Pubblicato da: faustocolombo | 14, novembre, 2008

Una società piramidale?

Leggo una bella intervista a quel fine sociologo – a volte a mio parere incline all’ansia di stupire e di trovare slogan ad effetto – che è De Rita. Parla della nostra società come di una piramide gerontocratica. Leggete e parliamone. Nel we proverò a dire la mia sull’argomento. Oggi attenzione all’onda. Dirò qualcosa anche su questo.

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/paese-sbloccare/merotocrazia-spazio/merotocrazia-spazio.html.

Buon vento


Responses

  1. ieri a valle giulia, il divo di sorrentino, proiettato con i ragazzi dell’onda che oggi da valle giulia ariveranno fino al ministero della pubblica (?) istruzione. alcune riflessioni. colpisce l’ingenuità espressa sul divo paragonato al caimano, e la sovrapposizione di padre (divo) andreotti con figlio (realityman) berlusconi. l’ingenuità di sorrentino di denunciare (bene) una realtà complessa (ma in fondo anche umana) della DC e incolpare l’italiota di sempre di farsi ammagliare da un leader ambiguo e misterioso (mussolini-andreotti-berlusconi). in fondo il dramma italiano alle ultime battute – dico – è determinato da una mancata democrazia parlamentare, da una lege elettorale anti-democratica. questa la mia risposta ad una domanda posta da sorrentino e dall’onda sul perchè l’italiano non riesce ad esprimere il suo disappunto. la piazza può servire ma non deve finire lì. è già successo 2 volte. la prima nel 1992, con i referendum disattesi. la 2 con il movimento noglobal e dei girotondi. oggi l’onda, ancora più fragile e giovane. l’opposizione nel frattempo è evaporata. la classe media inebetita e sempre più povera. in fondo, petrolio di pasolini, ma già la ricotta, la religione del mio tempo, tutti gli interventi di pasolini giornalista avevano denunciato quanto sta accadendo. è difficile e presuntuoso azzerare tutto, sempre. anche gli italiani che non sono poi così ioti. esserci con attenzione.

  2. qualche giorno fa leggendo e-polis ho letto un articolo di un professore universitario, di cui mi sfugge il nome che si riferiva allo stesso concetto espresso nell’intervista di De Rita, riferendosi alla mancanza di meritocrazia all’interno del governo nei confronti dei ricercatori definiti “capitani di ventura” in cerca del miglior offerente. Anche Veronesi ha detto giorni fa che l’unico modo di risolvere questa annosa situazione, scoppiato con il caso delle Università, si potra risolvere solo con la meritocrazia. Che non è una parolaccia, come qualche politico sostine…

  3. La domanda è: siamo una società immobile, inemendabile, condannata al declino? Sono lecite al solito tutte le opinioni.La mia è che in questa società è in atto una lotta mortale fra la conservazione e il cambiamento. C’è un patto – non scritto, e forse nemmeno pensato – fra un ceto politico che vuole la democrazia del consenso, la separazione fra il palazzo e un pubblico di votanti, e le generazioni più anziane, che si proteggono, e vogliono gestire fino in fondo, fino alla propria scomparsa, il potere che hanno di fatto conquistato molti anni fa, e gestiscono da altrettanto tempo. Dall’altra parte stanno i giovani, adesso, ma anche le classi medie e colte che si vedono impoverire e insieme vedono svanire alcuni sogni e alcune utopie. Non mi pare siano sempre più fragili. Non mi pare che stare in piazza sia inutile. Non credo che sarà facile, ma so che a volte le cose cambiano. Se non ora, quando?


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