Pubblicato da: faustocolombo | 11, novembre, 2008

Dal ponte…

Un piccolo post, su quanto mi pare stia succedendo, a lezione, in università, e fuori.

A lezione. Portato da un’inquietudine, dalla voglia di fare e di cambiare, ho modificato sostanzialmente la didattica. So di diversi colleghi che hanno fatto lo stesso (combinazione?). E’ che qualcosa nell’università post-riforma (non equivocate: parlo di quella che ha portato alla laurea triennale, ai crediti, eccetera) cominciava a stare stretto. Il rapporto con i ragazzi si liceizzava. Loro imparavano meno e noi ci sconfortavamo di più. Invece dei testi si leggevano i manuali. Insomma, una lenta degradazione del senso stesso della cultura. Cambiata didattica, anche grazie alla spinta dei miei studenti della specialistica dell’anno scorso, ne sono venute sorprese a bizzeffe. Non esagererò, ma certo, quando entro in aula, mi sento finalmente fra pari, curiosi, attenti (non tutti, of course, vedi il caso già discusso della torcia umana), certamente capaci di spremermi quello che so e di darmi suggestioni.

In università: ho discusso tanto, un po’ con tutti, a proposito della riforma, e devo dire che trovo ovunque una gran voglia di confronto e di presa pubblica di parola. Siamo vivi! sembrano urlare i tazebao, i comunicati sindacali, i colleghi che intervengono alle riunioni. Siamo vivi e vogliamo dire la nostra! Esagero a leggere questa sensazione? Eppure è palpabile…

Fuori. La società (una parte) è in piazza. E’ giusto? E’ sbagliato? Da quanto una piazza non incideva sui provvedimenti di un Governo? Non mi pare una piazza di destra o di sinistra. Mi pare una piazza piena di persone. Anche loro urlano: siamo vivi! Qualcosa cambia, qui dal ponte. Si vede l’increspatura dell’acqua là davanti. Arriva il vento. Se no, vorrà dire che soffieremo. Tutti insieme.


Responses

  1. A tutti i naviganti…
    consiglio di leggere l’editoriale di Giovanni Sartori del 10 novembre, nel quale espone quelli che secondo lui sono i 3 fattori distorsivi del cattivo riformismo della scuola…
    distorsione…mi ricorda qualcosa…(per tutti quelli di media e politica)
    ecco il link:

    http://www.corriere.it/editoriali/08_novembre_10/editoriale_sartori_scuola_ef468038-aeec-11dd-bbcd-00144f02aabc.shtml

  2. Beh… che dire: che un professore in un’aula universitaria si senta “tra pari” è veramente un bel segnale di cambiamento per noi studenti. Troppo spesso, infatti, in maniera pregiudizievole e stereotipata viene dipinta una relazione tra studenti e proff. quasi di “sudditanza” e di incomunicabilità… ma credo che sia un atteggiamento che esula dal vissuto di noi studenti e della gran parte dei professori che abbiamo incontrato nel corso del nostro cammino universitario. Non credete?

    Qualcosa sta cambiando, lo penso anch’io; e non certo, o non solo, perchè in America sembrerebbe tirare aria nuova… L’ho già scritto parecchie volte su questo blog e non mi stancherò di ripeterlo: ora sta a NOI, noi come studenti, come figli, come lavoratori in futuro… dobbiamo far sentire la nostra voce, renderci consapevoli e rendere consapevoli che CI SIAMO!!!

    Proprio ieri, quasi per caso, ho riaperto la mia tesina triennale e, rileggendo l’incipit, ho ritrovato una pezzo di Zagrebelsky (“Imparare democrazia, 2007, pp. 13/35) più che mai attuale:

    ‹‹Ho parlato di opinione pubblica consapevole, perché la sua funzione è essenziale. A differenza di tutte le altre forme di governo, le quali non solo possono ma devono farne a meno, in democrazia, essa è una conditio sine qua non (…). Ogni società ha un modo di governarsi cui corrisponde un suo ethos particolare che deve informare lo spirito degli individui che governano e che sono governati. Il problema dell’insegnamento della democrazia è qui, nell’identificazione e nella specificazione dell’ethos che le corrisponde. Esso deve essere diffuso tra tutti, conformemente all’ideale democratico di una comunità di individui politicamente attivi (…). Essendo la democrazia una convivenza basata sul dialogo, il mezzo che permette il dialogo, cioè le parole, deve essere oggetto di una cura particolare, come non si riscontra in nessuna altra forma di governo. Cura duplice: in quanto numero e in quanto qualità››.

    Cosa ne pensate?


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: