… Dov’è mai cominciata quest’ansia di rappresentare il quotidiano, la vita in diretta, le tragedie degli uomini qualunque? E cosa c’entra tutto questo con come è diventato il nostro Paese? Abbiamo molto da scavare, mi sembra…

  3. forse, abbiamo cominciato a rappresentare gli uomini della vita quotidiana quando gli eroi si sono estinti.

    fortunatamente viviamo in uno spazio-tempo che non include più la figura dell’eroe (se per esempio consideriamo la figura del kamikaze, l’ultima versione contemporanea dell’eroe, nel momento in cui l’eroe si dà, muore, svanisce..). e ci troviamo a vivere in un’era supermediatizzata, circodati da uomini e icone – icone che sono la versione 2.0 dell’essere umano, che irradiano vitalità e potenza anche anni dopo la loro effettiva scomparsa. una su tutte, marylin monroe, ricordata qui attraverso le parole/immagini di pasolini:

    è nel momento in cui gli uomini incontrano le icone che la Storia fa cortocircuito. e lì, quando uomini e icone si sfiorano e si toccano, che la storia si spalanca e dà le vertigini. in quel punto esatto cominciamo a scavare, e ad intravedere l’intalaiatura delle cose.

    giuseppe


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