Pubblicato da: faustocolombo | 6, novembre, 2008

Yes, we can

Mi sono chiesto molte volte se fosse opportuno spendere qualche parola in questo blog sulle elezioni americane. Non fraintendetemi, certo che le elezioni meritano, per la loro rilevanza straordinaria e per la dimostrazione importante che danno ogni volta di come i media siano agenti di democrazia. E’ che io non sono un esperto di USA. Li conosco, ci sono stato, ma ho preferito lasciar parlare i tanti che ne sanno più di me.

Poi, stasera, mentre guardavo dal ponte della nostra piccola nave, ho visto e sentito sul Corriere on line il discorso di Obama, dopo la vittoria. Per chi non l’avesse sentito, ecco il link: http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_491a2af4-ab16-11dd-8f4b-00144f02aabc&vxBitrate=300. Qui invece trovate in italiano il testo integrale del discorso: http://www.repubblica.it/2008/10/speciale/altri/2008elezioniusa/traduzione-obama/traduzione-obama.html

Ecco, mi sono detto. Basta ascoltare, per capire. Capire cosa c’è di diverso. Basta ascoltare con le orecchie, il cervello e il cuore aperti.

Si, possiamo capire. E non solo. Yes, we can.


Responses

  1. Un bellissimo discorso quello di Obama…

    E quando definisce il suo team “il miglior team di una campagna elettorale mai messo insieme nella storia della politica” credo che abbia proprio ragione.

    Durante il corso della prof.ssa Catellani io ed altre mie compagne abbiamo svolto un lavoro di analisi della comunicazione politica sul web e in particolare dei siti dei candidati alle elezioni presidenziali americane.
    Nello svolgimento del lavoro mi sono sempre più resa conto di come sapientemente Obama abbia saputo utilizzare il web e tutti quei mezzi solitamente utilizzati dai giovani come facebook, youtube, myspace e molti altri…e qui credo si sia costruita la sua vittoria. È riuscito come nessun altro ad avvicinare i giovani alla politica, a farli appassionare, a fare in modo che venisse rigettato il mito dell’apatia della generazione…

    Ne è passato di tempo da quando nel 1996 alla fine del primo dibattito presidenziale con Bill Clinton, il candidato repubblicano Bob Dole menzionò (sbagliando) il proprio indirizzo web incoraggiando la gente a visitarlo, e diventando di conseguenza il primo candidato a legittimare Internet come uno strumento politico…

    Quindi credo sia il caso di augurare un buon vento al nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

  2. “La strada che ci si apre di fronte sarà lunga. La salita sarà erta. Forse non ci riusciremo in un anno e nemmeno in un solo mandato, ma America! Io non ho mai nutrito maggiore speranza di quanta ne nutro questa notte qui insieme a voi. Io vi prometto che noi come popolo ci riusciremo!”…. “Obama is suntanned”?!?!?!

    Anch’io voglio sperare che come popolo, come cittadini riusciremo a riprenderci il nostro LUOGO di popolo, dove discutere, dove sapere che la nostra opinione è ascoltata, dove sapere che il nostro voto può decidere il destino di un Paese che non è il loro, ma è pur sempre il NOSTRO!

    Quando anche noi potremo dire “Yes, we did it”?

  3. @ Lara: siamo tutti in attesa di quel momento, ma non dobbiamo aspettare che accada….dobbiamo andarcelo a cercare, andarlo a prendere…nel nostro piccolo con questo blog stiamo facendo già qualcosa di simile, confrontandoci liberamente, senza censura..idee e pensieri si riuniscono qui….
    quel momento sono sicuro che arriverà…

    ma la cosa più bella sarà sapere che il raggiungimento di quel risultato sarà anche merito nostro…

    Buon vento…we are doing it…

  4. piccolo intervento che non c’ entra nulla…prof va aggiornata l’ ora…

    non vorrà mica che la nave salpi prima e ci lasci tutti a terra…:)se la risposta è si propongo un’ ammutinamento….

  5. mattia, ecco fatto (spero…). semmai potreste partire voi senza di me… ma non lo farete, vero?

  6. no prof non si preoccupi…un buon equipaggio non abbandona mai il proprio capitano…..e poi…non siamo ancora in grado di proseguire da soli….

  7. “Ma più di ogni altra cosa, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi.”

    Wow! Il discorso del presidente Barack Obama lascia senza fiato, è emozionante, dà la carica anche a chi gli USA li vive da lontano. Leggo ogni settimana l’Internazionale, un settimanale che, per chi non lo conoscesse, raccoglie gli articoli più interessanti dai giornali di tutto il mondo. Stamattina nella buca delle lettere ho trovato il nuovo numero e, come poteva essere prevedibile, in copertina c’era la facciona di Obama con un’espressione davvero singolare e con il titolo in bianco a lettere cubitali “Oh, yeah” che effettivamente esplica in parole quell’espressione un po’ strana.
    Lo apro e cerco subito l’articolo che riprende la copertina, senza tralasciare la sezione di immagini che in questa settimana è stata interamente dedicate a LUI: col titolo “Obama party, il cambiamento è arrivato in america”; le prime due pagine fotografano Obama seguito dalla moglie uscire dal backstage del palco al Grant Park di Chicago, volto velocemente pagina e li vedo lì, tutti e quattro schierati: il nuovo presidente, la due figlie e l’affascinante moglie legati come una catena che si rivolgono alla folla in delirio tra mani che si alzano al cielo, flash fotografici e bandierine americane che sventolano, la pagina successiva riprende il tenero e umano bacio del presidente alla moglie, ingigantito dal maxischermo alle loro spalle! Pagina 19, poi, ospita l’articolo di copertina, ma la mia attenzione viene catturata dalle parole di Marc Cooper prese in prestito dal suo blog, che dice:

    “sappiamo che gli americani non possono più tollerare la tortura spacciata per difesa della libertà. Sappiamo che gli americani esigeranno presto la chiusura di Guantanamo. Sappiamo che non subiremo più l’oltraggio di guardare un presidente incapace di parlare in pubblico e di capire il mondo che lo circonda. Sappiamo che avremo un nuovo presidente con un’intelligenza, una prudenza e una serietà da tempo sconosciuta alla Casa Bianca”

    …mai come ora il vento proveniente da ovest ci porta un inno “YES WE CAN” , e allora, come non unirsi a questo coro unanime, rivolto a un cambiamento reale e consapevole, stanco e oppresso dalle innumerevoli prese in giro… gli americani hanno eletto il loro 44° presidente e (rubo le parole al direttore del “Le Monde” francese) speriamo che davvero Obama sia in grado di trasformare questo momento straordinario in realtà quotidiana!
    In cuor mio spero che il vento che da Chicago ha portato Obama ad essere eletto presidente, ringraziando famiglia, equipe di supporto, americani ecc, ecc, continui a spirare forte e intenso e che possa essere davvero un vento che trasporti esempi positivi e cambiamento. Ne abbiamo davvero bisogno.


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