Avevo promesso che avrei pubblicato qualche lettera ricevuta da lettori di Boom.
Comincio con l’ultima che ho ricevuto, e sto per recuperare le altre. Non le pubblico perché contengono elogi o perché mi gratificano. La realtà è che sono queste lettere a far vivere il libro, non il contrario. Grazie a questi amici che spesso non conosco né ho mai visto, che hanno deciso di spendere il loro tempo a leggere e a condividere con me quello che hanno provato:
“Sono uno di quelli di cui hai scritto nel tuo libro “boom ……. “.
Chiedo perdono per il tu ma mi sembrava più semplice comunicare.
Il libro, che ho comprato con molta curiosità e forte attesa, non mi è
piaciuto al 100% perchè tratta molto di temi “mediatici” che non sono il
centro delle mie riflessioni e non erano il centro delle mie attese sul suo
contenuto.
Ma la fine del 7° e l’8° capitolo valgono da soli ben più del prezzo che ho
pagato per acquistarlo.
C’è tutto me stesso nelle tue parole……………………….. e potrei
parlarne forse per sempre.
Ma non mi dilungo, arrivo al nocciolo: perchè abbiamo in molti queste lucide
sensazioni e queste forti consapevolezze e non troviamo nessuno, mi
riferisco al quadro politico, che ci corrisponda? Perchè della nostra
generazione non c’è nessuno che si fa carico personalmente della questione e
si presenta pubblicamente per prendere una bandiera in mano per distruggere
(perchè così accadrebbe, secondo me) gli attuali eterni bamboccioni della
politica italiana? Possibile che siamo condannati a sopportare tutto ciò
fino alla nostra fine, che tra l’altro si avvicina rapidamente? E cosa
lasceremo ai nostri figli (oltre a tutto il resto, ovviamente) se non un
sentimento di fondo di forte rammarico per aver subito passivamente e per
non aver fatto tutto ciò che avremmo potuto, probabilmente molto, perchè
tutto finalmente cambiasse?
La lezione di Obama è straordinaria in questo senso, ed è una dimostrazione
chiara di quanto l’attuale dimensione partitica sia completamente inadatta
per noi italiani a racchiudere le istanze di un popolo che aspetta
inutilmente e ha terribilmente bisogno da decenni di qualcosa di
profondamente diverso.
Dobbiamo muoverci, dobbiamo fare qualcosa, fare gruppo, stimolare
riflessioni o solo semplici proposte, recuperando la dimensione del fare e
non del vecchio ideologico ciarlare, attraverso facce nuove, diverse,
lontane dai linguaggi della politica che abbiamo sinora conosciuto.
Molti di noi sanno bene dove e come si deve agire perchè nella “cacca” ci
siamo ormai da decenni, ogni giorno.
Io ancora un minimo di speranza, nei risultati possibili e magari nel
diretto coinvolgimento in un processo di mutazione, la mantengo, ma è forse
più un’ “illusione” leopardiana che non un reale pensiero.
Comunque grazie.
Con affetto.
Mario Nardelli – nato il 29 gennaio 1960″
Grazie Mario, buon vento