Pubblicato da: faustocolombo | 4, dicembre, 2008

Boom boom boom

Ho presentato Boom a una platea immensa di studenti del Suor Orsola Benincasa, a Napoli. Ero ospite della mia amica e collega Agata Piromallo, che mi aveva gentilmente invitato.

Non c’era la mia ghenga abituale (Roberto il comandante che legge i brani: a proposito: grazie del post. Hasta siempre comandante! Antonio con le sue mani magiche sulla tastiera). Allora ho usato dei video di youtube: il discorso della luna di Giovanni XXIII, Emozioni di Battisti (con Lucio ospite di Ornella Vanoni), la ricostruzione del’atroce attentato di via Fani. E ho letto. Ho letto a questi ragazzi un libro sui loro genitori, su come ci è andata la vita, su come ci sta andando. Erano in silenzio, e alla fine mi hanno dedicato un applauso lunghissimo, che non dimenticherò.

Poi gli allievi del corso di giornalismo mi hanno fatto qualche domanda. Belle domande, autentiche e profonde, e io ho provato a rispondere. Volete saperlo? Questo libro mi sta dando molto, anche se non mi farà diventare ricco. Continua a vivere quasi maglrado me, mi precede e mi accompagna. Una dedica allora ai ragazzi napoletani, così gentili e pazienti, nella loro città di cui ho avvertito la sofferenza e il degrado.

Domani, dopo un’altra conferenza, li porterò con me. Buon vento ragazzi, siate vivi, siate felici.

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Responses

  1. Per cause di forza maggiore ho potuto seguire soltanto la prima parte del seminario, mi è dispiaciuto davvero tanto. Nonostante tutto volevo farle un grande applauso e volevo anche farle presente che oggi ho imparato molto dalle sue profonde parole. Domani, previsioni metereologiche marittime permettendo, non mi perderò di sicuro la terza lezione del seminario.

    Con stima,
    Andrea

  2. Napoli ed i Napoletani visti da Pasolini

    “Come il tuo nome immediatamente suggerisce, sei Napoletano. Dunque, prima di andare avanti con la tua descrizione, poichè la domanda sorge impellente, dovrò spiegarti in poche parole perché ti ho voluto Napoletano. Io sto scrivendo nei primi mesi del 1975: e, in questo periodo, benché sia ormai un po’ di tempo che non vengo a Napoli, i Napoletani rappresentano per me una categoria di persone che mi sono appunto, in concreto, e, per di più, ideologicamente, simpatici.

    Essi infatti in questi anni – e, per la precisione , in questo decennio – non sono molto cambiati. Sono rimasti gli stessi Napoletani di tutta la storia. E questo per me è molto importante, anche se so che posso essere sospettato, per questo, delle cose più terribili, fino ad apparire un traditore, un reietto, un poco di buono. Ma cosa vuoi farci, preferisco la povertà dei Napoletani al benessere della repubblica italiana, preferisco l’ignoranza dei Napoletani alle scuole della repubblica italiana preferisco le scenette, sia pure un po’ naturalistiche, cui si può ancora assistere nei bassi Napoletani alle scenette della televisione della repubblica italiana.

    Coi Napoletani mi sento in estrema confidenza, perché siamo costretti a capirci a vicenda. Coi Napoletani non ho ritegno fisico, perché essi, innocentemente, non ce l’hanno con me. Coi Napoletani posso presumere di poter insegnare qualcosa perché essi sanno che la loro attenzione è un favore che essi mi fanno. Lo scambio di sapere è dunque assolutamente naturale.

    Io con un Napoletano posso semplicemente dire quel che so, perché ho, per il suo sapere, un’idea piena di rispetto quasi mitico, e comunque pieno di allegria e di naturale affetto. Considero anche l’imbroglio uno scambio di sapere. Un giorno mi sono accorto che un Napoletano, durante un’effusione di affetto, mi stava sfilando il portafoglio: gliel’ho fatto notare, e il nostro affetto è cresciuto. Potrei continuare così per molte pagine e, anzi, trasformare questo mio intero trattatello pedagogico in un trattatello dei rapporti tra un borghese settentrionale e i Napoletani.

    Ma per ora mi trattengo, e torno a te […] . Ma il fatto che tu sia napoletano esclude che tu, pur essendo borghese, non possa essere anche interiormente carino. Napoli è ancora l’ultima metropoli plebea, l’ultimo grande villaggio ( e per di più con tradizioni culturali non strettamente italiane) : questo fatto generale e storico livella fisicamente e intellettualmente le classi sociali. La vitalità è sempre fonte di affetto e ingenuità. A Napoli sono pieni di vitalità sia il ragazzo povero che il ragazzo borghese.”

    Lettere luterane, Einaudi Torino 1976

    il tuo vento, Fausto, oggi è sicuramente vitale perchè napoletano

  3. Ho seguito le due lezione che ha tenuto ieri ed oggi al Suor Orsola e, fra le altre, ho apprezzato
    una cosa in particolare, da subito: la sua “irrequietezza”, il suo non riuscire a stare fermo. Sembrerà una sciocchezza, ma io l’ho apprezzata quando ha sottolineato questo suo aspetto, perchè in questo piccolo dettaglio ho pensato che, forse, generazioni diverse non sono poi così diverse. Forse, ci sono delle emozioni che uniranno sempre tutte le generazioni. Ma, volendo essere anche un po’ più “seri”, ho apprezzato tantissimo la presentazione del suo libro, le citazioni e i passi che ha letto…soprattutto le parole che ha letto su quel padre che aveva visto sua figlia perdersi. Lo stesso padre che, però, poi, l’ha anche ritrovata sua figlia. “E’ ora di rialzarsi”. Si, mi sembra fossero queste le ultime parole. Bellissime. Mi piacerebbe che tutti i film drammatici, che raccontano l’orrore della vita, finissero con queste parole, invece che con la parole “Fine”.
    Come sempre, divago perdendo il filo del discorso. In conclusione: grazie per il buon vento, le tante riflessioni e le pagine del suo libro che ha portato qui da noi.

  4. http://giusv3rig3playboy.spaces.live.com/blog/cns!57F5C8BCADECCF4F!1205.trak

    Caro prof. Colombo le porgo il link nel quale è disponibile la testimonianza di Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica “Ballesterer fm”, accompagnato dal collega Jakob Rosenberg. Questa piccola testimonianza è la mia prova della concretta manipolazione a cui è sottoposta l’informazione italiana (vittime stavolta, anche se è sempre così noi napoletani). Queste dichiarazioni trovano prova nella mia vicenda personale visto che ho fatto parte del gruppo di Ultras napoletani andati a Roma. Spero di poter togliere questa macchia che ci hanno attribuito e di poter far luce su un evento così mortificante per la nostra città e la nostra gente

  5. Caro prof. mi permetto di mandarle anche questo link di un video che ho fatto interamente io (musica remixata compresa) che cerca di sensibilizzare sulla questione della criminalità in Italia. Questo video è disponibile anche su YouTube nel mio canale “giuseppeIBRAHIMOVIC”

    http://giusv3rig3playboy.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&_c=BlogPart&partqs=amonth%3d12%26ayear%3d2008

  6. Salve! Anche io ho seguito il seminario tenuto al Suor Orsola, e sono d’accordo con Gabriella sul fatto che la presentazione del libro è stata davvero bella! Mi ha colpito sia la storia del padre e della figlia, che rievoca la parabola del figliol prodigo, ma soprattutto mi è piaciuta la citazione sull’amore, la storia di quest’uomo che raccontava di come altre donne avrebbero potuto stargli accanto e allo stesso tempo come nessuna poteva eguagliare quella che amava e con cui aveva condiviso di tutto, dalle gioie ai dolori. Quindi un grazie anche da parte mia per esser venuto da noi, con la sua simpatia e voglia di coinvolgerci.

  7. Grazie, Fausto, perché esisti. Grazie perchè ci hai portato gioia e allegria e hai dato ai nostri giovani gli sprazzi di un sapere vivo e pieno di quella “leggerezza” che Calvino si augurava per il nuovo millennio.


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