Pubblicato da: faustocolombo | 30, ottobre, 2008

Dalle boy bands alle Lollipop…

Così i miei studenti di Teoria e Tecnica dei Media ce l’hanno fatta. Ecco la prima relazione su un tema del corso scritta interamente da quattro di loro, e presentata in aula. La pubblico con entusiasmo e riconoscenza: ci sono tante osservazioni intelligenti e un bello sforzo di elaborazione:

dalle-boy-bands-alle-lollipop

L’equipaggio di questa smandrippata nave continua a crescere…


Responses

  1. Negli ultimi anni il fenomeno delle boy/girl band è arrivato all’ apice, l’ esempio più eclatante nel nostro paese è sicuramente Amici. Leggendo la relazione sopra riportata mi trovo sicuramente d’ accordo con le osservazioni presentate: il fine della monetizzazione, la figura stereotipata dei membri della band, ideata per catturare una fatte più ampia e variegata di pubblico. Ci sarebbe però un altro tassello degno di nota: l’ importanza che viene ad assumere il programma che accoglie la formazione di queste band giovanili; spesso infatti è il programma stesso a diventare il maggior elemento di successo, mentre i suoi personaggi si dimenticano velocemente, ogni anno vengono rinnovati, cambiati, il successo che acquisiscono è solo temporaneo, della durata della programmazione del talent show. Ci si chiede quindi se l’ interesse dei produttori sia davvero dare la possibilità a questi possibili talenti di esprimersi e coltivare le proprie passioni, o se sia lo sfruttamento dell’ immagine di questi ragazzi che appassionano milioni di telespettatori con le loro vicende, le loro difficoltà, le loro vittorie e i loro pianti (p.s. sottolineo la parola IMMAGINE…non mi sembra di aver mai visto in un programma di questo tipo ragazzi/e di brutto aspetto, dobbiamo ancora parlare di talent-show oppure di beauty-show?). Tutto ciò può venire strumentalizzato certamente per monetizzare, ma certamente non dai vincitori…il cui successo spesso svanisce nel giro di pochi mesi…

  2. Avendo suonato in un gruppo (ormai tanti, neanche troppi anni fa) NON definibile boy band, in quanto quest’ultima viene definita una formazione musicale pop di soli componenti maschili che per differenziarsi da altre boyband riflettono su di loro le passioni, le idee e la moda ricorrenti nei giovani del momento, mi sento offeso da tutto questo mercato musicale che a mio parere sta precipiando moralmente.
    Un’altra precisazione nella definizione di boyband consiste nel fatto che nessun componente del gruppo suoni alcun tipo di strumento.
    Mi chiedo allora come possano essere considerati artisti persone che si devono adattare alla moda per scalare qualche classifica, non devono produrre musica propria e magari non formano quel legame che tiene unito un GRUPPO. Già, il gruppo.
    Quello che interessa adesso a molti di coloro che si fanno chiamare artisti, più che la musica è il mondo della musica; che non è più quel mondo fatto di vita e di follie, ma un mondo che ha come sinonimi la parola fama, successo e denaro.
    Dov’è finita quella passione per la musica che rifletteva in se, non la moda ricorrente, ma le passioni, le esperienze e le emozioni di chi la produceva in cui il pubblico doveva immedesimarsi e non viceversa?
    Forse, quasi sicuramente, sono andato fuori dal tema principale che si basava più su un aspetto comunicativo; ma ripensare a come ho vissuto io la musica “suonata” e vedere adesso come viene strumentalizzata per seguire una massa dalla quale è difficile staccarsi mi fa sempre avere tanti, troppi rimpianti.

  3. @guitarhero: amarezze… ma dipende anche da quale punto si guarda, e che cosa si guarda. Ci sono ancora gruppi che suonano, ci sono ancora serate spese a farsi ascoltare da gente che beve o mangia, e serate nelle case a provare pezzi degli altri e qualche volta i propri. Ho visto il bellissimo Once, e parla di questo, di come la musica continui a essere un linguaggio per gli incontri universali. Semmai possiamo dire che la patina dei media e dello show business copre e cancella dalla visibilità questo mondo, a favore dell’inutile. Ma è vecchia storia, in fondo…


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: